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Contagiato un medico dell’ospedale, sottoposti a quarantena 9 biancavillesi

I dati dell’Asp di Catania confermano la positività di un operatore in servizio al pronto soccorso

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© Foto Biancavilla Oggi

di VITTORIO FIORENZA

Un medico biancavillese, in servizio al pronto soccorso dell’ospedale “Maria Santissima Addolorata” è risultato positivo al contagio per coronavirus. Sottoposto a tampone, come da protocollo seguito periodicamente nella struttura sanitaria, è emersa la presenza di Covid-19. La notizia trova ufficialità oggi attraverso il report aggiornato contenuto nel data base dell’Asp di Catania, dopo che era circolata nei giorni scorsi, e per questo ne riferiamo.

Accertato il contagio, all’ospedale di Biancavilla sono scattate tutte le procedure di precauzione e di allerta tra quanti sono stati a contatto con il medico, a cominciare dai suoi stessi familiari. È scattata cioè, secondo protocollo, la quarantena per la persona contagiata e l’isolamento per i componenti del nucleo familiare.

«La positività al Covid-19 di uno dei medici dell’ospedale ci dice quanti rischi si assume chi è impegnato in prima fila nella battaglia contro questo nemico subdolo e invisibile», commenta il sindaco Antonio Bonanno.

«Al nostro concittadino, il mio augurio – ha voluto sottolineare ancora Bonanno – di tornare in piena salute in tempi brevissimi».

Coronavirus: casi mortali e persone in quarantena

Con questo nuovo caso di contagio, le persone positive al virus in questo momento a Biancavilla sono tre. Altri sono guariti (si pensi, per esempio, ai due ragazzi tornati da una vacanza a Malta). Attualmente i biancavillesi sottoposti al periodo di quarantena o in isolamento domiciliare sono complessivamente 9, secondo quanto riportato nel data base dell’azienda sanitaria accessibile al sindaco.

Dall’inizio dell’emergenza coronavirus i biancavillesi morti sono due. Il decesso più recente ha riguardato un commercialista di 70 anni che era ricoverato all’ospedale “San Marco” di Catania. Il primo risale ad aprile: un 59enne morto all’ospedale “Garibaldi”. Entrambi erano stati in terapia intensiva. I medici hanno fatto tutto il possibile per migliorare le proprie condizioni e salvarli. Ma l’infezione e le complicazioni conseguenti hanno compromesso lo stato generale fino a portarli alla morte.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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Installazione antenna 5G, le suore salesiane: «Noi non c’entriamo niente»

Intervento delle Figlie di Maria Ausiliatrice a proposito dell’impianto sull’edificio in cui sono ospitate

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«Come Figlie di Maria Ausiliatrice esprimiamo comprensione per le preoccupazioni espresse. Siamo fiduciose che chi ha responsabilità e competenza prenda decisioni rispettose della sicurezza e della salute dei cittadini».

Lo scrivono in una nota stampa le Figlie di Maria Ausiliatrice di Biancavilla, a proposito della installazione di un’antenna 5G sull’edificio di via Mongibello in cui sono da sempre ospitate.

Sulla vicenda gli abitanti della zona hanno manifestato il loro dissenso e il Comune aveva presentato un ricorso contro l’installazione, bocciato dal Tar.

C’è chi ha chiamato in causa le suore salesiane, a sproposito. Ed ora arrivano le loro puntualizzazioni.

«La notizia dell’installazione delle antenne 5G – scrivono – ha destato ansia e preoccupazione per molti. Ci sembra doveroso fornire alcune chiarificazioni. La sede di via Mongibello è di proprietà dell’Ipab Casa del fanciullo “Francesca Messina”.
Tra l’Ipab e l’ente delle Figlie di Maria Ausiliatrice è in essere un comodato d’uso gratuito dei locali per l’abitazione delle suore e le attività pastorali da loro animate».

«L’azienda che sta provvedendo all’installazione delle antenne – viene specificato – non ha alcun contratto in essere né in forma diretta né indiretta con le Figlie di Maria Ausiliatrice. Circa un anno fa la direttrice dell’istituto ha ricevuto la semplice informazione della decisione in oggetto da parte dell’Ipab».

Le suore, dunque, non hanno alcun ruolo formale nell’iter per la collocazione dell’impianto. Resta il fatto che le entrate economiche destinate all’Ipab, per consentire sul proprio tetto l’installazione dell’antenna, non c’è dubbio che avranno un beneficio indiretto pure sulle Figlie di Maria Ausiliatrice. In mancanza di introiti, il mantenimento dell’immobile e l’ospitalità riservata alle suore potrebbero non essere così scontate.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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