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Cronaca

In giro per Biancavilla con un coltello, denunciato uno studente di 17 anni

Risultato di un servizio di controllo dei militari del Nucleo radiomobile della Compagnia di Paternò

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© Foto Biancavilla Oggi

È stato fermato a Biancavilla per un normale controllo. Ma dalla perquisizione, i carabinieri del Nucleo radiomobile della Compagnia di Paternò, lo hanno trovato in possesso di un coltello con lama lunga 7 cm.

Non aveva motivo di portare con sé l’arma. Così, i militari hanno deferito in stato di libertà il giovane. Si tratta di un ragazzo di 17 anni, studente, incensurato e residente a Belpasso.

Lo scorso mese, sempre i carabinieri avevano fermato a Biancavilla un altro ragazzo, un 19enne di Adrano, con un coltello avente una lama di 10 cm: anche in questo caso era scattata la denuncia.

Durante lo stesso servizio di controllo, i carabinieri hanno anche effettuato verifiche e visite in 13 esercizi commerciali di Biancavilla. Azioni che si sommano a quelle già svolte nelle settimane passate che hanno portato ad una serie di denunce e multe sia in riferimento alla mancata osservanza delle misure anti-Covid sia a violazioni del Codice della strada.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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Cronaca

Liti di vicinato all’ombra dell’Etna: querelle nel cuore delle Vigne

Denunce tra la struttura di accoglienza “Casa di Maria” e i proprietari dei terreni circostanti

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È una lite di vicinato che dura ormai da anni a colpi di denunce e carte bollate. Un pessimo rapporto tra confinanti, nel cuore delle Vigne di Biancavilla, ai piedi dell’Etna. Da una parte Casa di Maria, la struttura che accoglie bambini e donne in difficoltà e che, sotto la guida dei coniugi Sergio Pennisi e Carmela Comes, svolge un’importante attività sociale. Dall’altra, la famiglia Borzì, che è proprietaria dei terreni circostanti.

C’è adesso un verdetto del Tribunale di Catania. La prima sezione penale, a firma del giudice Cristina Giovanna Cilla, ha emesso sentenza di assoluzione nei confronti di Giuseppe Borzì e del figlio Placido, assistiti dall’avv. Vincenzo Nicolosi.

Erano accusati di diffamazione (ma «il fatto non sussiste») e ingiuria (ma «il fatto non è più previsto dalla legge», essendo stato depenalizzato). Una terza accusa, relativa alla detenzione di munizioni, è andata in prescrizione. La sentenza dispone pure «la confisca delle munizioni in sequestro e la loro trasmissione alla competente Direzione di artiglieria».

È soltanto uno dei capitoli di un’articolata querelle tra le due parti, che ha strascichi anche in sede civile. Resta pendente ancora, a carico dei Borzì, una denuncia per lesioni personali, il cui procedimento entrerà nel vivo l’anno prossimo.

Altre querele sono state prodotte negli anni. Lungo l’elenco delle accuse nei confronti dei Borzì: violenza privata, stalking, estorsione, violazione di domicilio, danneggiamenti, incendio e persino atti osceni in luogo pubblico. Ipotesi di reato per le quali non si è avuto seguito o, come nel caso della violenza privata, è stata disposta l’archiviazione.

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