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Il vescovo Salvatore Gristina al convento di Biancavilla per il “perdono d’Assisi”

Si tratta di un’indulgenza plenaria, la celerazione è molto sentita nella Chiesa Cattolica, in particolare dai francescani

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© Foto Pinuccia Bivona

di GIUSEPPE GUGLIUZZO

Celebrazione molto partecipata, quella che si è svolta nello slargo adiacente al Convento dei frati minori di Biancavilla e al cimitero, con tutte le misure di contenimento del Covid, per la festa del “Perdono d’Assisi”.

Si tratta di un’indulgenza plenaria che può essere ottenuta dai fedeli dal mezzogiorno dell’1 agosto alla mezzanotte del 2 agosto di ogni anno. Una festa molto sentita per la Chiesa Cattolica, ma soprattutto per l’ordine francescano.

La celebrazione, quest’anno a Biancavilla, è stata presieduta dall’arcivescovo di Catania, Salvatore Gristina.

Il presule, nella sua omelia, ha sottolineato un concetto molto importante per i cristiani: «Quanto spreco di cibo nella nostra società! Il brano evangelico di oggi ci insegna invece la sobrietà, il coinvolgimento, ma ci parla anche di gesti di perdono e misericordia. Ecco San Francesco, anch’egli fu attuatore di questa misericordia».

Presente alla Celebrazione, in rappresentanza dell’amministrazione comunale, anche l’assessore Vincenzo Amato, in fascia tricolore.

Al termine della messa è stato presentato alla comunità anche il nuovo frate, Benedetto Lipari, arrivato da pochi giorni al convento di Biancavilla.

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Chiesa

Suor Cristiana da Biancavilla scrive a Papa Francesco, il Vaticano le risponde

La clarissa del monastero “Santa Chiara” indirizza al Santo Padre due precise richieste

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Una lettera indirizzata a Papa Francesco per sottolineare l’importanza degli Angeli Custodi e del buon umore. Una lettera firmata da suor Cristiana Scandura del Monastero “Santa Chiara” di Biancavilla. Parole dolci a cui il Vaticano ha risposto, assicurando la benedizione del Santo Padre.

Suor Cristiana si è rivolta al Papa «con la confidenza di una bimba piccola che sa di essere compresa e amata teneramente dal Padre suo e che perciò è sicura di potergli palesare i desideri che ha nel cuore».

«Desidero dirLe che mi piacerebbe tanto –ha specificato la clarissa biancavillese– che fosse divulgata maggiormente la devozione ai nostri Santi Angeli Custodi, che ben se lo meritano per tutto il da fare che gli diamo, ma che forse oggi sono un po’ trascurati. Pensavo concretamente all’indizione di un anno santo in loro onore o a qualsivoglia altra iniziativa (mi sembra che non sia mai stata emanata un’enciclica sugli Angeli) che permetta ai cristiani di attenzionare di più questo prezioso dono che il Signore ci ha fatto».

«L’importanza del buon umore»

Ma non è soltanto questo il motivo per cui suor Cristiana ha indirizzato la sua lettera a Papa Francesco. «L’altro motivo per cui Le scrivo è questo. Mi piacerebbe tanto –specifica ancora– che si aggiungesse alle 7 opere di misericordia spirituale, un’ottava opera: quella della gioia o del buon umore, intendendo con ciò la capacità, certamente attinta nel Signore, di regalare anche un semplice sorriso a chi ci sta accanto».

Nota per la sua ironia che spesso applica in contributi video che condivide tramite Whatsapp e pubblicati da Prospettive (l’organo di informazione dell’Arcidiocesi di Catania), suor Cristiana Scandura spiega le ragioni di questa richiesta: «Tale desiderio nasce dal fatto che da qualche anno constato che nella nostra società si sta smarrendo la capacità di sorridere e di stupirsi delle cose semplici e dalla speranza di promuovere l’impegno di vivere e promulgare il Vangelo della gioia».

La risposta dalla Segreteria di Stato

Le sue parole sono arrivate in Vaticano. Ed ora, da Roma, su carta intestata della Segreteria di Stato- Prima sezione “Affari generali”, mons. L. Roberto Cona ha inviato una lettera di risposta. Di seguito il testo.

«Con cortese lettera del 23 dicembre scorso, Ella ha voluto indirizzare al Santo padre Francesco espressioni di filiale gratitudine e, rendendolo partecipe della propria devozione agli angeli, ha unito alcuni graditi omaggi. Riconoscente per i sentimenti che hanno suggerito tale gesto, Sua Santità assicura il suo ricordo nella preghiera e, mentre invoca su di lei, sulle consorelle e sulle persone care, per l’intercessione della Beata Vergine Maria, grazie e consolazione divine, per un rinnovato impegno nella diffusione della conoscenza e dell’amore di Gesù Cristo, della Chiesa e del Papa, volentieri imparte l’implorata benedizione apostolica».

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