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Cronaca

I carabinieri non danno tregua: ancora controlli nei luoghi della “movida”

Militari in tutto il territorio comunale per ordine pubblico e nel rispetto delle disposizioni anti-Covid

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Identificate 47 persone, sottoposti a verifica 23 veicoli ed 8 esercizi commerciali. I controlli, soprattutto nei luoghi della “movida” a Biancavilla, non si fermano.

I carabinieri del Nucleo Radiomobile della Compagnia di Paternò, assieme ai colleghi della locale Stazione, hanno effettuato un servizio di controllo del territorio. Servizio finalizzato a garantire il rispetto delle disposizioni governative per il contenimento del fenomeno epidemico. Ma anche per tutelare l’ordine e la sicurezza pubblica in occasione della ormai nota “movida” biancavillese, a seguito della quale il centro etneo accoglie, ogni settimana, un gran numero di frequentatori di quel comprensorio.

In particolare, i militari hanno denunciato un 20enne di Adrano che, sottoposto a controllo, è stato trovato in possesso di un coltello di genere vietato avente una lama di 9 centimetri (Biancavilla Oggi ne aveva dato notizia già settimana scorsa).

Un biancavillese, anche lui ventenne, è stato trovato in possesso di 3 grammi di marijuana per “uso personale”. Per questo è stato segnalato alla Prefettura di Catania quale assuntore di sostanze stupefacente.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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Cronaca

Condannato pure il secondo barelliere: 30 anni di carcere ad Agatino Scalisi

Il caso dell’ambulanza della morte: sentenza con rito abbreviato, dopo quella di Davide Garofalo

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Agatino Scalisi condannato a 30 anni di carcere, al pagamento delle spese processuali e al risarcimento danni nei confronti delle parti civili. È la sentenza di primo grado emessa dal giudice delle udienze preliminari Carla Aurora Valenti del Tribunale di Catania nei confronti di uno degli imputati del caso della “Ambulanza della morte”. La pena a 30 anni, con rito abbreviato, è la stessa avanzata dal pubblico ministero Andrea Bonomo.

Scalisi riconosciuto colpevole, dunque, dell’omicido che gli veniva attribuito dalla Procura, quello della ottantenne Maria Giardina, avvenuto nell’aprile del 2014. Accolte dal gup anche le richieste delle parti civili: Orazio Arena e i figli Giuseppe e Luca (titolari dell’omonima agenzia funebre), l’associazione antiracket e antiusura “Libera Impresa”, il Comune di Biancavilla, il Codacons, l’associazione Art. 32-97-Aima e l’Asp di Catania.

La sentenza dichiara Scalisi interdetto in perpetuo dai pubblici uffici ed applica nei suoi confronti la misura di sicurezza della libertà vigilata per tre anni.

«Ricorreremo in appello – commenta l’avv. Antonino Tomaselli, legale di Scalisi – perché nel corso della discussione sono emerse molte contraddizioni. Aspettiamo intanto di conoscere le motivazioni di questa sentenza per capire il perimetro nel quale si è mosso il giudice».

Con rito ordinario già giudicato dalla Corte d’assise di Catania l’altro imputato, Davide Garofalo. Ritenuto coinvolto in tre omicidi (quelli di Salvatore Gagliano, Agatina Triscari e Salvatore Cadile), Garofalo risulta condannato all’ergastolo. Il legale ha presentato ricorso in appello.

Un orrore scoperto dalle Iene

Il caso della “Ambulanza della morte”, come ormai noto, si deve al programma Mediaset “Le Iene”. Diverse testimonianze hanno raccontato il “modus operandi” –coperto dai clan mafiosi di Adrano e Biancavilla– dei due imputati.

Scalisi e Garofalo, a bordo di un’ambulanza privata, avrebbero fatto morire con un’iniezione d’aria in vena, pazienti terminali, dimessi dall’ospedale, nel tragitto verso le loro abitazioni. In questo modo, si sarebbero accaparrati il sevizio funebre con il riconoscimento di 200-300 dall’agenzia.

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