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Cronaca

I carabinieri non danno tregua: ancora controlli nei luoghi della “movida”

Militari in tutto il territorio comunale per ordine pubblico e nel rispetto delle disposizioni anti-Covid

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Identificate 47 persone, sottoposti a verifica 23 veicoli ed 8 esercizi commerciali. I controlli, soprattutto nei luoghi della “movida” a Biancavilla, non si fermano.

I carabinieri del Nucleo Radiomobile della Compagnia di Paternò, assieme ai colleghi della locale Stazione, hanno effettuato un servizio di controllo del territorio. Servizio finalizzato a garantire il rispetto delle disposizioni governative per il contenimento del fenomeno epidemico. Ma anche per tutelare l’ordine e la sicurezza pubblica in occasione della ormai nota “movida” biancavillese, a seguito della quale il centro etneo accoglie, ogni settimana, un gran numero di frequentatori di quel comprensorio.

In particolare, i militari hanno denunciato un 20enne di Adrano che, sottoposto a controllo, è stato trovato in possesso di un coltello di genere vietato avente una lama di 9 centimetri (Biancavilla Oggi ne aveva dato notizia già settimana scorsa).

Un biancavillese, anche lui ventenne, è stato trovato in possesso di 3 grammi di marijuana per “uso personale”. Per questo è stato segnalato alla Prefettura di Catania quale assuntore di sostanze stupefacente.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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Cronaca

“Ultimo atto”, chiesto il rinvio a giudizio per il clan di Pippo Mancari “u pipi”

Udienza preliminare: l’amministrazione Bonanno è parte civile, assenti le vittime delle estorsioni

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Udienza davanti al Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Catania, Luca Lorenzetti, per trattare la richiesta di rinvio a giudizio avanzata dalla Procura nei confronti di 18 soggetti coinvolti nell’inchiesta “Ultimo atto”.

Le indagini, nel settembre 2023, aveva portato ad un blitz dei carabinieri per reati di associazione mafiosa, traffico di droga ed estorsioni. Al vertice dell’operazione criminale, Pippo Mancari u pipi, nome della vecchia guardia mafiosa di Biancavilla, che aveva ristrutturato il clan con giovani leve. Nello stesso ambito di inchiesta, anche il sequestro (finalizzato alla confisca) di beni ed attività imprenditoriali per un valore di 3 milioni di euro. In particolare, il clan gestiva il monopolio del trasporto merci su gomma (attraverso la cosiddetta “agenzia”) per le aziende di produzione agrumicola.

Oltre a Pippo Mancari, le richieste di processo riguardano: Salvatore Manuel Amato, Fabrizio Distefano, Placido Galvagno, Giovanni Gioco, Piero Licciardello, Nunzio Margaglio, Carmelo Militello, Nicola Gabriele Minissale, Alfio Muscia, Ferdinando Palermo, Mario Venia e Carmelo Vercoco (tutti erano stati sottoposti a misura cautelare in carcere). Assieme a loro pure Alfredo Cavallaro, Cristian Lo Cicero, Maurizio Mancari, Francesco Restivo e Marco Toscano (indagati a piede libero).

Gli avvocati di diversi imputati hanno chiesto il rito abbreviato. Il giudice deciderà nella prossima udienza, fissata per il 15 luglio.

L’assenza delle vittime di estorsioni

Nell’udienza preliminare si sono costituite le parti. Da rilevare, purtroppo, che tra le dieci persone indicate come parti offese (in quanto sottoposte al pagamento del “pizzo”), nessuna si è presentata per chiedere di costituirsi parte civile. Un segnale grave, che a Biancavilla ancora una volta fa riportare le lancette del tempo della legalità indietro agli anni dell’omertà e della paura. Di contro, invece, sono state ammesse come parti civili il Comune di Biancavilla e un’associazione antiracket.

In particolare, l’amministrazione del sindaco Antonio Bonanno, rappresentata dall’avv. Sergio Emanuele Di Mariano, aveva avanzato la richiesta «sia iure proprio, per ottenere il risarcimento del danno all’immagine della città e allo sviluppo turistico ed economico, sia quale ente preposto alla rappresentanza dei propri cittadini, per il pregiudizio arrecato dal reato all’ordine pubblico e al senso di insicurezza e pace sociale percepito nel territorio». L’ammissione del Comune ha riguardato tutti i reati, da quello di mafia al traffico di droga e all’estorsione.

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