14112018GOODNEWS:

Racket delle estorsioni a Biancavilla, il pm chiede 37 anni per tre imputati

di Vittorio Fiorenza

La Procura di Catania presenta il conto agli imputati del processo scaturito dal blitz antiracket “Reset” condotto dai carabinieri, che nell’aprile dello scorso anno ha portato a sei arresti con l’accusa di estorsione ai danni di un’agenzia di pompe funebri. Un’operazione appendice della precedente “Onda d’urto”, eseguita dagli stessi militari nel dicembre del 2016.

Nello stralcio relativo al rito ordinario, che si svolge presso la seconda sezione penale del Tribunale di Catania (presieduta da Roberto Camilleri), alla sbarra sono in tre. Nell’ultima udienza, il pubblico ministero, Andrea Bonomo, ha chiesto 12 anni di reclusione per Angelo Girasole, stessa pena per Alberto Gravagna e 13 anni di carcere per Alfio Petralia. Parti civili sono Giuseppe Arena e la moglie, affiancati dal Comune di Biancavilla e dall’associazione Libera Impresa. La sentenza potrebbe arrivare a novembre.

Altri sette imputati, sia del blitz “Onda d’urto” che di “Reset”, sono stati già giudicati in primo grado con rito abbreviato dal Gip Giuliana Sammartino, che ha inflitto condanne per complessivi 60 anni di carcere, riconoscendo nella famiglia Arena, titolare dell’omonima impresa funebre, la parte di vittima. Un’agenzia, ormai chiusa, con i titolari (padre e due figli), determinanti per le indagini, entrati nel programma di protezione per testimoni di giustizia, lontani da Biancavilla. Per i sette imputati di questo procedimento, l’Appello si apre il 5 dicembre.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

LASCIA IL TUO COMMENTO

INVIA IL COMMENTO