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Cronaca

Racket delle estorsioni a Biancavilla, il pm chiede 37 anni per tre imputati

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© Foto Biancavilla Oggi

di VITTORIO FIORENZA

La Procura di Catania presenta il conto agli imputati del processo scaturito dal blitz antiracket “Reset” condotto dai carabinieri, che nell’aprile dello scorso anno ha portato a sei arresti con l’accusa di estorsione ai danni di un’agenzia di pompe funebri. Un’operazione appendice della precedente “Onda d’urto”, eseguita dagli stessi militari nel dicembre del 2016.

Nello stralcio relativo al rito ordinario, che si svolge presso la seconda sezione penale del Tribunale di Catania (presieduta da Roberto Camilleri), alla sbarra sono in tre. Nell’ultima udienza, il pubblico ministero, Andrea Bonomo, ha chiesto 12 anni di reclusione per Angelo Girasole, stessa pena per Alberto Gravagna e 13 anni di carcere per Alfio Petralia. Parti civili sono Giuseppe Arena e la moglie, affiancati dal Comune di Biancavilla e dall’associazione Libera Impresa. La sentenza potrebbe arrivare a novembre.

Altri sette imputati, sia del blitz “Onda d’urto” che di “Reset”, sono stati già giudicati in primo grado con rito abbreviato dal Gip Giuliana Sammartino, che ha inflitto condanne per complessivi 60 anni di carcere, riconoscendo nella famiglia Arena, titolare dell’omonima impresa funebre, la parte di vittima. Un’agenzia, ormai chiusa, con i titolari (padre e due figli), determinanti per le indagini, entrati nel programma di protezione per testimoni di giustizia, lontani da Biancavilla. Per i sette imputati di questo procedimento, l’Appello si apre il 5 dicembre.

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Cronaca

Lite con coltello: 66enne di Biancavilla arrestato per tentato omicidio

Diverbio tra proprietari di terreni attigui, la vittima trasportata al “Maria Santissima Addolorata”

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Arrestato dai carabinieri un 66enne di Biancavilla con l’accusa di tentato omicidio aggravato. Avrebbe colpito un coetaneo di Adrano con diversi fendenti. Adesso si trova rinchiuso nel carcere di Noto. I fatti sono stati ricostruiti dai militari, dopo che la vittima si è presentata nella stazione di Adrano, chiedendo aiuto.

L’uomo, che aveva vistose ferite da taglio in diverse parti del corpo e in particolare al collo e al volto, è stato immediatamente soccorso dai carabinieri. Chiamata un’ambulanza, è stato trasportato all’ospedale “Maria Santissima Addolorata” di Biancavilla.

Secondo quanto appurato dai militari, il 66enne adranita, proprietario di alcuni appezzamenti in contrada Irveri, aveva avuto un diverbio con il padrone dei terreni attigui, un 66enne di Biancavilla, per questioni relative ai confini dei fondi. La discussione si era però tramutata in una vera e propria lite, al termine della quale il biancavillese aveva usato un coltello da cucina, ferendo l’altro. Ferite con una prognosi –stabilita dai medici di Biancavilla– in 10 giorni.

Svolte le indagini, i carabinieri hanno quindi rintracciato l’aggressore nella sua abitazione. Qui è stato trovato con la maglietta ancora sporca di sangue ed in possesso del coltello appena utilizzato. Immediato l’arresto.

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