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Cronaca

Accusato di omicidio stradale, chiesti dal pm 6 anni di reclusione

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di Vittorio Fiorenza

Sei anni di carcere per il giovane biancavillese che ha causato l’incidente sulla A18 Messina-Catania, a seguito del quale perse la vita Ornella Condorelli, 24enne di Tremestieri Etneo. È la richiesta di pena che il pubblico ministero ha avanzato, nel corso dell’udienza davanti al Giudice per l’udienza preliminare, Giovanni Cariolo, del Tribunale di Catania nel processo per omicidio stradale.

Per l’accusa, il giovane guidatore, quella notte di luglio del 2016, era alla guida in uno stato di ebrezza, quando urtò l’auto che procedeva sulla stessa corsia e nella quale viaggiava Ornella, fino a farla sbandare. Istanti terribili durante i quali, la ragazza di Tremestieri, che si trovava sul sedile posteriore, venne sbalzata fuori dall’abitacolo. Morì dopo alcuni giorni di agonia all’ospedale per le gravi ferite riportate.

La richiesta di sei anni di reclusione tiene conto dell’aggravante dello stato di ebbrezza dell’imputato e dello sconto di pena di un terzo, previsto dal rito abbreviato. Secondo il pm, la circostanza che Ornella fosse senza cintura di sicurezza non ha influito sull’esito tragico degli eventi.

Dettaglio, invece, che la difesa ritiene rilevante: un elemento che avrebbe salvato la vita della ragazza, secondo i legali dell’imputato, che discuteranno nell’udienza rinviata al prossimo mese.

Hanno già discusso anche i legali delle parti civili, a cominciare da quelli che rappresentano Barbara (sorella gemella di Ornella che era a fianco a lei quella maledetta notte) e due associazioni (“Familiari vittime della strada” e “Vicky Aureliano”) impegnate nella promozione della sicurezza stradale.

Tra qualche mese, dunque, si avrà la sentenza su questo caso, il primo relativo al reato di omicidio stradale che si discute nelle aule giudiziarie a Catania, dopo l’entrata in vigore della nuova legge.

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Cronaca

Lite con coltello: 66enne di Biancavilla arrestato per tentato omicidio

Diverbio tra proprietari di terreni attigui, la vittima trasportata al “Maria Santissima Addolorata”

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Arrestato dai carabinieri un 66enne di Biancavilla con l’accusa di tentato omicidio aggravato. Avrebbe colpito un coetaneo di Adrano con diversi fendenti. Adesso si trova rinchiuso nel carcere di Noto. I fatti sono stati ricostruiti dai militari, dopo che la vittima si è presentata nella stazione di Adrano, chiedendo aiuto.

L’uomo, che aveva vistose ferite da taglio in diverse parti del corpo e in particolare al collo e al volto, è stato immediatamente soccorso dai carabinieri. Chiamata un’ambulanza, è stato trasportato all’ospedale “Maria Santissima Addolorata” di Biancavilla.

Secondo quanto appurato dai militari, il 66enne adranita, proprietario di alcuni appezzamenti in contrada Irveri, aveva avuto un diverbio con il padrone dei terreni attigui, un 66enne di Biancavilla, per questioni relative ai confini dei fondi. La discussione si era però tramutata in una vera e propria lite, al termine della quale il biancavillese aveva usato un coltello da cucina, ferendo l’altro. Ferite con una prognosi –stabilita dai medici di Biancavilla– in 10 giorni.

Svolte le indagini, i carabinieri hanno quindi rintracciato l’aggressore nella sua abitazione. Qui è stato trovato con la maglietta ancora sporca di sangue ed in possesso del coltello appena utilizzato. Immediato l’arresto.

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