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Cronaca

Omicidio Maccarrone, il Riesame: «Merlo e Magro restino in carcere»

Respinta l’istanza di scarcerazione presentata al Tribunale della libertà dai legali difensori

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Massimo Merlo, pregiudicato biancavillese di 44 anni, resta in carcere per l’omicidio di Maurizio Maccarrone. Lo ha deciso il Tribunale del riesame di Catania, rigettando la richiesta presentata dai suoi legali, gli avv. Giuseppe Milazzo e Roberta Castorina, per annullare l’ordinanza di custodia cautelare in carcere. Stessa decisione per il paternese Antonino Magro, assistito dagli avv. Antonio Bellia ed Eugenio De Luca.

Merlo e Magro sono ritenuti esecutore e mandante dell’uccisione, avvenuta ad Adrano nel 2014, di Maurizio Maccarrone, un impiegato dell’Opera Cenacolo Cristo Re di Croce al vallone.

Ad incastrare i due sono state le indagini della squadra mobile di Catania e il commissariato di polizia di Adrano, che si sono avvalse delle dichiarazioni del collaboratore di giustizia Gaetano Di Marco e di un video choc che ha ripreso le fasi dell’omicidio.

Secondo gli investigatori, Maccarrone sarebbe stato ucciso per ragioni passionali. La vittima avrebbe avuto una relazione con una donna, legata in passato a Magro. Quest’ultimo avrebbe decretato per questo la sua morte, ordinando a Merlo l’eliminazione. Movente passionale, quindi, ma con lo sfondo mafioso, visti i precedenti e i profili criminali sia di Magro che di Merlo.

Quest’ultimo, pochi giorni dopo il fermo per omicidio, è stato anche coinvolto nell’operazione “Onda d’urto”   , condotta dai carabinieri a Biancavilla, dove è stato scoperchiato un giro di estorsioni ai danni di un’agenzia di pompe funebri.

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Cronaca

Rissa tra biancavillesi e adraniti: denunciati in 8 (di cui 5 minorenni)

L’episodio, risalente allo scorso novembre, è avvenuto in piazza Martiri d’Ungheria, in zona Casina

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La mega rissa era avvenuta a Biancavilla, lo scorso novembre, in piazza Martiri d’Ungheria, in zona Casina. Adesso i carabinieri della stazione di via Benedetto Croce hanno concluso le indagini. L’esito? Denunciati in 8 per rissa aggravata. Aspetto sconcertante è che tra questi ci sono 5 minorenni. Due adraniti, di 16 e 21 anni, in particolare, devono rispondere anche di porto di armi od oggetti atti ad offendere, perché hanno partecipato con una mazza da baseball e un bastone di legno.

Era il 20 novembre 2023 quando una chiamata al 112 ha segnalato una zuffa tra ragazzi. All’arrivo della pattuglia, sulle panchine vi era soltanto un gruppo di giovani intenti a parlare pacificamente. Tutti avevano negato di aver litigato con alcuno.

I carabinieri non hanno lasciato correre. Hanno acquisito le immagini di videosorveglianza della zona, consentendo di individuare le targhe delle auto parcheggiate nella piazza. Si è risaliti così ai proprietari, tre dei quali di Adrano.

Convocati in caserma, i tre si sono presentati accompagnati dai figli minorenni, le cui dichiarazioni hanno fatto emergere come la lite avesse coinvolto un gruppo di ragazzi di Biancavilla e di Adrano, senza un apparente motivazione.   

Man mano che i Carabinieri hanno acquisito nuovi dettagli sulle dinamiche dell’evento e hanno individuato e ascoltato i testimoni oculari dei fatti, il quadro indiziario nei confronti degli 8 indagati è poi divenuto sempre più chiaro. I militari hanno anche comparato fotogrammi estrapolati dai file video della rissa e le fotografie dei profili social dei partecipanti.

Tra questi, in particolare, anche 2 minorenni di Adrano, che avevano già avuto problemi con la Giustizia per reati contro la persona e contro il patrimonio, mentre tutti e 3 i maggiorenni coinvolti sono risultati essere pregiudicati per vari reati, tra cui porto abusivo di armi e oggetti atti ad offendere.

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