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Cultura

San Placido, tra storia e tradizione nel libro di Filadelfio Grasso

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Un momento della processione dello scorso anno (foto di Antonio Bruno)

“San Placido a Biancavilla: la vita, il culto, la tradizione”. È il titolo del libro di Filadelfio Grasso pubblicato in questi giorni dalla basilica “Maria Santissima dell’Elemosina”, in occasione del 1500 anni dalla nascita del patrono del centro etneo. Una raccolta di notizie, documenti e foto. Pubblichiamo qui in anteprima la presentazione dell’autore.

 

di Filadelfio Grasso

Il 5 ottobre di ogni anno, sotto un sole ancora caldo che ritarda l’inizio dell’autunno, ai piedi dell’Etna, i colpi a salve dei cannoni e il lancio delle strisce colorate accolgono nella piazza principale di Biancavilla l’immagine di san Placido. Il sorriso dei cuori e l’applauso di un popolo, il suono festoso delle campane e della banda cittadina, “abbracciano” il santo patrono che si appresta a compiere il tradizionale “giro de’ santi”.

La sua immagine benedicente è stata in ogni epoca auspicio di pace, di prosperità, di salute per tutta la città, divenendo simbolo dell’identità religiosa di tutta la comunità che venera questo santo fin dal 1602.

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La copertina del volume di Filadelfio Grasso

Volendo cercare tra le fonti e i documenti, si scopre che il santo rappresentato in quella statua lignea ha vissuto più di millecinquecento anni fa una vita coraggiosa, schietta, con dei principi e degli ideali che sono stati scopo fermo e deciso dell’esistenza stessa.

Placido è stato un uomo che ha saputo dire “SI” a Cristo, in un epoca in cui il sopruso, la violenza e le ingiustizie regnavano indiscusse nella nostra Penisola, e, coerentemente con questa sua scelta, ha vissuto fino alla fine, rendendo testimonianza fino all’atto eroico del martirio.

San Placido, ieri come oggi, diventa modello per ogni cristiano, indicando a ciascuno la vera via della santità, vissuta giorno per giorno, anche nella quotidianità dei gesti e delle opere.

In questo anno che ricorda i 1500 anni dalla nascita di san Placido, si è sentito forte il desiderio di “ricercare” per riscoprire la figura di questo amato Santo che la Chiesa universale invoca come Martire e Confessore. Tale impegno si è concretizzato in questa pubblicazione che vuole essere una raccolta antologica di fonti e notizie sul patrono della nostra città.

Essa è corredata da diverse foto, da contributi provenienti dalle città di Messina e di Castel di Lucio, e da un’appendice documentaria che riporta una nota del canonico Benedetto Viaggio della fine dell’Ottocento e un articolo che tratta proprio del santo patrono apparso sulle pagine di Callicari, primo storico giornale parrocchiale distribuito negli anni Ottanta del secolo scorso. Una parte di notevole importanza è dedicata al Rito della Messa e dalla Liturgia delle Ore di san Placido, tratte dal Comune dei Martiri e dei Confessori per esprimere il massimo rendimento di culto a Dio nel giorno della festa dedicata al Santo.

Un vivo ringraziamento va al prevosto e parroco della Chiesa Madre di Biancavilla, don Agrippino Salerno, che con amorevole cura ha seguito tutto il lavoro, offrendo generosamente il suo valido aiuto, al Circolo san Placido e a tutti coloro che hanno collaborato a diverso titolo alla ricerca e alla realizzazione di questo volume, ultimo contributo di una fede che dura da oltre quattrocento anni.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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Cultura

Anche il Comune di Biancavilla aderisce all’Ecomuseo della Valle del Simeto

Approvata delibera della Giunta Bonanno per sottoscrivere e sostenere l’ambizioso progetto

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Il Comune di Biancavilla ha formalmente aderito al progetto “Ecomuseo del Simeto”, nell’ambito della legge regionale del 2014 che istituisce gli ecomusei della Sicilia. Lo ha fatto attraverso una delibera della Giunta del sindaco Antonio Bonanno, la cui riunione ha visto la presenza di tutti gli assessori.

L’Ecomuseo del Simeto va inteso come strumento di pianificazione comunitaria. Con l’intento di valorizzare – il dinamismo sociale, per reinterpretare gli assetti strategici del territorio, verso l’auto-sostenibilità dei sistemi produttivi locali.

Compito Comune di Biancavilla (come di tutti gli enti pubblici che vi aderiscono) è promuovere le attività. E sostenerle dal punto di vista logistico ed economico.

Tra gli obiettivi del progetto: ripercorrere le tappe della storia sociale e ambientale del territorio; ristabilire legalità, equità sociale, inclusione ed equilibrio ecologico; riposizionare gli elementi materiali e immateriali del paesaggio in relazione con il valore d’uso a essi attribuiti dalla comunità; ricucire il rapporto sussidiario tra città e campagna; recuperare i manufatti e le pratiche di produzione locali per alimentare i circuiti dell’economia civile, circolare e generativa; riorganizzare la fruizione e la cura del territorio, anche mediante forme di ospitalità diffusa, riutilizzando, laddove possibile, immobili in disuso; riassaporare i gusti della campagna, attraverso una riscoperta delle ricette contadine, coinvolgendo nonne, esperti ed istituti alberghieri della Valle del Simeto.

Per dar seguito a queste finalità, sono stati individuati, quattro progetti pilota di comunità. Progetti integrati tra loro, da avviare nella fase di rodaggio dell’Ecomuseo del Simeto.

Esiste un Fiume

Questo progetto è funzionale a far riscoprire agli abitanti (e visitatori) il Simeto e i suoi affluenti, le bellezze naturali, storiche, artistiche e architettoniche. Ma anche le fragilità degli ecosistemi e le criticità determinate dalle attività antropiche, coinvolgendo attivamente naturalisti, agricoltori, artigiani, gli artisti della Valle. Il fiume diventa filo conduttore tra arte, cultura e relazioni socio-ecosistemiche.

Paesaggi Inclusivi

Questo progetto è funzionale a ricostruire le storie di marginalità e affrontare le questioni di esclusione sociale. In che modo? Attraverso pratiche di rivitalizzazione del patrimonio culturale e nuove narrazioni. Bisogna aprire le porte dell’Ecomuseo a tutta la comunità. E portare nel processo di riconoscimento e valorizzazione del patrimonio locale materiale e immateriale, le persone normalmente escluse dalla vita civica e dalle occasioni di partecipazione democratica.

Il Museo va in campagna

Questo progetto è funzionale a porre rimedio alla scarsa affluenza di visitatori nei musei locali e alla scarsa cura dei beni sparsi nel territorio. Il progetto intende: ricostruire le reti di fiume; praticare forme di archeologia partecipata; legare i musei e i siti archeologici del territorio; stimolare gli abitanti a ricostruire la propria storia e riflettere sul passato per ragionare criticamente sul presente e sul futuro, producendo contenuti che possano arricchire la memoria collettiva attraverso pratiche di museologia di comunità.

Il progetto è funzionale, inoltre, a rinsaldare il patto città/campagna attraverso una rilettura non solo del patrimonio custodito nei musei, ma anche di quello espresso dai centri storici in relazione con il più ampio contesto rurale, con i beni disseminati sul territorio ampio e con la dimensione dell’eredità immateriale, proponendo la nascita di corridoi culturali che si prestino anche all’attraversamento mediante modalità di mobilità dolce.

Nuove catene del valore

Questo progetto è funzionale ad attivare e sostenere la microeconomia locale volta a riscoprire la cultura del cibo e dell’artigianato, valorizzando sia le tradizioni sia le innovazioni, con uno sguardo rivolto ai giovani.

Il progetto intende generare nuove catene del valore legate all’attualizzazione delle produzioni e dei mestieri che hanno caratterizzato la Valle del Simeto nella storia e ai talenti che possono consentire oggi nuovi cicli dell’economia locale, partendo da un censimento puntuale e dalla ricucitura delle relazioni di fiducia e cooperazione tra operatori economici e abitanti.

Un percorso lungo vent’anni

L’idea di un ecomuseo nella Valle del Simeto è parte di un lungo processo avviato nei primi anni 2000 dalla società civile organizzata. Negli anni è stata costruita una sinergia con l’Università di Catania (in particolare con il Dipartimento di Ingegneria Civile e Architettura).

Con essa, pure i Comuni di Adrano, Belpasso, Biancavilla, Centuripe, Motta Sant’Anastasia, Paternò, Ragalna, Regalbuto, Santa Maria di Licodia, Troina e, più recentemente, Catenanuova.

Altre collaborazioni, poi, con diversi enti istituzionali. Tra questi, il Parco Archeologico e Paesaggistico di Catania e della Valle dell’Aci e l’Istituto di Scienze del Patrimonio Culturale del Consiglio Nazionale delle Ricerche.

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