Cronaca
Adrano, auto pirata investe 50enne biancavillese in sella alla sua bici


Via IV Novembre ad Adrano, luogo dell’incidente
Un biancavillese di 50 anni, in sella alla sua bicicletta, è stato investito ad Adrano da un automobilista, che poi non si è fermato per prestare soccorso.
Ne dà notizia l’emittente adranita Tva. Il fatto si è verificato in via IV novembre, lungo il tratto di strada che costeggia la scuola media “Mazzini”.
Il 50enne è stato urtato da un automezzo. Un impatto piuttosto violento, che lo sbalzato dalla bicicletta ed è caduto rovinosamente sull’asfalto. Fortunatamente indossava il caschetto da ciclista che ha protetto il capo.
Immediato l’intervento degli operatori sanitari del 118 di Adrano, i quali dopo le prime cure sul posto hanno trasferito il ferito al pronto soccorso dell’ospedale di Biancavilla.
Per il 50enne di Biancavilla, sempre secondo quanto pubblicato da Tva, ferite alle braccia e alla schiena e contusioni in varie parti del corpo. L’uomo è stato sempre cosciente e le sue condizioni non sono fortunatamente gravi.
Rimane il deprecabile comportamento del conducente dell’automezzo che anziché fermarsi per prestare i primi soccorsi al ferito, ha preferito accelerare e allontanarsi dal luogo dell’incidente.
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Cronaca
Stranieri sfruttati sul lavoro: nei guai biancavillese a capo di una cooperativa
L’uomo, presidente del Consiglio di amministrazione, denunciato assieme ad altre due persone

Un 32enne di Biancavilla, con precedenti penali, è fra i tre denunciati dal Nucleo Ispettorato del Lavoro di Catania nell’ambito di controlli contro lavoro irregolare e caporalato. L’uomo, presidente del consiglio di amministrazione di una cooperativa agricola, è ritenuto responsabile di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro.
I controlli hanno portato alla luce un sistema illecito di reclutamento e impiego della manodopera. Le vittime sono due lavoratori stranieri in condizioni di forte vulnerabilità.
Oltre al biancavillese, sono sotto indagine un 38enne marocchino residente ad Adrano, incensurato, che agiva come caporale e intermediario per conto della stessa cooperativa, e un altro 38enne di Scordia, con precedenti, che di fatto collaborava con l’azienda.
Secondo quanto emerso dagli accertamenti, i lavoratori extracomunitari venivano impiegati in condizioni lavorative ritenute altamente degradanti. Evidenziati retribuzioni ben al di sotto di quanto previsto dal contratto collettivo nazionale, turni di lavoro eccessivi e ambienti privi delle minime misure di sicurezza.
L’indagato di origini marocchine è inoltre accusato di estorsione. Avrebbe minacciato uno dei due lavoratori di licenziamento se non gli avesse restituito parte della già esigua paga percepita.
A conclusione delle attività, i due lavoratori sono stati affidati a una struttura protetta, gestita da un’organizzazione internazionale per le migrazioni. Adesso potranno ricevere assistenza e protezione.
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Cronaca
Evade dai domiciliari per le sigarette alla moglie: «È un inferno se non fuma»
Singolare “giustificazione” di un 52enne residente a Biancavilla in giro con la bicicletta a Catania

I carabinieri della stazione di Catania Playa hanno arrestato un pregiudicato 52enne, residente a Biancavilla ma domiciliato a Catania, nella zona di Ippocampo di Mare. L’uomo doveva trovarsi ai domiciliari per reati contro il patrimonio. Però, i militari lo hanno sorpreso mentre, in bici, percorreva via San Francesco La Rena. Ha tentato di passare inosservato con il volto coperto da cappuccio e sciarpa, ma è stato fermato e identificato.
Di fronte alla constatazione della violazione, il 52enne ha cercato di giustificare la sua presenza fuori casa con una spiegazione singolare. Ha sostenuto di essere uscito per acquistare le sigarette alla moglie, una “accanita fumatrice” che, in mancanza di nicotina, si sarebbe irritata al punto da trasformare la giornata in un “inferno domestico”.
Una giustificazione che non ha però evitato l’arresto, eseguito sulla base degli elementi raccolti e ora al vaglio dell’Autorità Giudiziaria, che ha convalidato il provvedimento e disposto il ripristino della misura degli arresti domiciliari.
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