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Strisce blu, gli ex addetti a Glorioso: «Siete ciechi e sordi senza coscienza»

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Una protesta dello scorso anno davanti al palazzo comunale dei lavoratori della cooperativa "L'Airone"

Una protesta dello scorso anno davanti al palazzo comunale dei lavoratori della cooperativa “L’Airone”

di Vittorio Fiorenza

Una lettera aperta, un volantinaggio e un atto d’accusa rivolto ad amministratori e politici locali da parte degli ex ausiliari del traffico della cooperativa sociale “L’Airone”, che per conto del Comune di Biancavilla fino ad alcuni mesi fa svolgeva il servizio delle strisce blu. Ora, però, dopo che la ditta ha rinunciato all’attività perché ritenuta antieconomica, il servizio viene svolto da dipendenti comunali e i 10 ex operatori si ritrovano a spasso.

Affiancati da Carmelo Catalano della Ugl Terziario, gli ex ausiliari ricordano gli innumerevoli e vani incontri con gli amministratori per la salvaguardia dei livelli occupazionali e scrivono: «Molti di questi autorevoli personaggi della politica di Biancavilla si sono mostrati ciechi e sordi, ma non sembravano né ciechi né sordi durante il periodo elettorale. Tutto ciò fa capire quanto opportunista ed insensibile sia la politica». Da qui, la richiesta di affrontare la vicenda «per capire se la cecità è un virus che compare e scompare ad ogni tornata elettorale e se la politica ha una coscienza».

Pronta la replica dell’assessore Giuseppe Furnari: «Un atto scorretto, un colpo basso, visto che martedì è fissato un incontro proprio per discutere possibili soluzioni per valorizzare questo personale che noi abbiamo formato. Se il servizio dovessimo nuovamente esternalizzarlo, questi lavoratori saranno riassorbiti. Certo è che nessuno mai ha fatto promesse elettorali».

Sulla vicenda c’è anche una nota di solidarietà del Movimento Cinque Stelle: «Una vicenda scandalosa con molti punti oscuri. È l’esempio di come la politica entri nella vita e nei destini delle persone per appropriarsene e bruciarli, soffocando ogni speranza di riscatto».

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Politica

Scuole riaperte, a Biancavilla il 75-80% degli alunni è rientrato in classe

Dalla Regione ammonimento ai sindaci che firmano ordinanze di chiusura degli edifici scolastici

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© Foto Biancavilla Oggi

di VITTORIO FIORENZA

Genitori divisi. Da una parte, il fronte di chi sollecita il sindaco a chiudere le scuole perché gli alunni stiano a casa per una maggiore tutela. Dall’altra, coloro che ritengono le aule sicure e gli unici luoghi per garantire un effettivo diritto allo studio. In queste pagine abbiamo ospitato l’appello delle quattro dirigenti scolastiche di Biancavilla per il ritorno alla didattica in presenza. Ma abbiamo anche dato voce alle mamme contrarie.

Il primo giorno di riapertura delle scuole – dopo la pausa imposta con ordinanza del primo cittadino – ha comunque registrato a Biancavilla il 75-80% di presenze, secondo quanto appurato dal Comune con le segreterie scolastiche. Ci sono state alcune classi svuotate quasi per intero, ma nel complesso gli istituti hanno annotato una media di 2-4 assenze per ogni classe.

L’assenza di massa, dunque, non c’è stata, nonostante, fra l’altro, la pioggia battente abbia ulteriormente influito –in maniera “fisiologica”– a fare restare alcuni bambini a casa.

Da entrambi i fronti dei genitori ci sono ragioni legittime, certamente. Ma la decisione del sindaco Antonio Bonanno è stata quella di fare suonare la campanella per il rientro in classe. Anche perché dalla Regione sono arrivati veri e propri ammonimenti a tutti i sindaci –compreso quello di Biancavilla– che hanno adottato le precedenti ordinanze di chiusura.

Basso contagio tra gli alunni

Bonanno e l’assessore alle Politiche scolastiche, Francesco Privitera, lo hanno spiegato a diverse mamme che sono state ricevute al palazzo comunale. Le condizioni per adottare una decisione così drastica vanno appurati, quindi, con il coinvolgimento dell’Asp e degli assessorati regionali alla Salute, all’Istruzione e alla Famiglia. Ma lo screening che ha interessato la popolazione scolastica di Biancavilla (genitori compresi), seppur non nella sua interezza, ha evidenziato un’incidenza del contagio da coronavirus dell’1,4%.

Solo tre bambini risultati positivi, a cui si aggiungono altri 4 sottoposti a tampone nello screening precedente “dedicato” alle tre classi della scuola media “Luigi Sturzo” che erano state poste in isolamento per la positività di un insegnante. Un dato indicativo, certo. Ma sufficiente, secondo l’amministrazione comunale, a mettere di lato un ulteriore provvedimento di chiusura della scuola. Almeno per il quadro delineato in questo momento.      

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