Cronaca
Cadavere in via del Trebbiatore, terribile sospetto sull’identità

Carabinieri intervenuti in via del Trebbiatore
di Vittorio Fiorenza
Il cadavere ritrovato in via del Trebbiatore, alla periferia di Biancavilla, si presenta in avanzato stato di decomposizione. La testa si presenterebbe staccata dal resto del corpo: forse sono stati cani randagi ad infierire. L’identità sembra riconducibile ad un uomo di giovane età.
Nessuna ipotesi è possibile al momento perché le condizioni in cui è stato trovato il corpo non ne consente l’identificazione. In apparenza non presenterebbe ferite o colpi di arma da fuoco.
Per questo sarà necessario un esame autoptico più approfondito da parte del medico legale Orazio Cascio, intervenuto sul posto, assieme al Sostituto Procuratore della Repubblica di Catania, Andrea Ursino.
Sul posto sono intervenuti i carabinieri del Sis (Sezioni Investigazioni Scientifiche) di Catania, della compagnia di Paternò, della stazione di Biancavilla e i colleghi di Santa Maria di Licodia.
Nonostante non ci sia alcuna certezza sull’identità del morto, sul posto sono arrivati anche alcuni familiari di Daniele Cangemi, il 29enne di Santa Maria di Licodia scomparso dal 30 agosto, di cui si era occupata anche la trasmissione Rai di “Chi l’ha visto?”. Comprensibile l’apprensione dei parenti. Nessuna certezza fino agli esiti dell’esame autoptico.
«Alla notizia del ritrovamento del cadavere -dice Alfio Cancemi, uno dei cugini di Daniele- ci siamo precipitati di nostra iniziativa a Biancavilla, ma le forze dell’ordine non ci hanno lasciato avvicinare. Non ci danno indicazioni certe sull’ identità. Noi fino alla fine speriamo che non sia lui, che non sia Daniele».
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Cronaca
Donna 53enne picchiata dal compagno: scattano il “Codice rosso” e l’arresto
Intervento dei carabinieri dopo la richiesta di aiuto al 112: la vittima si trova ora in una casa protetta
Una lite furibonda di notte e poi l’aggressione alla donna da parte del compagno. L’uomo, un 54enne, è stato arrestato per violenza domestica, a Biancavilla, dopo una segnalazione al Numero Unico di Emergenza 112.
Una gazzella del Nucleo Radiomobile di Paternò è intervenuta, su attivazione della Centrale Operativa, in un’abitazione nei pressi di via Giacomo Matteotti, da dove era partita la richiesta telefonica di aiuto da parte della donna 53enne.
La vittima sarebbe stata prima minacciata e poi aggredita fisicamente dal compagno dopo una discussione iniziata per futili motivi. Visibilmente scossa e agitata, la donna è stata trasportata da personale sanitario del 118, allertato dai carabinieri, al pronto soccorso. Per lei la prognosi indicata dai medici è di 10 giorni.
Il compagno, già noto alle forze dell’ordine, avrebbe, secondo quanto denunciato in caserma dalla vittima, costantemente esercitato pressioni psicologiche. Ripetute le aggressioni fisiche, aggravate dall’assunzione di alcool e stupefacenti. Da qui, i timori della donna, adesso collocata presso una casa protetta.
I carabinieri hanno attivato la procedura del “Codice Rosso” e arrestato l’uomo per “maltrattamenti in famiglia”. Adesso si trova rinchiuso in una cella del carcere catanese di piazza Lanza.
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Cronaca
Sette lavoratori in nero in un cantiere edile e in un panificio: batosta ai titolari
Disposte la sospensione delle due attività imprenditoriali e sanzioni complessive fino a 32.600 euro
Cinque lavoratori senza regolare contratto in un cantiere edile e altri due in un panificio. Sono le violazioni riscontrate a Biancavilla nel corso di controlli effettuati dall’Ispettorato nazionale del lavoro, che hanno disposto la sospensione delle attività imprenditoriali.
Nel cantiere edile sono stati trovati cinque lavoratori impiegati in nero. Il provvedimento di sospensione è stato accompagnato da sanzioni per lavoro irregolare che possono arrivare complessivamente fino a 19.500 euro, oltre a una sanzione di 2.500 euro per la sospensione dell’attività. La ripresa dei lavori è subordinata alla regolarizzazione di tutti e cinque i lavoratori. Il personale non regolarmente assunto è stato allontanato dal cantiere.
Nel corso delle verifiche sono emerse anche violazioni in materia di salute e sicurezza sul lavoro, con particolare riferimento alla formazione e alla sorveglianza sanitaria. Il datore di lavoro, inoltre, non ha esibito il PiMUS, il piano di montaggio, uso e smontaggio del ponteggio. Per quest’ultima irregolarità è stata contestata una sanzione che può raggiungere 2.847,69 euro.
Un secondo intervento ha riguardato un panificio del territorio di Biancavilla, dove gli ispettori hanno riscontrato la presenza di due lavoratori in nero su tre complessivamente impiegati. Anche in questo caso è stata disposta la sospensione dell’attività, a seguito del superamento della soglia prevista per il lavoro irregolare, con sanzioni che possono arrivare fino a 7.800 euro.
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