Cronaca
Il “film” raccapricciante di una vita Enza svela i drammi che ha vissuto
ESCLUSIVO. «Sono stati 40 anni di violenze con due aborti per le botte ricevute». Parla la donna accusata dell’assassinio del marito Alfio Longo. Emerge una figura dell’uomo diversa da come è nota in paese. Lei avrebbe tentato di lasciarlo ed andare via, senza riuscirci. Ed ora chiede al pm: «Posso andare al suo funerale?».
di Vittorio Fiorenza
«Vorrei partecipare ai funerali di Alfio, posso vero?». Enza Ingrassia, dopo avere confessato l’omicidio del marito e mandato in frantumi la messinscena della rapina sfuggita di mano a due malviventi, ha espresso il desiderio al sostituto procuratore, Raffaella Vinciguerra, che ha condotto il serrato interrogatorio.
Passata dalla casa del delitto alla caserma dei carabinieri, fino agli uffici giudiziari della Procura di Catania, non aveva ancora ben compreso come si fosse capovolto il suo mondo. A tratti spaesata: «Ma si saprà in paese che lui mi picchiava e che io l’ho ammazzato?». E pure lucidissima nel raccontare ai magistrati, con un senso di liberazione, quella notte nella sua villetta di contrada “Crocifisso”, tra i vigneti delle colline di Biancavilla.
Un fiume in piena anche quando gli inquirenti le chiedono di ripercorrere la sua vita. «Con mio marito sono stati quarant’anni di violenze, continue, quotidiane, ero stanca di subire», ha cominciato così il suo lungo racconto, intervallato da crisi di pianto. «Sia chiaro che –riferisce il suo legale, l’avv. Luigi Cuscunà– non siamo davanti ad un’assassina spietata che si alza una mattina e compie un omicidio. Si tratta di una donna, una casalinga, che ha sopportato violenze e vessazioni e che poi è esplosa in quell’estremo gesto».
La donna ha raccontato un’infinità di episodi, alcuni riscontrabili, altri da accertare. Nel film drammatico della sua esistenza, emergerebbero pure particolari raccapriccianti. «La coppia non aveva figli, ma la signora Ingrassia –rivela l’avv. Cuscunà– ha riferito che negli anni ’70, quando con il marito era in Germania, ha subìto ben due aborti. Non aborti spontanei, ma provocati dalle botte e dalle violenze di lui, che in un’occasione pare le saltò addosso con forza sulla pancia. Non doveva avere figli perché in quel momento doveva lavorare».
Le sequenze di quarant’anni di vita matrimoniale, viste una dietro l’altra, stando a quanto dichiarato dalla 64enne, mostrerebbero quindi un profilo di Alfio Longo ben diverso da come è noto nel centro etneo: persona sensibile, gentile, ben voluta da tutti, impegnata nella comunità religiosa locale come componente della fraternità “Ecco tua Madre”, che cura l’adorazione eucaristica nella chiesa di “San Gaetano”. Un profilo doppio.
Uno esterno: da esibire in chiesa, tra amici e conoscenti, o nella sua passione per i cani, anche quelli randagi (dopo il ritrovamento di una cucciolata, meno di un anno fa, in una tv locale aveva rivolto un accorato appello, quasi in lacrime, al proprietario che li aveva abbandonati).
Uno interno: da esibire tra le quattro mura di casa, con la moglie, seppure soffocata dall’essere quasi confinata lassù, prigioniera tra le bellezze della natura e la vista spettacolare dell’Etna. Più affettuoso, dunque, con i cani che con la moglie?
«Emerge –evidenzia il legale della Ingrassia– una doppia personalità di quest’uomo, che aveva scatti di violenza ma che poi si scusava come se nulla fosse successo. Teneva all’occhio sociale. Per la gente il suo mondo doveva apparire trasparente e inappuntabile. La realtà era ben diversa. Lo sapevano in tanti».
Mai una denuncia, però. Nemmeno una segnalazione a qualche associazione (eppure il centro antiviolenza “Calypso” di Biancavilla è molto attivo nel territorio ed è riuscito a portare sul banco degli imputati molti mariti-padroni).
La donna, tuttavia, avrebbe tentato di liberarsi. «Aveva mostrato l’intenzione –dice ancora l’avv. Cuscunà– di andare nella struttura di contrada “Croce al Vallone” (l’Opera Cenacolo Cristo Re, ndr), ma lui la bloccava. Si voleva separare. Una volta erano pronti per andare in uno studio legale, ma il marito ci ha ripensato. “Tu di qua non ti muovi”, le ha detto».
Ecco perché, secondo il suo avvocato, non bisogna avventurarsi in giudizi superficiali. Piuttosto va «mostrata sensibilità, la stessa che ha avuto il pm Vinciguerra, visto che si tratta di una storia molto triste, conclusa nel modo peggiore con un reato dettato dallo stato di prostrazione di una donna, che dopo anni di sopraffazioni, hanno fatto radicare l’intento poi realizzato quella notte».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Cronaca
Donna 53enne picchiata dal compagno: scattano il “Codice rosso” e l’arresto
Intervento dei carabinieri dopo la richiesta di aiuto al 112: la vittima si trova ora in una casa protetta
Una lite furibonda di notte e poi l’aggressione alla donna da parte del compagno. L’uomo, un 54enne, è stato arrestato per violenza domestica, a Biancavilla, dopo una segnalazione al Numero Unico di Emergenza 112.
Una gazzella del Nucleo Radiomobile di Paternò è intervenuta, su attivazione della Centrale Operativa, in un’abitazione nei pressi di via Giacomo Matteotti, da dove era partita la richiesta telefonica di aiuto da parte della donna 53enne.
La vittima sarebbe stata prima minacciata e poi aggredita fisicamente dal compagno dopo una discussione iniziata per futili motivi. Visibilmente scossa e agitata, la donna è stata trasportata da personale sanitario del 118, allertato dai carabinieri, al pronto soccorso. Per lei la prognosi indicata dai medici è di 10 giorni.
Il compagno, già noto alle forze dell’ordine, avrebbe, secondo quanto denunciato in caserma dalla vittima, costantemente esercitato pressioni psicologiche. Ripetute le aggressioni fisiche, aggravate dall’assunzione di alcool e stupefacenti. Da qui, i timori della donna, adesso collocata presso una casa protetta.
I carabinieri hanno attivato la procedura del “Codice Rosso” e arrestato l’uomo per “maltrattamenti in famiglia”. Adesso si trova rinchiuso in una cella del carcere catanese di piazza Lanza.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Cronaca
Sette lavoratori in nero in un cantiere edile e in un panificio: batosta ai titolari
Disposte la sospensione delle due attività imprenditoriali e sanzioni complessive fino a 32.600 euro
Cinque lavoratori senza regolare contratto in un cantiere edile e altri due in un panificio. Sono le violazioni riscontrate a Biancavilla nel corso di controlli effettuati dall’Ispettorato nazionale del lavoro, che hanno disposto la sospensione delle attività imprenditoriali.
Nel cantiere edile sono stati trovati cinque lavoratori impiegati in nero. Il provvedimento di sospensione è stato accompagnato da sanzioni per lavoro irregolare che possono arrivare complessivamente fino a 19.500 euro, oltre a una sanzione di 2.500 euro per la sospensione dell’attività. La ripresa dei lavori è subordinata alla regolarizzazione di tutti e cinque i lavoratori. Il personale non regolarmente assunto è stato allontanato dal cantiere.
Nel corso delle verifiche sono emerse anche violazioni in materia di salute e sicurezza sul lavoro, con particolare riferimento alla formazione e alla sorveglianza sanitaria. Il datore di lavoro, inoltre, non ha esibito il PiMUS, il piano di montaggio, uso e smontaggio del ponteggio. Per quest’ultima irregolarità è stata contestata una sanzione che può raggiungere 2.847,69 euro.
Un secondo intervento ha riguardato un panificio del territorio di Biancavilla, dove gli ispettori hanno riscontrato la presenza di due lavoratori in nero su tre complessivamente impiegati. Anche in questo caso è stata disposta la sospensione dell’attività, a seguito del superamento della soglia prevista per il lavoro irregolare, con sanzioni che possono arrivare fino a 7.800 euro.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
-
Chiesa2 settimane agoÈ morto “padre Armando”, il frate che negli anni ‘80 insegnò alla “Bruno”
-
Fuori città3 settimane agoDino Distefano, il biancavillese fellow della Royal Academy of Engineering
-
Chiesa4 settimane agoIl calore della parrocchia “Santissimo Salvatore”: benvenuto don Nicolò Coco
-
Cultura2 settimane agoQuel volto materno nelle crisi della storia, l’Icona vista da balconi e sagrato




