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Politica

Firme sui buoni spesa, il deputato regionale Anthony Barbagallo chiede spiegazioni

Interrogazione dell’esponente del Pd all’assessore per le Autonomie locali: «Commesso sgarbo istituzionale»

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Il deputato regionale Anthony Barbagallo ha presentato –come aveva anticipato già Biancavilla Oggi– un’interrogazione all’assessore per le Autonomie locali per chiedere chiarimenti sulla distribuzione di buoni spesa nel Comune di Biancavilla. La vicenda è quella relativa all’apposizione delle firme del sindaco Antonio Bonanno e dell’assessore ai Servizi sociali, Vincenzo Amato, sui moduli consegnati alle famiglie.

L’esponente del Partito democratico chiede, in particolare, se le «modalità di erogazione dei buoni spesa rientrino tra quelle previste dalla normativa vigente e se il modo di procedere dell’amministrazione comunale di Biancavilla sia lesivo dell’immagine dell’ente nonché del garbo istituzionale cui debbono attenersi tutti i rappresentanti dei pubblici poteri».

Barbagallo, pur definendo “lodevole” l’iniziativa di erogare dei buoni spesa alle famiglie in riferimento alle problematiche scaturite dall’emergenza coronavirus, ritiene censurabile l’aspetto formale.

«Il Comune di Biancavilla, invece di fornire un documento dalla veste sobria ed istituzionale, ha infatti rilasciato –scrive nell’atto parlamentare– una sorta di “assegno” firmato dal Sindaco e dall’assessore per le Politiche sociali, denunciando la propria volontà di approfittare dello stato di bisogno delle persone per propagandare se stessi».

Sul caso era intervenuto anche il Partito democratico. Il sindaco Bonanno aveva replicato, accusando di provocazione e strumentalizzazione il Pd: «Vedono scandali ovunque».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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1 Comment

1 Comment

  1. Salvatore Cantale

    28 Aprile 2020 at 17:29

    Ogni occasione è buona per fare propaganda politica.
    Si strumentalizza beceramente una situazione di emergenza ed il disagio di tanti cittadini.
    Ancora una dimostrazione della mediocrità della classe politica locale.

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Politica

Referendum giustizia, a Biancavilla il 61% di “no” alla riforma Meloni-Nordio

La Costituzione non si tocca: esito netto sulla consultazione, che ha però mosso solo il 43% degli elettori

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© Foto Biancavilla Oggi

Per il referendum si è espresso soltanto il 43% degli aventi diritti al voto (dato al di sotto della media regionale e nazionale). Ma il responso è stato netto: Biancavilla ha detto a gran voce “no” alla riforma della giustizia avanzata dal governo Meloni.

Il 60,8% dei votanti ha respinto la proposta di modifica della Costituzione che mirava a un nuovo ordinamento della giustizia (dalla separazione delle carriere dei magistrati allo sdoppiamento del Csm con sorteggio dei componenti).

Sui 7809 biancavillesi che si sono recati ai seggi nelle giornate del 22 e 23 marzo, 4703 hanno votato “no” (60,8%), contro i 3032 che hanno segnato un segno sul riquadro del “sì” (39,2%).

Un esito da attribuire alla libera volontà popolare e a quanti si sono recati alle urne. Un esito su cui la politica locale non ha inciso per nulla, visto il totale disimpegno, a parte due appuntamenti di aree contrapposte (uno a Villa delle Favare, l’altro in una saletta di un bar). Insomma, su questo referendum hanno scelto i biancavillesi, respingendo la riforma Meloni-Nordio, nonostante la latitanza dei partiti locali.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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Politica

Referendum, il risveglio della politica locale: due distinti incontri “Sì-No”

Riforma della giustizia, appuntamenti nel fine settimana promossi da schieramenti opposti

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© Foto Biancavilla Oggi

La politica locale alza il dito per mostrare la propria presenza nel dibattito in vista del referendum sulla riforma della giustizia del 22 e 23 marzo. Lo fa, arrivando in notevole ritardo rispetto ad altre iniziative pubbliche di confronto, come quella promossa dal Circolo Castriota o quella organizzata dall’Azione Cattolica nella parrocchia dell’Annunziata.

Ad ogni modo, forze della destra e della sinistra di Biancavilla hanno in programma due distinti incontri a sostegno, rispettivamente, delle ragioni del “Sì” delle ragioni del “No” alla riforma del governo Meloni. Le prime danno appuntamento a Villa delle Favare, le altre in una saletta di un bar.

I sostenitori del “Sì”

Il primo incontro, a sostegno del del “Sì”, si terrà sabato 14 marzo alle ore 17.30 alla Villa delle Favare. “Le ragioni del Sì per una giustizia giusta”, è il titolo dell’iniziativa. Sarà il sindaco Antonio Bonanno a dare i saluti istituzionali e l’ex sindaco Mario Cantarella e l’ex deputato all’Ars, Nino D’Asero, ad introdurre i lavori. Interventi il senatore Salvo Pogliese e i deputati Giuseppe Castiglione e Luca Sbardella. Parleranno della riforma, l’avv. Vincenzo Vitale e il magistrato Roberto Passalacqua. Il dibattito sarà moderato dal giornalista Luigi Pulvirenti.

I sostenitori del “No”

Il giorno successivo, domenica 15 marzo alle ore 10, è invece l’incontro dal titolo “Le ragioni del No – Verso il referendum costituzionale”. L’appuntamento si svolgerà nella saletta del bar “L’Artigiana”. Interverranno Giuseppe Glorioso, segretario generale Flai Cgil di Catania ed ex sindaco di Biancavilla, l’avv. Andrea Ingiulla e l’avv.o Giuseppe Berretta. Le conclusioni saranno affidate ad Alfio Mannino, segretario generale della Cgil Sicilia. A moderare il confronto sarà Nino Benina.

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