Politica
I revisori vogliono un aumento, coalizione Bonanno in fibrillazione

di Vittorio Fiorenza
I tre componenti del collegio dei revisori dei conti del Comune di Biancavilla chiedono l’aumento. La proposta di incrementare i compensi di 26.600 euro con ulteriori e complessivi 5mila euro annui figura all’ordine del giorno del Consiglio Comunale. Ma la maggioranza è entrata in fibrillazione e c’è chi minaccia un voto contrario. L’ultima seduta, mercoledì sera, non a caso, non si è tenuta per mancanza del numero legale.
Nella stanza del sindaco, le forze della coalizione si sono riunite per discutere proprio su questo punto. Una discussione animata, durante la quale sono emerse perplessità e contrarietà alla proposta. Non c’è né una direttiva né un obbligo di legge a votarla favorevolmente. Si tratterebbe di una scelta politica. Ma in un momento per nulla adeguato.
Il primo cittadino, Antonio Bonanno, è stato appena sentito dalla sede regionale della Corte dei conti in merito all’allarme sulla situazione finanziaria ed economica dell’ente, con debiti milionari e una riscossione tributi ai minimi storici che fa il paio con una indecente evasione tributaria, mai affrontata.
Certo, 5mila euro euro sono briciole rispetto all’ammontare dei debiti lasciati dalla passata amministrazione e dalla gigantesca mancata riscossione. Che in questo contesto, tuttavia, l’assemblea cittadina si ritrovi a dare un aumento di compenso ai revisori dei conti sarebbe motivo di polemiche certe, seppure al momento dall’opposizione nessuno ha aperto bocca.
Da sottolineare poi che nella coalizione Bonanno ci sono esponenti (a cominciare dall’attuale presidente Marco Cantarella) che, nel passato Consiglio Comunale, si sono battuti per ridurre il numero dei componenti del nucleo di valutazione, nell’ottica di una riduzione delle spese.
Che si vogliano concedere ora ulteriori 5mila euro (oltre ai rimborsi per spesa di trasporto, vitto e alloggio) ai revisori dei conti, significherebbe creare trambusti in maggioranza ed esporre la coalizione a polemiche. C’è in atto il tentativo di ridimensionare l’aumento e, intanto, il punto dovrebbe essere rinviato. Basterà a stemperare gli animi?
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Politica
Referendum giustizia, a Biancavilla il 61% di “no” alla riforma Meloni-Nordio
La Costituzione non si tocca: esito netto sulla consultazione, che ha però mosso solo il 43% degli elettori
Per il referendum si è espresso soltanto il 43% degli aventi diritti al voto (dato al di sotto della media regionale e nazionale). Ma il responso è stato netto: Biancavilla ha detto a gran voce “no” alla riforma della giustizia avanzata dal governo Meloni.
Il 60,8% dei votanti ha respinto la proposta di modifica della Costituzione che mirava a un nuovo ordinamento della giustizia (dalla separazione delle carriere dei magistrati allo sdoppiamento del Csm con sorteggio dei componenti).
Sui 7809 biancavillesi che si sono recati ai seggi nelle giornate del 22 e 23 marzo, 4703 hanno votato “no” (60,8%), contro i 3032 che hanno segnato un segno sul riquadro del “sì” (39,2%).
Un esito da attribuire alla libera volontà popolare e a quanti si sono recati alle urne. Un esito su cui la politica locale non ha inciso per nulla, visto il totale disimpegno, a parte due appuntamenti di aree contrapposte (uno a Villa delle Favare, l’altro in una saletta di un bar). Insomma, su questo referendum hanno scelto i biancavillesi, respingendo la riforma Meloni-Nordio, nonostante la latitanza dei partiti locali.
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Politica
Referendum, il risveglio della politica locale: due distinti incontri “Sì-No”
Riforma della giustizia, appuntamenti nel fine settimana promossi da schieramenti opposti
La politica locale alza il dito per mostrare la propria presenza nel dibattito in vista del referendum sulla riforma della giustizia del 22 e 23 marzo. Lo fa, arrivando in notevole ritardo rispetto ad altre iniziative pubbliche di confronto, come quella promossa dal Circolo Castriota o quella organizzata dall’Azione Cattolica nella parrocchia dell’Annunziata.
Ad ogni modo, forze della destra e della sinistra di Biancavilla hanno in programma due distinti incontri a sostegno, rispettivamente, delle ragioni del “Sì” delle ragioni del “No” alla riforma del governo Meloni. Le prime danno appuntamento a Villa delle Favare, le altre in una saletta di un bar.
I sostenitori del “Sì”
Il primo incontro, a sostegno del del “Sì”, si terrà sabato 14 marzo alle ore 17.30 alla Villa delle Favare. “Le ragioni del Sì per una giustizia giusta”, è il titolo dell’iniziativa. Sarà il sindaco Antonio Bonanno a dare i saluti istituzionali e l’ex sindaco Mario Cantarella e l’ex deputato all’Ars, Nino D’Asero, ad introdurre i lavori. Interventi il senatore Salvo Pogliese e i deputati Giuseppe Castiglione e Luca Sbardella. Parleranno della riforma, l’avv. Vincenzo Vitale e il magistrato Roberto Passalacqua. Il dibattito sarà moderato dal giornalista Luigi Pulvirenti.
I sostenitori del “No”
Il giorno successivo, domenica 15 marzo alle ore 10, è invece l’incontro dal titolo “Le ragioni del No – Verso il referendum costituzionale”. L’appuntamento si svolgerà nella saletta del bar “L’Artigiana”. Interverranno Giuseppe Glorioso, segretario generale Flai Cgil di Catania ed ex sindaco di Biancavilla, l’avv. Andrea Ingiulla e l’avv.o Giuseppe Berretta. Le conclusioni saranno affidate ad Alfio Mannino, segretario generale della Cgil Sicilia. A moderare il confronto sarà Nino Benina.
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