Cronaca
Morsa da un ragno ad una gamba, ora ricoverata per avvelenamento

La malcapitata si trovava a casa, il pericoloso aracnide si era intrufolato nei suoi leggings. Sottoposta adesso a terapia farmacologica, non si esclude l’intervento chirurgico. A Biancavilla Oggi il suo racconto.
di Vittorio Fiorenza
È stata morsa ad una gamba da un ragno ed ora si trova ricoverata all’ospedale, sottoposta ad una potente terapia farmacologica e a sedute in camera iperbarica. Il tentativo è arginare la necrosi causata dal veleno, ma i medici non escludono un intervento di chirurgia plastica per rimuovere e ricostruire la porzione di tessuto epidermico e muscolare distrutta dalle sostanze nocive.
Una seria disavventura, capitata ad una donna di Biancavilla, da una settimana al reparto di “Medicina interna” del “Garibaldi” di Nesima, in contatto col Centro antiveleni di Pavia.
A raccontarla a Biancavilla Oggi è lei stessa: «Ero a casa e aspettavo mio marito per pranzare, quando ho sentito un leggero prurito sulla gamba destra. Indossavo i leggings, ho toccato sul punto e ho capito di avere ucciso un insetto. Ma non mi sono preoccupata più di tanto. Solo la sera ho notato un rigonfiamento e un fastidio. La mattina, però, avevo la febbre».
La signora non lo sapeva ancora, ma erano i tipici effetti del morso di un “ragno violino”, abbastanza comune, capace di lesionare e liquefare i tessuti (come si vede nella foto che ritrae la gamba della donna biancavillese). Un insetto di 7-9 mm, che si può trovare in casa o nei giardini ed ama nascondersi tra la biancheria o dentro le scarpe.
Il primo passaggio della vittima è stato all’ospedale di Biancavilla, dove le è stato suggerito di prendere una pomata in farmacia. Il dolore alla gamba, i tremori e la “chiazza” sempre più evidente, però, hanno spinto la malcapitata a recarsi a Catania: ricoverata per avvelenamento. Adesso, la terapia con cortisone e antistaminici, oltre alle sedute in camera iperbarica.
«Finito questo ciclo –puntualizza la donna– sarò sottoposta a tac e risonanza e si valuterà l’eventuale intervento chirurgico». Di episodi così, a Catania se ne registrano alcuni all’anno: la signora di Biancavilla è la prima della stagione estiva. Eppure si dice fortunata: «Sì, è così. Ho un bambino di due anni. Fosse successo a lui, il veleno lo avrebbe sopraffatto e forse avremmo raccontato un’altra storia».
Ragno violino, l’ospite indesiderato
(Dal sito del Centro Antiveleni) Il Loxosceles rufescens, noto anche come ragno violino, è un ragno di modeste dimensioni e dall’aspetto insignificante, ma estremamente pericoloso. Il suo morso in un primo momento provoca al più un dolore modesto e viene quindi facilmente sottovalutato, ma nelle ore successive la sintomatologia si aggrava. Il dolore si fa via via più intenso; la zona colpita assume un colorito dapprima rosso acceso e poi più scuro con edema che tende ad estendersi, comparsa di bolla centrale, eruzioni cutanee e necrosi superficiale. Nei casi più gravi la necrosi può interessare anche estesamente i tessuti profondi, talvolta con compromissione permanente della muscolatura.
I danni causati dal morso del Loxosceles rufescens sono dovuti a due meccanismi concomitanti. Il veleno contiene enzimi in grado di attaccare i tessuti provocandone la necrosi; può causare inoltre effetti sistemici con febbre, aumento delle dimensioni dei linfonodi, cefalea, tachicardia ed alterazione degli esami di laboratorio. Alcuni individui di Loxosceles ospitano però come simbionti particolari germi (Clostridium), che si sviluppano in ambienti privi di ossigeno, e anche da soli, insediandosi su lesioni conseguenti a traumi, possono causare gravi patologie; la loro azione provoca infatti il dissolvimento dei tessuti, il che in questo caso agevola il ragno che deve cibarsene. Quando questi germi vengono inoculati dal morso, trovano nei tessuti necrotizzati dal veleno un ambiente favorevole ove proliferare, aggravando considerevolmente il quadro clinico.
Il Loxosceles rufescens nelle regioni del nord è presente principalmente nelle nostre case, dato che non sopporta le nostre temperature invernali, ma nella buona stagione si può trovare anche negli spazi aperti in vicinanza delle abitazioni. Quindi mai sottovalutare un morso di ragno, anche quando, come nella maggioranza dei casi, questo non causa inizialmente che dolore modesto e/o prurito; soprattutto se i sintomi locali, anziché scomparire, nelle ore successive si aggravano e compare una lesione caratterizzata da una zona centrale inizialmente più arrossata che diventa più scura con il passare delle ore.
Sempre quando si verifica un morso di un qualsiasi ragno: lavare abbondantemente con acqua, meglio se calda; privilegiare la disinfezione della zona con acqua ossigenata (uccide i germi che vivono bene senza ossigeno).
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Cronaca
Due giovani con arnesi da scasso sorpresi dai carabinieri di Biancavilla
I militari della stazione di via Benedetto Croce sono intervenuti in una struttura comunale di Belpasso
Una segnalazione di “strani movimenti” fatta al 112. Così, i carabinieri della stazione di Biancavilla, in sinergia con la Centrale Operativa, sono intervenuti a Belpasso presso un’ex struttura per anziani, di proprietà comunale, ma in stato di abbandono.
Raggiunto il posto, i militari hanno individuato e bloccato due giovani di 22 e 26 anni, entrambi di Paternò e già noti alle forze dell’ordine. I due avevano arnesi da scasso e, pertanto, è scattata la denuncia per “possesso ingiustificato di chiavi alterate o grimaldelli”.
Non è la prima volta che i militari biancavillesi sotto il comando del maresciallo Francesco De Giovanni vengano chiamati per operazioni e servizi fuori dal territorio comunale. I carabinieri della stazione di via Benedetto Croce sono stati visti operare in diversi comuni del comprensorio etneo e anche fino a Catania. Prova di un livello operativo qualificato, al servizio della comunità locale.
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Cronaca
Il dolore di Geolier per Davide Toscano: «La vita è fragile, ho fatto una preghiera»
Il rapper ha ricordato il giovane biancavillese morto sulla A18, di ritorno dal concerto di Messina
Una storia di Geolier sul proprio profilo Instagram per ricordare Davide Toscano, il 29enne di Biancavilla che, di ritorno dal concerto del rapper napoletano, è morto in un incidente sull’autostrada Messina-Catania. Un impatto violento tra l’auto del giovane e un autobus rimasto in panne con a bordo una cinquantina di altri fans, anche loro reduci dello spettacolo.
Il cantante esprime tutto il suo dispiacere per la tragedia: «Ho saputo stamattina dell’incidente al ritorno da Messina. Non riesco a non pensare a quanto la vita sia fragile. Non ci sono parole giuste in questi momenti. Vi prego state attenti, la vita è troppo preziosa. Ho fatto una preghiera per loro, fatela anche voi».
Davide Toscano aveva partecipato al concerto assieme alla figlia di 6 anni, rimasta ferita ma non in pericolo di vita. Sul suo profilo Facebook diverse clip di una serata passata con la bambina a cantare le canzoni del loro cantante preferito. Immagini di felicità e amore tra padre e figlia. Poi, il ritorno a casa. All’interno della galleria tra Taormina e Giardini Naxsos l’impatto violento tra la Fiat di Toscano e l’autobus che era fermo sulla corsia di marcia. Per il giovane biancavillese – conosciuto come un lavoratore instancabile e appassionato di bodybuilding – non c’è stato nulla fare.
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