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Politica

Referendum, momenti di frizione tra il comitato del “no” e militanti del Pd

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Raccolta firme per il referendum sulle modifiche costituzionali della riforma Boschi da parte del comitato del “No”. In piazza Roma, gazebo affollato di biancavillesi che hanno posto il proprio nome. Nella postazione, tra gli altri, assieme a Nino Pastanella, Antonio Bonanno e Piero Cannistraci, anche Mimmo, Cosentino, segretario regionale di Rifondazione Comunista. Tra i tanti che si sono avvicinati a mettere una firma, anche Alfio Petralia, figura storica della Camera del lavoro di Biancavilla.

Nel pomeriggio si sono registrati momenti di frizione tra alcuni componenti del comitato ed esponenti del Partito Democratico. Questi ultimi stavano montando una propria postazione in piazza, in assenza della dovuta autorizzazione. Autorizzazione che, invece, come aveva annunciato a Biancavilla Oggi il segretario Giuseppe Milazzo, era valida per la mattina, quando effettivamente è stato sistemato un banchetto effettuando una regolare raccolta di firme.

Nel momento in cui, tra le polemiche e toni alti di voce, Antonio Bonanno ha manifestato l’intenzione di chiamare la polizia municipale, i militanti del Pd hanno deciso di non continuare la discussione, evitando di montare la propria postazione.

Il Pd biancavillese appare già spaccato in due sulla campagna referendaria che verrà. Nonostante riguardi una riforma targata Renzi e il premier si giochi il futuro, a Biancavilla c’è un’anima contraria alle radicali modifiche apportate alla Carta costituzionale. Un “no” già emerso in una riunione e che ha visto esponenti della Cgil e fedelissimi di Glorioso convergere su questa linea. Qualche esponente Pd ha già espresso l’intenzione di aderire al comitato del “no”. Tutte premesse che potrebbero portare ad ulteriori lacerazioni interne al Pd, aggiungendosi a quelle già in atto e legate a questioni relative alla politica locale.

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Politica

Referendum giustizia, a Biancavilla il 61% di “no” alla riforma Meloni-Nordio

La Costituzione non si tocca: esito netto sulla consultazione, che ha però mosso solo il 43% degli elettori

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© Foto Biancavilla Oggi

Per il referendum si è espresso soltanto il 43% degli aventi diritti al voto (dato al di sotto della media regionale e nazionale). Ma il responso è stato netto: Biancavilla ha detto a gran voce “no” alla riforma della giustizia avanzata dal governo Meloni.

Il 60,8% dei votanti ha respinto la proposta di modifica della Costituzione che mirava a un nuovo ordinamento della giustizia (dalla separazione delle carriere dei magistrati allo sdoppiamento del Csm con sorteggio dei componenti).

Sui 7809 biancavillesi che si sono recati ai seggi nelle giornate del 22 e 23 marzo, 4703 hanno votato “no” (60,8%), contro i 3032 che hanno segnato un segno sul riquadro del “sì” (39,2%).

Un esito da attribuire alla libera volontà popolare e a quanti si sono recati alle urne. Un esito su cui la politica locale non ha inciso per nulla, visto il totale disimpegno, a parte due appuntamenti di aree contrapposte (uno a Villa delle Favare, l’altro in una saletta di un bar). Insomma, su questo referendum hanno scelto i biancavillesi, respingendo la riforma Meloni-Nordio, nonostante la latitanza dei partiti locali.

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Politica

Referendum, il risveglio della politica locale: due distinti incontri “Sì-No”

Riforma della giustizia, appuntamenti nel fine settimana promossi da schieramenti opposti

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© Foto Biancavilla Oggi

La politica locale alza il dito per mostrare la propria presenza nel dibattito in vista del referendum sulla riforma della giustizia del 22 e 23 marzo. Lo fa, arrivando in notevole ritardo rispetto ad altre iniziative pubbliche di confronto, come quella promossa dal Circolo Castriota o quella organizzata dall’Azione Cattolica nella parrocchia dell’Annunziata.

Ad ogni modo, forze della destra e della sinistra di Biancavilla hanno in programma due distinti incontri a sostegno, rispettivamente, delle ragioni del “Sì” delle ragioni del “No” alla riforma del governo Meloni. Le prime danno appuntamento a Villa delle Favare, le altre in una saletta di un bar.

I sostenitori del “Sì”

Il primo incontro, a sostegno del del “Sì”, si terrà sabato 14 marzo alle ore 17.30 alla Villa delle Favare. “Le ragioni del Sì per una giustizia giusta”, è il titolo dell’iniziativa. Sarà il sindaco Antonio Bonanno a dare i saluti istituzionali e l’ex sindaco Mario Cantarella e l’ex deputato all’Ars, Nino D’Asero, ad introdurre i lavori. Interventi il senatore Salvo Pogliese e i deputati Giuseppe Castiglione e Luca Sbardella. Parleranno della riforma, l’avv. Vincenzo Vitale e il magistrato Roberto Passalacqua. Il dibattito sarà moderato dal giornalista Luigi Pulvirenti.

I sostenitori del “No”

Il giorno successivo, domenica 15 marzo alle ore 10, è invece l’incontro dal titolo “Le ragioni del No – Verso il referendum costituzionale”. L’appuntamento si svolgerà nella saletta del bar “L’Artigiana”. Interverranno Giuseppe Glorioso, segretario generale Flai Cgil di Catania ed ex sindaco di Biancavilla, l’avv. Andrea Ingiulla e l’avv.o Giuseppe Berretta. Le conclusioni saranno affidate ad Alfio Mannino, segretario generale della Cgil Sicilia. A moderare il confronto sarà Nino Benina.

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