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Referendum, momenti di frizione tra il comitato del “no” e militanti del Pd

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Raccolta firme per il referendum sulle modifiche costituzionali della riforma Boschi da parte del comitato del “No”. In piazza Roma, gazebo affollato di biancavillesi che hanno posto il proprio nome. Nella postazione, tra gli altri, assieme a Nino Pastanella, Antonio Bonanno e Piero Cannistraci, anche Mimmo, Cosentino, segretario regionale di Rifondazione Comunista. Tra i tanti che si sono avvicinati a mettere una firma, anche Alfio Petralia, figura storica della Camera del lavoro di Biancavilla.

Nel pomeriggio si sono registrati momenti di frizione tra alcuni componenti del comitato ed esponenti del Partito Democratico. Questi ultimi stavano montando una propria postazione in piazza, in assenza della dovuta autorizzazione. Autorizzazione che, invece, come aveva annunciato a Biancavilla Oggi il segretario Giuseppe Milazzo, era valida per la mattina, quando effettivamente è stato sistemato un banchetto effettuando una regolare raccolta di firme.

Nel momento in cui, tra le polemiche e toni alti di voce, Antonio Bonanno ha manifestato l’intenzione di chiamare la polizia municipale, i militanti del Pd hanno deciso di non continuare la discussione, evitando di montare la propria postazione.

Il Pd biancavillese appare già spaccato in due sulla campagna referendaria che verrà. Nonostante riguardi una riforma targata Renzi e il premier si giochi il futuro, a Biancavilla c’è un’anima contraria alle radicali modifiche apportate alla Carta costituzionale. Un “no” già emerso in una riunione e che ha visto esponenti della Cgil e fedelissimi di Glorioso convergere su questa linea. Qualche esponente Pd ha già espresso l’intenzione di aderire al comitato del “no”. Tutte premesse che potrebbero portare ad ulteriori lacerazioni interne al Pd, aggiungendosi a quelle già in atto e legate a questioni relative alla politica locale.

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Politica

Addio alla plastica, in tre scuole di Biancavilla erogatori d’acqua ecologici

Agli alunni consegnati pure borracce per eliminare quintali di bottiglie altamente inquinanti

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Nell’ambito del progetto denominato “L’acqua che fa a scuola”, finalizzato a ridurre il consumo di bottiglie di plastica, in tre scuole di Biancavilla sono stati inaugurati oggi altrettanti distributori di acqua. L’iniziativa è della società S.T.E.I. – Soluzioni e Tecnologie per l’Ecocompatibilità ed Inclusione – in collaborazione con l’amministrazione comunale.

I tre erogatori sono stati installati nell’Istituto comprensivo “Antonio Bruno”, nel plesso “San Giovanni Bosco” e nella scuola “Giovanni Verga”. Ai ragazzi è stata consegnata una borraccia che, d’ora in poi, prenderà il posto delle inquinanti bottigliette di plastica.

All’inaugurazione hanno partecipato il sindaco Antonio Bonanno, l’assessore alla Pubblica Istruzione, Luigi D’Asero, il presidente del Consiglio Comunale, Martina Salvà, il presidente della S.T.E.I., Pier Casolari, e il responsabile del progetto S.T.E.I., Giuseppe Lazzaro.

Erogatori e borracce sono stati finanziati grazie al contributo di aziende locali che hanno accolto con entusiasmo l’iniziativa nel segno dell’ecologia. I rappresentanti delle aziende sponsor, presenti all’inaugurazione, hanno ricevuto i ringraziamenti dai promotori dell’iniziativa.

«Una classe – osserva l’assessore D’Asero – può consumare in un anno circa 700 kg di plastica soltanto per dissetarsi e ricorrere alle classiche bottigliette. Educare i giovani studenti ad un utilizzo ecosostenibile delle nostre risorse è il primo passo verso un approccio ecologico della nostra vita, a partire dalle cose più semplici come bere un po’ d’acqua».  

«L’acqua a portata di mano – spiega il sindaco Bonanno – è una soluzione non solo sul piano economico ma, soprattutto, su quello ambientale. In un anno ogni bambino consuma centinaia di bottiglie in Pet. Con la propria borraccia riutilizzabile e grazie al distributore di acqua microfiltrata si riduce sensibilmente il consumo di plastica. E bere torna ad essere un gesto naturale non più inquinante».

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