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Cronaca

Sottrazione di minore a Biancavilla, mamma condannata ad otto mesi

Severa sentenza del Tribunale di Catania, il pubblico ministero aveva chiesto l’assoluzione

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© Foto Biancavilla Oggi

Una coppia separata, una bambina “contesa”. Di casi così, le aule giudiziarie ne trattano con una frequenza pressoché quotidiana. Significative le due vicende, raccontate da Biancavilla Oggi, e che coinvolgono il ministero della Giustizia e anche autorità internazionali (in un caso la Francia e nell’altro il Marocco). Stavolta, per quest’ulteriore caso che vi riferiamo, il giudice è giunto ad un verdetto particolarmente severo.

Una donna di Biancavilla ha sottratto la figlia minore al padre (esercente la responsabilità genitoriale), portandola lontana dalla Sicilia, senza comunicare l’indirizzo, nonostante fosse stato disposto l’affido condiviso con diritto dell’uomo a vedere la bambina un pomeriggio a settimana.

Per queste ragioni, la seconda sezione penale del Tribunale di Catania ha condannato l’imputata a 8 mesi di reclusione. La pena (sospesa) comprende il pagamento delle spese processuali e il risarcimento danni nei confronti dell’ex marito (da stabilire in sede civile).

Una sentenza, emessa dal giudice monocratico Tiziana Mastrojeni, nonostante il pubblico ministero avesse chiesto l’assoluzione «perché il fatto non costituisce reato». Richiesta per la quale l’avv. Pilar Castiglia, legale di parte civile, si è detta «basita», ricordando che il padre «ha accompagnato la figlia a scuola e non l’ha vista più». Un drammatico e doloroso tranciamento di rapporti, avvenuto in modo improvviso. Da qui, sollecitando invece una condanna pur chiedendo il riconoscimento dei danni.

Nel corso del processo è emerso come la donna avesse scelto di trasferirsi al Nord Italia per esigenze lavorative, decidendo di portare con sé la piccola. Un trasferimento avvenuto nonostante il padre della bambina non avesse dato il consenso e, successivamente, avesse subito impedimenti ed ostruzionismi.

«Pertanto, il reato deve ritenersi configurato», ha motivato ora il Tribunale etneo nella sentenza. Lo stesso ha escluso «la presenza di cause di giustificazione» nella condotta della donna. Ma ha riconosciuto le attenuanti generiche, in quanto l’imputata si è «allontanata al fine di trovare un’occupazione lavorativa, portando con sé la minore, anche per garantirle una migliore condizione di vita».

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Cronaca

Omicidio a Biancavilla: la vittima è Antonio Andolfi di appena 20 anni

C’è un fermo da parte dei carabinieri, il movente sarebbe legato a “questioni di pascolo”

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Un giovane di Biancavilla, Antonio Andolfi, di appena 20 anni, compiuti lo scorso 15 luglio, è morto a seguito di ferite da arma da fuoco.

Già fermato il presunto omicida: si tratta di un pastore. Il movente, secondo fonti investigative, sarebbe legato a «questioni di pascolo». La pista seguita dai militari quindi è quella della sfera personale, escludendo collegamenti con la criminalità organizzata.

Conoscenti avrebbero trasportato la vittima al pronto soccorso dell’ospedale “Maria Santissima Addolorata”, ma non c’è stato nulla da fare. Il giovane era già morto durante il tragitto.

Sul fatto, indagano i carabinieri della compagnia di Paternò e della stazione di Biancavilla. I militari hanno già ricostruito le fasi di quanto accaduto. Per il presunto omicida si attende la convalida del fermo da parte del Gip.

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