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Cronaca

Ruba a casa di un anziano e gli preleva 600 euro all’Atm: arrestato un 22enne

I fatti sono avvenuti nell’ottobre del 2019, adesso il ladro dovrà scontare 2 anni di reclusione

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Si era introdotto nell’appartamento di un anziano 88enne di viale Cristoforo Colombo, a Biancavilla. E da qui aveva rubato un televisore e una carta libretto postale. Il responsabile del furto -è stato scoperto ora- è un 22enne, anche lui biancavillese.

Il giovane, utilizzando la carta, aveva prelevato dallo sportell Atm dell’Ufficio postale di Adrano la somma di 600 euro. Un’operazione che aveva allarmato la vittima al punto da procedere al blocco del suo conto e a presentare denuncia.

L’attività investigativa dei militari, che tra l’altro hanno effettuato una disamina dei filmati delle telecamere di videosorveglianza dell’ufficio postale, ha consentito di identificare il 22enne. Un ragazzo, peraltro, già di loro conoscenza per i suoi trascorsi per reati contro il patrimonio.

Immediata la perquisizione presso la sua abitazione, che ha permesso ai militari di ritrovare la refurtiva ed anche gli indumenti da lui indossati il giorno del furto.

I fatti sono avvenuti nell’ottobre del 2019. I carabinieri della stazione di Biancavilla, in esecuzione di un ordine di carcerazione emesso dall’Ufficio Esecuzioni Penali della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Catania, hanno ora arrestato il ladro.

Il giovane dovrà espiare la pena definitiva di 2 anni, per i reati di indebito utilizzo di carte di credito e di ricettazione. È stato sottoposto ai domiciliari.

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Cronaca

Fuochi d’artificio e rombi di motori per l’ultimo saluto ad Antonio Andolfi

Funerali nella chiesa del “Santissimo Salvatore” per il giovane ucciso nelle campagne di Centuripe

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Fuochi d’artificio fuori dall’abitazione di Spartiviale, all’ingresso della chiesa del “Santissimo Salvatore” e al cimitero. Un corteo con moto e scooter lungo le strade del centro storico. Clacson e rombo di motori. Striscioni e palloncini. Applausi e lacrime.

Così è avvenuto l’ultimo saluto ad Antonio Andolfi, il giovane biancavillese di 20 anni ucciso con un colpo di pistola, durante un inseguimento, nelle campagne di Centuripe.

I funerali li ha celebrati il parroco don Salvatore Verzì. All’interno della chiesa di viale Europa, silenzio e raccoglimento, attorno alla bara bianca.

«Bisogna alzare lo sguardo a Cristo – ha detto padre Verzì – perché guardando Cristo l’uomo, chiunque esso sia, può ritrovare la vera immagine di sé e così non fare del suo cuore un luogo di barbarie». Il sacerdote si è rivolto in modo particolare ai giovani presenti: «La vita è sacra, altrimenti è davvero la barbarie. Solo Cristo ha il potere di liberarci della morte qualsiasi forma essa assuma».

Per ragioni di prevenzione di ordine pubblico, a seguire e monitorare lo svolgimento, come accade in casi del genere, c’erano carabinieri in divisa e in borghese.

Indagini ancora in corso

Sul fronte delle indagini, nonostante sia stato sottoposto a fermo il 46enne Salvatore Santangelo per gravi indizi di colpevolezza, il lavoro dei militari non è ancora concluso. Proseguono approfondimenti e acquisizioni di informazioni. Il fascicolo dell’inchiesta è ora sul tavolo della Procura di Enna, competente per territorio.

Il movente è stato indicato in una serie di dissidi tra il presunto omicida e la vittima per questioni legate a terreni e pascoli di ovini. Al vaglio degli inquirenti, episodi che si riferiscono agli ultimi due anni. L’ultima discussione è degenerata in lite. Ne è nato un inseguimento nelle strade di campagna. Santangelo, con la sua jeep, si è ritrovato affiancato al furgoncino in cui viaggiava Andolfi, e ha cominciato a sparare. Almeno tre colpi di pistola. Uno ha centrato il giovane al torace, come accertato pure dall’esame autoptico.

Il conducente del furgone – anche lui allevatore – ha proseguito la corsa fino all’ospedale di Biancavilla, ma il 20enne era già spirato durante il tragitto. Ai carabinieri della compagnia di Paternò e della stazione di Biancavilla è bastato poco per rintracciare Santangelo, che non era ancora rientrato a casa e che subito ha assunto un atteggiamento collaborativo.

Assistito dall’avv. Giuseppe Milazzo, si attende per lui una nuova convalida del fermo da parte del gip del Tribunale di Enna, dopo quello disposto in un primo momento a Catania. Resta chiuso in una cella del carcere catanese di piazza Lanza. Gli vengono contestati l’omicidio di Andolfi, il tentato omicidio del conducente del furgoncino e il porto illegale d’arma da fuoco.

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