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Cronaca

La fidanzata lo lascia, ma lui non si rassegna e dà fuoco alla sua auto

Prima la lite in strada, poi le fiamme sul mezzo parcheggiato: denunciato giovane di Adrano

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Un 20enne di Adrano è stato denunciato per danneggiamento seguito da incendio. Il giovane, lasciato alcuni mesi fa dalla fidanzata di Biancavilla, non accettando la decisione della ragazza ha iniziato ad importunarla fino all’ennesima lite.

Lite avvenuta a Biancavilla, in strada, dove lei –come riferiscono i carabinieri– è stata minacciata apertamente, promettendole ritorsioni tra le quali quelle di dar fuoco a tutto.

Infatti, dopo qualche ora, la ragazza ha dovuto chiedere aiuto ai carabinieri perché la propria autovettura era stata data alle fiamme. Grazie all’intervento tempestivo dei Vigili del fuoco, non ha generato danni ben più gravi, soprattutto alle adiacenti abitazioni.

Sul posto, i militari hanno sequestrato due bottiglie di plastica, che in origine contenevano il liquido infiammabile utilizzato per appiccare l’incendio.                  

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Cronaca

Liti di vicinato all’ombra dell’Etna: querelle nel cuore delle Vigne

Denunce tra la struttura di accoglienza “Casa di Maria” e i proprietari dei terreni circostanti

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È una lite di vicinato che dura ormai da anni a colpi di denunce e carte bollate. Un pessimo rapporto tra confinanti, nel cuore delle Vigne di Biancavilla, ai piedi dell’Etna. Da una parte Casa di Maria, la struttura che accoglie bambini e donne in difficoltà e che, sotto la guida dei coniugi Sergio Pennisi e Carmela Comes, svolge un’importante attività sociale. Dall’altra, la famiglia Borzì, che è proprietaria dei terreni circostanti.

C’è adesso un verdetto del Tribunale di Catania. La prima sezione penale, a firma del giudice Cristina Giovanna Cilla, ha emesso sentenza di assoluzione nei confronti di Giuseppe Borzì e del figlio Placido, assistiti dall’avv. Vincenzo Nicolosi.

Erano accusati di diffamazione (ma «il fatto non sussiste») e ingiuria (ma «il fatto non è più previsto dalla legge», essendo stato depenalizzato). Una terza accusa, relativa alla detenzione di munizioni, è andata in prescrizione. La sentenza dispone pure «la confisca delle munizioni in sequestro e la loro trasmissione alla competente Direzione di artiglieria».

È soltanto uno dei capitoli di un’articolata querelle tra le due parti, che ha strascichi anche in sede civile. Resta pendente ancora, a carico dei Borzì, una denuncia per lesioni personali, il cui procedimento entrerà nel vivo l’anno prossimo.

Altre querele sono state prodotte negli anni. Lungo l’elenco delle accuse nei confronti dei Borzì: violenza privata, stalking, estorsione, violazione di domicilio, danneggiamenti, incendio e persino atti osceni in luogo pubblico. Ipotesi di reato per le quali non si è avuto seguito o, come nel caso della violenza privata, è stata disposta l’archiviazione.

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