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Cultura

Oltre 230mila euro dalla Regione per il teatro comunale “La Fenice”

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Ad inizio anno il Comune di Biancavilla ha partecipato al Bando promosso dalla Regione siciliana inerente il recupero dei teatri dell’Isola.

Ebbene, è giunta la conferma che il teatro comunale “La Fenice” di Biancavilla beneficerà di 231mila euro da poter investire per poter rendere la struttura più confortevole, moderna ed efficiente.

Un teatro che diverrà più accogliente e moderno per un restyling, che era necessario non solo per mettersi al passo con i tempi, ma anche per garantire i servizi adeguati agli spettatori ed alle compagnie che si esibiscono sul palcoscenico de “La Fenice”.

«Occorre investire, e tanto, sulla cultura – spiega il sindaco Antonio Bonanno – quando ci si è presentata l’occasione di partecipare al Bando, non abbiamo esitato un solo istante. Sono fiero del lavoro che stiamo portando avanti perché, come già sapete, seguiamo costantemente le opportunità di finanziamento che, ad ogni livello, vengono messe a disposizione. Mi sembra, infine, doveroso ringraziare l’assessore uscente, Daniela Russo, che ha seguito passo dopo passo l’iter del Bando ma anche gli uffici che sono stati pronti a redigere il progetto. Andiamo avanti su questa strada».

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Cultura

Un avvincente viaggio con Alfio Lanaia ne “La Sicilia dei cento dialetti”

Dopo il grande successo di “Di cu ti dìciunu?”, un nuovo straordinario volume dello studioso biancavillese

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Il suo precedente volume, “Di cu ti dìciunu?“, una puntigliosa ricerca che raccoglie 1200 soprannomi personali e familiari di Biancavilla, ha registrato un travolgente successo. E la casa editrice “Nero su Bianco” ha dovuto provvedere alla ristampa. In tanti – anche all’estero, persino in America, tra i figli e i nipoti di biancavillesi emigrati – hanno apprezzato il lavoro del prof. Alfio Lanaia.

Così, l’autore, sempre per la nostra casa editrice, firma un nuovo, straordinario studio, questa volta con un raggio d’indagine allargato a tutta l’Isola. Si intitola “La Sicilia dei cento dialetti” il volume dedicato alle parole che attraversano i secoli per raccontarci storie e curiosità dell’evoluzione linguistica regionale.

Si comincia con la pasta alla norma e si chiamano in causa un soprano di nome Giuditta e una cuoca di nome Saridda. Poi si passa alla gazzosa e il racconto ci catapulta agli albori della storia, della letteratura e della filosofia. Diciamolo: la gente di Sicilia è strurusa, ma siamo anche un po’ tutti streusi. E non mancano strafallàri e lafannàri. Vi siete mai chiesti perché i birichini sono cunnuteddi? E perché in Sicilia la seccatura è una gran camurrìa? Per questa còppula di subbicenzu. Ecco: abbissati semu.

In un compromesso tra divulgazione e rigore scientifico, Alfio Lanaia (con la prefazione di Iride Valenti dell’Università di Catania) ci accompagna in un appassionante viaggio linguistico, con piglio ironico ed arguto, riservandoci punti di osservazione privilegiati ed originali.

Ci fa scoprire, così, quella dialettalità antica e nuova che nell’Isola resiste e si rigenera, nell’uso orale quotidiano, nelle opere letterarie, sul web, nelle app di messaggistica e nei social network. Pagina dopo pagina, la scoperta suscita una meraviglia crescente per quello che le parole sanno raccontare e per la storia che veicolano. Un volume da leggere con sorriso ed intelligente divertimento.

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