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Cronaca

Nave traghetto sbatte sulla banchina, un giovane di 23 anni tra i feriti

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di Vittorio Fiorenza

Un gruppo di adraniti è stato coinvolto nell’incidente avvenuto a Villa San Giovanni con una nave traghetto della compagnia “Caronte”. Ad intervenire sono stati i carabinieri, al comando del ten. Alessandro Cantarella, che è originario di Biancavilla.

A causa di un improvviso black out elettrico al motore, il traghetto si è schiantata sulla banchina mentre stava per attraccare a Villa San Giovanni.

Nell’impatto, sono state coinvolte alcune auto. Tra queste, quella la Peugeut 207 nella quale c’erano cinque persone di Adrano, in attesa di imbarcarsi per fare ritorno in Sicilia.

Uno dei passeggeri, in particolare, un giovane di 23 anni, ha riportato alcune contusioni alle ginocchia. Trasportato all’ospedale di Reggio Calabria, è stato medicato. La prognosi è di tre giorni.

A compiere gli accertamenti sul luogo è stato il ten. Alessandro Cantarella, comandante interinale della compagnia dei carabinieri di Villa San Giovanni e, da oltre un anno, a capo del nucleo operativo e radiomobile.

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Cronaca

“Ambulanza della morte”, in Appello pena concordata a 13 anni per Scalisi

La sentenza riformula così la condanna a 30 anni, che era stata inflitta in primo grado con rito abbreviato

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Pena ridotta in secondo grado per Agatino Scalisi, uno dei “barellieri” imputati nell’ambito dell’inchiesta “Ambulanza delle morte” a Biancavilla.

La Corte d’Assise d’Appello di Catania (presidente Stefania Scarlata) lo ha condannato a 13 anni, un mese e 10 giorni di reclusione. È stata così riformata la sentenza di primo grado, che con rito abbreviato, aveva condannato l’imputato a 30 anni di carcere.

In Appello, con un concordato, esclusa l’aggravante del “mezzo insidioso” e riconosciute le attenuante generiche prevalenti sulle aggravanti.

Scalisi, assistito dall’avv. Antonino Tomaselli, era stato indagato dal pm Andrea Bonomo della Procura di Catania – dopo il clamore del servizio de Le Iene con le rivelazioni di Luca Arena – assieme a Davide Garofalo, condannato all’ergastolo in primo e secondo grado, con rito ordinario. Per quest’ultimo procedimento, seguito dall’avv. Turi Liotta, si attende il pronunciamento della Cassazione.

Entrambi gli imputati avrebbero agito – secondo l’accusa – con un’iniezione di aria in vena, uccidendo pazienti terminali appena dimessi dagli ospedali di Biancavilla e Paternò, nel breve tragitto verso casa. Un’azione volta ad accaparrarsi 200-300 euro come “provvigione” sui funerali con il placet di esponenti mafiosi.

Scalisi è stato accusato della morte di una paziente, Maria Giardina. A Garofalo vengono attribuiti i decessi di tre persone: Salvatore Gagliano, Agatina Triscari e Salvatore Cadile. Le vittime sono tutte di Biancavilla.

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