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Guidò i carabinieri in anni difficili, addio al mar. Salvatore Barone

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È morto all’età di 75 anni, a causa di una malattia, il mar. Salvatore Barone. Ha vissuto con la famiglia a Biancavilla per quasi trent’anni, metà dei quali nel ruolo di comandante della stazione dei carabinieri.

L’ultimo saluto a Barone, che lascia la moglie, due figli e due nipoti, sarà dato lunedì, alle ore 15.30, nella chiesa di “Santa Maria La Stella” di Militello in Val di Catania, suo paese di origine.

Barone fu alla guida della caserma biancavillese tra il 1988 e il 2003, attraversando il periodo di maggiore attività del clan mafioso locale e della criminalità organizzata.

Sono stati anni nei quali ha avuto sotto il suo comando un giovanissimo Massimiliano Bruno, destinato a diventare una delle vittime dell’attentato di Nassiriya. A Bruno è dedicata la sede dell’Associazione Nazionale Carabinieri di Biancavilla, associazione fondata nel dicembre del 2000 proprio su impulso del mar. Barone.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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“Il respiro di Biancavilla”, la questione amianto diventa una mostra fotografica

Iniziativa di Inail e Università di Catania: immagini di Valentina Brancoforte e dell’archivio di Daniela Bellomo

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Si intitola “Il respiro di Biancavilla”. Martedì 11 giugno, alle ore 11.00, presso la Direzione territoriale Inail di via Cifali a Catania, inaugurazione della mostra fotografica. Iniziativa nata nell’ambito della attività previste dalla convenzione tra l’Inail Sicilia e l’Università degli studi di Catania.

Le opere fotografiche di Valentina Brancaforte e l’archivio fotografico di Daniela Bellomo, coordinatrice reggente della Consulenza tecnica per la salute e la sicurezza dell’Inail Sicilia, raccontano la storia degli abitanti di Biancavilla. Una popolazione esposta per oltre cinquant’anni alla fluoro-edenite, una fibra asbestiforme che ha provocato un elevato tasso di mortalità per mesotelioma.

L’istituzione della Sin (Sito interesse nazionale), avvenuta del 2001, si rese necessaria quando, a seguito di studi epidemiologici, venne scoperto negli affioramenti rocciosi della cava di Monte Calvario un nuovo minerale. Una struttura anfibolica, la fluoro-edenite, che presenta tre habitus: aciculare, fibroso e prismatico. Studi successivi hanno dimostrato che il nuovo anfibolo ha caratteristiche chimico-tossicologiche riconducibili all’asbesto.

I testi a corredo delle immagini sono di Daniela Bellomo, Valentina Brancaforte e Stefano Zuliani. Ha collaborato Caterina Ledda, docente associata di Medicina del lavoro all’Università di Catania. La mostra sarà visitabile fino al 12 luglio, dal lunedì al venerdì, dalle 8.30 alle 12.00.

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