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Biancavilla, il paese più bello al mondo: il “sogno” di sentirlo al Tg1

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Potete immaginare con quale soddisfazione stamattina ho accolto in ufficio il saluto del collega che ha esordito: “Ieri al tg ho sentito parlare del tuo paese. Siete messi veramente male!”.

Eh già, siamo giunti alla ribalta mediatica, abbiamo conquistato l’ambito trofeo di fare la nostra bella passerella sul Tg1 nazionale!

Non so se vale in questo caso l’adagio “nel bene o nel male, purché se ne parli…!”. Purtroppo certa pubblicità non aiuta molto. Specialmente se si è impegnati – come nel mio caso – a sfatare i luoghi comuni dei colleghi del nord i quali credono che per le strade dei nostri paesi si assista ogni giorno a scene di sparatorie e rapine. Io sorrido dicendo: “ma non siamo mica nel far west, o nel terzo mondo…”. Poi ci pensa la cronaca a smentirmi puntualmente!

Negli ultimi mesi, in particolare, tra blitz e omicidi, ci siamo guadagnati ampi spazi sulle più note testate giornalistiche italiche. Qualcuno si è limitato a dire vagamente “nel catanese…” . Fiuuu, che sospiro di sollievo…!

La questione dell’amianto è seria. Per carità. Ma forse non tanto quanto si vorrebbe far credere. Tuttavia, mi rendo conto benissimo che se tutto questo clamore può aiutare a portare in paese un po’ di soldini, in un momento in cui la crisi economica sembra non lasciare spazio a iniziative economiche di nessun tipo, mi va pure bene. Se poi salviamo anche qualche vita umana, ancora meglio, ci mancherebbe.

Mi resta un solo rammarico: perché non riusciamo a conquistare copertine e titoli anche per qualche bella notizia, per un primato di eccellenza, per un merito significativo…?

I have a dream: quello di ritrovarmi ad accendere un giorno la tv e ascoltare al Tg1 la notizia: Biancavilla è il paese più bello al mondo dove poter vivere!

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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3 Commenti

3 Commenti

  1. Günter sch

    21 Dicembre 2014 at 7:46

    Per me. Turista tedesca, biancavilla e la citta la piu sporca d’europa . é una vergogna !

  2. Salvo Messina

    26 Novembre 2014 at 18:17

    Ciao Alessandro! Sulla questione dell’amianto ci sarebbe tanto da dire, ma in tutti i casi, non credo sia così terribile come vogliono farci credere (sono ottimista!). Ho avuto modo di parlare con qualche oncologo (purtoppo) recentemente e mi è statto detto che non esistono, ad oggi, studi scientifici (dunque non basati esclusivamente sulla statistica) che attestino il reale rapporto causa/effetto tra fluoroedenite e cancro: sarà vero? Spesso si tende a mettere in un unico calderone amianto, notizie giornalistiche, allarmismi etc. Se queste notizie fossero finalizzate a “rifocillare” le casse comunali non mi stupirei più di tanto.
    Per ciò che riguarda il nostro paese …. cosa dire? Abbiamo eccellenze che molto spesso non vengono valorizzate con la necessaria attenzione; qualche esempio? I cosiddetti “cervelli” in fuga all’estero, aziende locali che primeggiano in Italia e all’estero, scuole pubbliche che si fregiano di premi di qualità con standard europei etc.
    Abbiamo anche molti difetti, ma sono convinto che il buon esempio sia sempre un buon traino verso il successo. Sursum Corda!
    Anch’io come te ho lo stesso sogno:quello di ritrovarmi ad accendere un giorno la tv e ascoltare al Tg1 la
    notizia: Biancavilla è il paese più bello al mondo dove poter vivere! Un abbraccio

  3. Pieroc Cannistraci

    26 Novembre 2014 at 16:06

    Caro Alessandro, a parte il fatto che il problema amianto che ha causato decine di morti a Biancavilla, non è un semplice trovata per fare arrivare qualche finanziamento per completare la bonifica, penso che per rendere il “paese più bello al mondo”, non basta solo sognare, ma impegnarsi tutti a che ciò avvenga. Purtroppo i giovani e molti “intellettuali”, preferisce farsi una “sega” mentale davanti alla tastiera del computer o col telefonino, sparando critiche a 360%, piuttosto che impegnarsi per la salvaguardia del territorio e della saluta pubblica, o su quale sviluppo ecosostenibile sia possibile nel nostro territorio. Scusami, niente di personale, ma il contesto generale è questo.

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Premio Scanderbeg (e alla memoria), buona idea riconoscere i meriti però…

Note a margine dell’evento promosso dalla Presidenza del Consiglio Comunale a Villa delle Favare

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Ho letto con piacere dell’esistenza del premio Scanderbeg, istituito dal Comune di Biancavilla e, nello specifico, dalla Presidenza del Consiglio Comunale. L’idea che le nostre istituzioni vogliano dare merito e riconoscimento a personalità che si siano distinte in ambiti professionali o di impegno civico, culturale, sociale o volontaristico mi sembra valida e da sostenere.

Ci sono, tuttavia, due osservazioni che spontaneamente nascono dalla lettura delle cronache dell’evento di premiazione, avvenuto a Villa delle Favare.

Scegliere di stilare un ampio ventaglio di premiati rischia, nel giro di qualche anno, di esaurire il numero di meritevoli a cui conferire il riconoscimento. O quantomeno si rischia di individuare personalità via via “minori” rispetto a quelli già chiamati sul palco. In altre parole: meglio scegliere, per ogni edizione, pochi ma farlo con criterio, evitando motivazioni troppo generiche.

Altro aspetto che è saltato alla mia attenzione è la categoria del “premio alla memoria”. Non è inusuale che certi riconoscimenti vengano dati post mortem. Di solito accade per scomparse premature o improvvise.

Nel caso della manifestazione del Comune di Biancavilla sembra, invece, che si tratti di una categoria fissa, da riproporre ogni anno. L’idea, in questo caso, non fa altro che certificare la disattenzione che in passato l’istituzione comunale ha avuto nei confronti dei biancavillesi meritevoli.

I premi si danno in vita, non dopo la morte! Sembra si voglia colmare l’indifferenza che sindaci e consiglieri hanno mostrato nel passato. Cosa vera, ma ormai è troppo tardi. Vogliamo dare un premio, dunque, alla memoria per Antonio Bruno e farci perdonare le malignità riservate prima e dopo la sua morte o l’oblio che ne è seguito per decenni? Guardiamo avanti.

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