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Differenziata inutile: i rifiuti umidi di due settimane finiti in discarica

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di Vittorio Fiorenza

La raccolta della parte organica dell’immondizia effettuata nelle ultime due settimane a Biancavilla non è andata nel sito di conferimento apposito, ma è finita in discarica come rifiuto indifferenziato. Quanti, tra i biancavillesi, sono attenti a diversificare la raccolta e l’uscita dei sacchetti in base alle giornate stabilite, hanno di fatto effettuato una buona e regolare azione, ma rivelatasi inutile.

Il problema è questo: la “Sicula Trasporti”, nel cui sito della zona industriale di Catania vengono conferiti i rifiuti umidi di 36 comuni della Sicilia (tra questi c’è Biancavilla) ha deciso di sospendere le attività per potere effettuare dei lavori di adeguamento e di manutenzione. La comunicazione fa riferimento ad una chiusura di almeno due mesi. Essendo altri siti analoghi vicini (come quello di Ramacca) ormai saturi, l’alternativa è quella di andare a conferire l’immondizia a Marsala, con costi di trasporto decisamente elevati.

E quindi? L’unica soluzione rimane quella di andare a buttare la parte umida nella discarica di Motta Sant’Anastasia, che però tratta rifiuti indifferenziati. Questo significa non soltanto vanificare da un punto di vista ecologico-ambientale la raccolta differenziata, quantomeno per la parte umida, ma anche avere dei costi decisamente superiori.

Il primo carico di 14500 kg di immondizia umida (equivalente alla raccolta effettuata negli ultimi 10-15 giorni) è partito dall’isola ecologica di Biancavilla questa mattina verso la discarica di contrada Tiritì della Oikos, a Motta Sant’Anastasia. Così come è successo per altri comuni.

«Purtroppo i Comuni non hanno armi per potersi difendere –spiega Pasquale Lavenia, consulente dell’amministrazione Glorioso in materia di gestione dei rifiuti– abbiamo provato a contattare alcuni siti di conferimento di rifiuti organici, ma sono già saturi e non accettano altri carichi. Da escludere Marsala per la distanza. Ci resta la discarica di Motta, pur sapendo che bisogna pagare circa 115 euro a tonnellata come rifiuto indifferenziato, quando per i rifiuti umidi la tariffa è circa 80 euro, se buttata nei siti appositi».

Se questa situazione dovesse continuare significherebbe avere un costo ulteriore di circa 10-15mila euro al mese. Un dettaglio che stride con i tentativi di contenere i costi in un settore di spesa impazzito nell’ultimo decennio, oltre a non essere incentivante all’abitudine della raccolta differenziata dei rifiuti, che a Biancavilla non brilla come abitudine costante e continua.

«Certo, non è un bel messaggio –aggiunge Lavenia– siamo vittime di un sistema come altri comuni, ma abbiamo le mani legate. Da notizie informali e non confermate so che la Regione dovrebbe intimare la “Sicula Trasporti” ad effettuare gli interventi di manutenzione in contemporanea al servizio di conferimento. Forse già dalla prossima settimana dovrebbe riaprire e speriamo che il carico di rifiuti umidi finito in discarica sia il primo e l’ultimo. Altrimenti, purtroppo, non abbiamo alternative».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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La lapide marmorea dedicata a Salvatore Furno mandata in frantumi

Distrutta in via Romagnosi la targa intitolata ad una vittima delle foibe nel “Giorno del ricordo”

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© Foto Biancavilla Oggi

La lapide marmorea dedicata a Salvatore Furno (vittima biancavillese delle foibe) è stata frantumata. I pezzi sono a terra, in via Romagnosi. La targa commemorativa era stata affissa, per volere dell’amministrazione comunale, nel luogo i cui aveva abitato Furno, nato nel 1901 e finito nelle foibe nel 1945.

L’affissione della lapide era avvenuta nel “Giorno del ricordo” con la partecipazione di alcuni pronipoti di Furno, che aveva lasciato Biancavilla nel 1933 per andare a fare l’insegnante.

Il sindaco Antonio Bonanno è stato informato dell’accaduto. Il gesto non sarebbe da collegare ad un’azione vandalica. Si sospetta di qualcuno che ha compiuto l’atto in modo sconsiderato, sulla base di segnali che erano stati notati fin dal giorno della cermonia del 10 febbraio.

Da parte del Comune, secondo quanto apprende Biancavilla Oggi, c’è l’impegno da subito a realizzare una nuova targa e ricollocarla nella stessa parete dell’abitazione che fu di Salvatore Furno.

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