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Evitare code e attese alla Posta, ora c’è il “semaforo dinamico”

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Il personale della Posta presenta l'iniziativa

Il personale della Posta presenta l’iniziativa

di Vittorio Fiorenza

Fare la coda all’ufficio postale è una sofferenza e fa perdere tempo prezioso? A Biancavilla c’è il “semaforo dinamico” che fa evitare le giornate affollate. Un sistema semplice che indica i flussi mensili di clientela in determinati giorni e fasce orarie.

Tre diverse colorazioni, in base all’affluenza prevista: il verde indica giorni e orari con pochi clienti e con attesa minima, il giallo specifica un numero di clienti e un’attesa appena superiori alla media, mentre il rosso prevede picchi di affluenza di un certo rilievo e attesa prolungata.

L’iniziativa viene spiegata in questi giorni nell’ambito della campagna “Vediamoci in Poste”. Incontri informativi che all’ufficio di via Benedetto Croce, diretto da Maria Di Maio, hanno coinvolto famiglie, pensionati, dirigenti scolastici, parrocchie e soprattutto giovani.

Non a caso sono stati chiamati alcuni talenti giovanili biancavillesi in qualità di testimonial a titolo gratuito. E’ il caso di Alfio Drago, ballerino a Stoccarda, Antonio Biondi, ricercatore in California, e del musicista Giovanni Caruso.

«In questo modo –spiega il direttore Di Maio– abbiamo voluto incontrare i cittadini per fare conoscere i nostri servizi e promuovere l’uso della moneta elettronica per snellire le procedure ed avere maggiore sicurezza e comodità. Ci rivolgiamo ai giovani, e da qui il coinvolgimento di alcuni veri talenti locali, perché ci proiettiamo al futuro».

Ma gli anziani rappresentano comunque un’utenza “coccolata” per Poste Italiane. A Biancavilla sono circa 3500 le carte-libretto attivate ad altrettanti pensionati, che non devono attendere più allo sportello ma possono fare i prelievi direttamente al bancomat.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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Installazione antenna 5G, le suore salesiane: «Noi non c’entriamo niente»

Intervento delle Figlie di Maria Ausiliatrice a proposito dell’impianto sull’edificio in cui sono ospitate

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«Come Figlie di Maria Ausiliatrice esprimiamo comprensione per le preoccupazioni espresse. Siamo fiduciose che chi ha responsabilità e competenza prenda decisioni rispettose della sicurezza e della salute dei cittadini».

Lo scrivono in una nota stampa le Figlie di Maria Ausiliatrice di Biancavilla, a proposito della installazione di un’antenna 5G sull’edificio di via Mongibello in cui sono da sempre ospitate.

Sulla vicenda gli abitanti della zona hanno manifestato il loro dissenso e il Comune aveva presentato un ricorso contro l’installazione, bocciato dal Tar.

C’è chi ha chiamato in causa le suore salesiane, a sproposito. Ed ora arrivano le loro puntualizzazioni.

«La notizia dell’installazione delle antenne 5G – scrivono – ha destato ansia e preoccupazione per molti. Ci sembra doveroso fornire alcune chiarificazioni. La sede di via Mongibello è di proprietà dell’Ipab Casa del fanciullo “Francesca Messina”.
Tra l’Ipab e l’ente delle Figlie di Maria Ausiliatrice è in essere un comodato d’uso gratuito dei locali per l’abitazione delle suore e le attività pastorali da loro animate».

«L’azienda che sta provvedendo all’installazione delle antenne – viene specificato – non ha alcun contratto in essere né in forma diretta né indiretta con le Figlie di Maria Ausiliatrice. Circa un anno fa la direttrice dell’istituto ha ricevuto la semplice informazione della decisione in oggetto da parte dell’Ipab».

Le suore, dunque, non hanno alcun ruolo formale nell’iter per la collocazione dell’impianto. Resta il fatto che le entrate economiche destinate all’Ipab, per consentire sul proprio tetto l’installazione dell’antenna, non c’è dubbio che avranno un beneficio indiretto pure sulle Figlie di Maria Ausiliatrice. In mancanza di introiti, il mantenimento dell’immobile e l’ospitalità riservata alle suore potrebbero non essere così scontate.

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