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Donna biancavillese arrestata a Foggia per furto in appartamento

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carabinieri

C’è anche una donna biancavillese tra i tre arrestati a Foggia per furto in abitazione. Si tratta di Rosa Giardina, di 51 anni, finita in manette in flagranza di reato, assieme a Valentina Frino, 23enne, e di Antonio Junior Carosiello, entrambi di Cerignola.

I carabinieri hanno sorpreso i tre dopo che avevano già scassinando un appartamento per rubare suppellettili, mobili ed oggetti di vario genere per un valore complessivo di 5mila euro. Dalle indagini è emerso che i ladri conoscevano la vittima e sapevano che si sarebbe allontanata da casa per alcuni giorni.

La refurtiva è stata quindi recuperata e restituita alla legittima proprietaria. Gli arrestati sono stati rinchiusi nel carcere di Foggia.

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Cronaca

Mafia a Biancavilla, sei nuove misure di sorveglianza speciale per “volti noti”

Provvedimenti eseguiti dalla Questura di Catania ed emessi dal Tribunale su richiesta della Procura

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Volti noti alle forze dell’ordine, in maniera particolare in riferimento al blitz “Onda d’urto”, eseguito a Biancavilla nel dicembre 2016. Adesso, sei di loro, sono sottoposti alle misure della sorveglianza speciale. Tutti indiziati di associazione a delinquere di stampo mafioso.

Si tratta di Giuseppe Amoroso, detto Pippo l’avvucatu, 49 anni, Fabio Amoroso (28 anni), Tino Caruso (43), Gregorio Gangi (32), Angelo Girasole (45) e Vincenzo Monforte (35).

I provvedimenti sono stati applicati nell’ultimo periodo dalla Questura ed emessi dal Tribunale di Catania – Sezione Misure di Prevenzione, su richiesta della Procura. I soggetti coinvolti sono ritenuti «socialmente pericolosi per la sicurezza pubblica».

Ai “nuovi” sorvegliati speciali, come previsto dal Codice Antimafia, invalidati i titoli per l’espatrio (carta d’identità, passaporto) e per la guida. Imposti anche diversi obbligh. Tra questi: darsi alla ricerca di stabile lavoro, non frequentare abitualmente persone già condannate, non rincasare oltre le ore 21.00 e non uscire prima delle ore 6.00. E ancora: non trattenersi abitualmente nei pubblici esercizi e non partecipare a pubbliche riunione, non detenere e non portare armi.

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