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Istituzioni

Dal Comune di Biancavilla una delibera a tutela del marchio “Made in Italy”

La giunta Bonanno a fianco della Coldiretti per chiedere la modifica del regolamento doganale europeo

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È un passo a tutela degli agricoltori e della qualità dei prodotti che nascono dal nostro territorio. L’amministrazione dl sindaco Antonio Bonanno ha approvato una delibera in piena sintonia con la proposta di Coldiretti, per chiedere a gran voce una modifica al regolamento doganale europeo.

«Noi – spiega il sindaco Bonanno – vogliamo che il marchio “Made in Italy” sia riservato solo a ciò che nasce davvero dai nostri campi, dalla nostra terra e dal lavoro delle nostre mani. È una questione di giustizia, di trasparenza e di tutela del sacrificio di tante famiglie agricole, spesso soffocate da concorrenza sleale e trucchetti normativi».

Attualmente, secondo una norma europea (l’articolo 60 del Codice Doganale), basta che l’ultima lavorazione di un prodotto agricolo avvenga in Italia per potergli appiccicare l’etichetta “Made in Italy”. Questo significa che arance, pomodori o olive coltivate in altri continenti, se trasformate qui, possono essere spacciate per italiane. Una vera beffa per i nostri produttori che si impegnano ogni giorno per garantire autenticità, sicurezza e tradizione.

«Il nostro impegno – conclude il primo cittadino – ora si sposta su più fronti: ci attiveremo con l’ANCI, coinvolgeremo i parlamentari europei della nostra circoscrizione e solleciteremo il Presidente della Regione perché porti questa battaglia nella Conferenza Stato-Regioni. Biancavilla è dalla parte dei nostri agricoltori».

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Il generale Ubaldo Del Monaco in visita alla stazione dei carabinieri di Biancavilla

Ad accogliere l’alto ufficiale in uno dei presìdi ad intensa attività investigativa, il mar. Francesco De Giovanni

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Visita alla stazione dei carabinieri di Biancavilla del generale di divisione Ubaldo Del Monaco, comandante della Legione Carabinieri “Sicilia”. Nella caserma di via Benedetto Croce, l’alto ufficiale – impegnato in un tour istituzionale nel territorio etneo – accolto dal comandante di stazione, maresciallo Francesco De Giovanni. Un presidio dell’Arma, quello di Biancavilla, che – statistiche alla mano – si distingue per un’elevata operatività e intensità investigativa all’interno della Compagnia di Paternò.

Nel corso della visita, il generale Del Monaco ha incontrato il personale, confrontandosi sulle dinamiche operative e sulle criticità del territorio, esprimendo apprezzamento per l’impegno, la professionalità e il senso del dovere dimostrati in un contesto complesso e delicato.

L’iniziativa si inserisce nell’ambito di una più ampia visita istituzionale ai Reparti dipendenti del Comando Provinciale Carabinieri di Catania, che ha visto il Generale impegnato in una serie di incontri con i militari delle diverse articolazioni territoriali.

Prima tappa presso la Compagnia di Paternò. Il comandante della Legione, accolto dal capitano Marco Savo, ha incontrato i militari, visitato i locali del reparto e approfondito le principali attività operative svolte sul territorio. Oltre a Biancavilla, visite anche a Belpasso e alla stazione dell’aeroporto. Nel corso degli incontri, il generale ha ribadito l’importanza della capillarità delle stazioni dei Carabinieri, veri punti di riferimento per la cittadinanza e presìdi fondamentali di legalità.

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Istituzioni

Referendum sulla giustizia, chiamati alle urne 18.152 elettori di Biancavilla

Una campagna che la politica locale – a parte due occasioni “autoreferenziali” – ha snobbato

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© Foto Biancavilla Oggi

Sono 18.152 gli elettori di Biancavilla chiamati alle urne per il referendum costituzionale sulla riforma della giustizia, domenica 22 e lunedì 23 marzo. Nel dettaglio, il corpo elettorale è composto da 8.726 uomini e 9.426 donne.

Si tratta di un appuntamento rilevante sul piano istituzionale: i cittadini italiani sono chiamati ad esprimersi sulla riforma dell’ordinamento giudiziario, che interviene su aspetti centrali della Costituzione, tra cui la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri e lo sdoppiamento del Consiglio superiore della magistratura.

Anche a Biancavilla, seppur in ritardo rispetto ad altre realtà, la campagna referendaria ha registrato timidi segnali di attivazione nel dibattito pubblico locale. Occasioni di confronto sono stati organizzati dal Circolo Castriota e, presso la parrocchia dell’Annunziata, dall’Azione Cattolica.

Impegno spento e marginale da parte della politica locale. Soltanto due gli appuntamenti, peraltro “autoreferenziali”, con il coinvolgimento di esponenti politic, istituzionali e sindacali. A Villa delle Favare, incontro promosso a sostegno delle ragioni del “Sì”. Nella saletta di un bar, incontro a favore del “No”. Il minimo indispensabile, giusto per dire “qualcosa l’abbiamo fatta”.

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