Politica
Forza Italia: «Sulla sicurezza la giunta tace, ma occorrono misure precise»
I furti che hanno interessato in questi giorni l’istituto delle “Figlie di Maria Ausiliatrice”, dove sono stati rubati 6mila euro in contante dalla stanza della direttrice, e l’”Opera Cenacolo Cristo Re” di contrada Croce al vallone, dove ignoti si sono introdotti nel magazzino, riaccende il dibattito sulla microcriminalità a Biancavilla.
Se da una parte le statistiche delle forze dell’ordine registrano un calo di episodi criminali, dall’altro la percezione di insicurezza è tangibilmente aumentata.
In una nota, Forza Italia di Biancavilla «condanna con forza ed esprime sdegno nei confronti di tali ignobili e reiterati fatti, manifestando tutta la più sentita solidarietà a famiglie, imprese, commercianti ed istituzioni che ne sono state vittima nell’ultimo periodo. Preso atto del forte aumento di tale fenomeno criminoso che in città sta suscitando forte preoccupazione tra i residenti ed operatori commerciali, facciamo presente all’amministrazione comunale e al sindaco il forte sentimento di inquietudine e di allarme che vivono i nostri cittadini».
Secondo Forza Italia «tale preoccupazione e senso di apprensione che vive la nostra comunità, necessita immediatamente di un intervento rasserenante da parte del sindaco, al quale noi chiediamo, in virtù della sua responsabilità in tema di sicurezza pubblica, quali sono le politiche che sta adottando o intenderà adottare per fronteggiare tale fenomeno e se ritiene necessario, così come lo riteniamo noi, che venga quanto prima posta in essere la richiesta di convocazione del comitato provinciale per l’ordine pubblico. Chiediamo inoltre al primo cittadino se ritenga opportuno l’istituzione di un pacchetto anticriminalità da adottare in sinergia tra le forze di polizia municipale e i carabinieri. Oggi la città ha bisogno di essere rassicurata, ha bisogno di assistere a politiche di pubblica sicurezza sulle quali, l’amministrazione Comunale ad oggi non si è ancora espressa».
Su questi temi, anche dal fronte della maggioranza si sono già mossi alcuni consiglieri. I consiglieri Grazia Ventura, Vincenzo Mignemi, Vincenzo Chisari, Giuseppe Sapienza e Giuseppe Pappalardo, in un’interrogazione al sindaco e all’assessore alla Polizia municipale, Giuseppe Furnari, hanno chiesto di «preparare un Rapporto sulla sicurezza urbana» e di «organizzare un incontro pubblico, meglio ancora un Consiglio Comunale aperto, per informare la cittadinanza su quanto sta succedendo e su quanto si sta facendo».
Sugli ultimi episodi ai danni delle suore salesiane e del “Cenacolo”, anche i circolo cittadino ed il gruppo consiliare del Partito Democratico hanno manifestato solidarietà. «L’azione ignobile –si legge in una nota– è stata indirizzata a due istituzioni che, per l’intero territorio, rappresentano un punto di riferimento, considerata la loro specifica funzione sociale. Nel contempo, pur riponendo massima fiducia nelle forze dell’ordine, auspichiamo una maggiore attenzione anche a questi episodi di microcriminalità, al fine di garantire le condizioni di legalità e sicurezza in tutto il territorio».
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Politica
Referendum giustizia, a Biancavilla il 61% di “no” alla riforma Meloni-Nordio
La Costituzione non si tocca: esito netto sulla consultazione, che ha però mosso solo il 43% degli elettori
Per il referendum si è espresso soltanto il 43% degli aventi diritti al voto (dato al di sotto della media regionale e nazionale). Ma il responso è stato netto: Biancavilla ha detto a gran voce “no” alla riforma della giustizia avanzata dal governo Meloni.
Il 60,8% dei votanti ha respinto la proposta di modifica della Costituzione che mirava a un nuovo ordinamento della giustizia (dalla separazione delle carriere dei magistrati allo sdoppiamento del Csm con sorteggio dei componenti).
Sui 7809 biancavillesi che si sono recati ai seggi nelle giornate del 22 e 23 marzo, 4703 hanno votato “no” (60,8%), contro i 3032 che hanno segnato un segno sul riquadro del “sì” (39,2%).
Un esito da attribuire alla libera volontà popolare e a quanti si sono recati alle urne. Un esito su cui la politica locale non ha inciso per nulla, visto il totale disimpegno, a parte due appuntamenti di aree contrapposte (uno a Villa delle Favare, l’altro in una saletta di un bar). Insomma, su questo referendum hanno scelto i biancavillesi, respingendo la riforma Meloni-Nordio, nonostante la latitanza dei partiti locali.
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Politica
Referendum, il risveglio della politica locale: due distinti incontri “Sì-No”
Riforma della giustizia, appuntamenti nel fine settimana promossi da schieramenti opposti
La politica locale alza il dito per mostrare la propria presenza nel dibattito in vista del referendum sulla riforma della giustizia del 22 e 23 marzo. Lo fa, arrivando in notevole ritardo rispetto ad altre iniziative pubbliche di confronto, come quella promossa dal Circolo Castriota o quella organizzata dall’Azione Cattolica nella parrocchia dell’Annunziata.
Ad ogni modo, forze della destra e della sinistra di Biancavilla hanno in programma due distinti incontri a sostegno, rispettivamente, delle ragioni del “Sì” delle ragioni del “No” alla riforma del governo Meloni. Le prime danno appuntamento a Villa delle Favare, le altre in una saletta di un bar.
I sostenitori del “Sì”
Il primo incontro, a sostegno del del “Sì”, si terrà sabato 14 marzo alle ore 17.30 alla Villa delle Favare. “Le ragioni del Sì per una giustizia giusta”, è il titolo dell’iniziativa. Sarà il sindaco Antonio Bonanno a dare i saluti istituzionali e l’ex sindaco Mario Cantarella e l’ex deputato all’Ars, Nino D’Asero, ad introdurre i lavori. Interventi il senatore Salvo Pogliese e i deputati Giuseppe Castiglione e Luca Sbardella. Parleranno della riforma, l’avv. Vincenzo Vitale e il magistrato Roberto Passalacqua. Il dibattito sarà moderato dal giornalista Luigi Pulvirenti.
I sostenitori del “No”
Il giorno successivo, domenica 15 marzo alle ore 10, è invece l’incontro dal titolo “Le ragioni del No – Verso il referendum costituzionale”. L’appuntamento si svolgerà nella saletta del bar “L’Artigiana”. Interverranno Giuseppe Glorioso, segretario generale Flai Cgil di Catania ed ex sindaco di Biancavilla, l’avv. Andrea Ingiulla e l’avv.o Giuseppe Berretta. Le conclusioni saranno affidate ad Alfio Mannino, segretario generale della Cgil Sicilia. A moderare il confronto sarà Nino Benina.
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