Politica
Coronavirus, a Biancavilla il Comune dà buoni spesa alle famiglie più bisognose
Attivato anche un supporto psicologico attraverso servizio telefonico, messo a disposizione gratuita
Dopo avere disposto che il pagamento dei tributi comunali venisse sospeso fino al prossimo 31 maggio, l’amministrazione comunale di Biancavilla ha stanziato una prima tranche di 4mila euro per buoni pasto che saranno equamente distribuiti alle famiglie bisognose.
Si tratta di un provvedimento legato alle azioni messe in campo per far fronte all’emergenza Covid-19. All’iniziativa ha compartecipato la Ditta Fratelli Arena Srl, che si è fatta carico del 30% dei buoni pasto.
In queste ore, l’assessore ai servizi sociali Vincenzo Amato sta coordinando alcune azioni di solidarietà che permettano di andare incontro alle impellenti necessità di tanti biancavillesi.
«L’accesso ai beni di prima necessità per tante famiglie di Biancavilla è diventato un fatto indispensabile: la povertà rischia di travolgere tutti e per quanto è possibile stiamo provvedendo ad intervenire in ogni modo ma è importante che il Governo nazionali aiuti ogni realtà e settore», spiega l’assessore Vincenzo Amato. «Come amministrazione comunale e assieme agli uffici stiamo predisponendo un’azione capillare su tutto il territorio. È un momento drammatico e dobbiamo affrontarlo senza fermarci un solo istante».
Intanto, è stata avviata anche una iniziativa legata al supporto psicologico per l’emergenza Covid-19 destinata a coloro i quali hanno dai 18 anni in su. Si tratta di un servizio telefonico con uno psicologo, il quale ha offerto la propria prestazione a titolo gratuito: un servizio attivo ogni martedì e giovedì dalle ore 15 alle ore 19 al numero 327 8186101. Tutto svolto in forma anonima e gratuita per fornire un sostegno psicologico e consigli utili su come affrontare questa situazione di emergenza, condividendo le proprie emozioni per ridurre la sensazione di isolamento.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Politica
Referendum giustizia, a Biancavilla il 61% di “no” alla riforma Meloni-Nordio
La Costituzione non si tocca: esito netto sulla consultazione, che ha però mosso solo il 43% degli elettori
Per il referendum si è espresso soltanto il 43% degli aventi diritti al voto (dato al di sotto della media regionale e nazionale). Ma il responso è stato netto: Biancavilla ha detto a gran voce “no” alla riforma della giustizia avanzata dal governo Meloni.
Il 60,8% dei votanti ha respinto la proposta di modifica della Costituzione che mirava a un nuovo ordinamento della giustizia (dalla separazione delle carriere dei magistrati allo sdoppiamento del Csm con sorteggio dei componenti).
Sui 7809 biancavillesi che si sono recati ai seggi nelle giornate del 22 e 23 marzo, 4703 hanno votato “no” (60,8%), contro i 3032 che hanno segnato un segno sul riquadro del “sì” (39,2%).
Un esito da attribuire alla libera volontà popolare e a quanti si sono recati alle urne. Un esito su cui la politica locale non ha inciso per nulla, visto il totale disimpegno, a parte due appuntamenti di aree contrapposte (uno a Villa delle Favare, l’altro in una saletta di un bar). Insomma, su questo referendum hanno scelto i biancavillesi, respingendo la riforma Meloni-Nordio, nonostante la latitanza dei partiti locali.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Politica
Referendum, il risveglio della politica locale: due distinti incontri “Sì-No”
Riforma della giustizia, appuntamenti nel fine settimana promossi da schieramenti opposti
La politica locale alza il dito per mostrare la propria presenza nel dibattito in vista del referendum sulla riforma della giustizia del 22 e 23 marzo. Lo fa, arrivando in notevole ritardo rispetto ad altre iniziative pubbliche di confronto, come quella promossa dal Circolo Castriota o quella organizzata dall’Azione Cattolica nella parrocchia dell’Annunziata.
Ad ogni modo, forze della destra e della sinistra di Biancavilla hanno in programma due distinti incontri a sostegno, rispettivamente, delle ragioni del “Sì” delle ragioni del “No” alla riforma del governo Meloni. Le prime danno appuntamento a Villa delle Favare, le altre in una saletta di un bar.
I sostenitori del “Sì”
Il primo incontro, a sostegno del del “Sì”, si terrà sabato 14 marzo alle ore 17.30 alla Villa delle Favare. “Le ragioni del Sì per una giustizia giusta”, è il titolo dell’iniziativa. Sarà il sindaco Antonio Bonanno a dare i saluti istituzionali e l’ex sindaco Mario Cantarella e l’ex deputato all’Ars, Nino D’Asero, ad introdurre i lavori. Interventi il senatore Salvo Pogliese e i deputati Giuseppe Castiglione e Luca Sbardella. Parleranno della riforma, l’avv. Vincenzo Vitale e il magistrato Roberto Passalacqua. Il dibattito sarà moderato dal giornalista Luigi Pulvirenti.
I sostenitori del “No”
Il giorno successivo, domenica 15 marzo alle ore 10, è invece l’incontro dal titolo “Le ragioni del No – Verso il referendum costituzionale”. L’appuntamento si svolgerà nella saletta del bar “L’Artigiana”. Interverranno Giuseppe Glorioso, segretario generale Flai Cgil di Catania ed ex sindaco di Biancavilla, l’avv. Andrea Ingiulla e l’avv.o Giuseppe Berretta. Le conclusioni saranno affidate ad Alfio Mannino, segretario generale della Cgil Sicilia. A moderare il confronto sarà Nino Benina.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
-
Cronaca2 settimane agoDi ritorno dal concerto di Geolier muore giovane di Biancavilla, ferita la figlia
-
Chiesa3 settimane agoVerzì se ne va, arriva Coco: dopo 25 anni un nuovo parroco a “San Salvatore”
-
Cronaca2 settimane agoGiovane spacciatore di Biancavilla arrestato a Catania dalla polizia
-
Cultura3 settimane agoLa notte dei presagi: così san Giovanni “entrava” nelle case dei biancavillesi



