Politica
Ufficio staff, l’opposizione: «Silenzio assordante del sindaco, proroghi i termini»
Due consiglieri di minoranza si rivolgono al primo cittadino perché il bando venga adeguatamente pubblicizzato
«Domani scade la selezione dei diplomati per lo Staff del Sindaco e, ad oggi, il sindaco Antonio Bonanno tace, non informa i cittadini di questa opportunità di lavoro. A questo punto ci chiediamo: perché? Perché il Sindaco degli slogan e dei selfie, sempre a favore di telecamere, questa volta non ha detto una sola parola ai suoi concittadini?».
Sono gli interrogativi dei consiglieri comunali Vincenzo Chisari e Carmelo Mignemi che, nei giorni scorsi, hanno inviato una lettera urgente al sindaco Bonanno per dare ampio risalto alla selezione pubblica per diplomati in corso al Comune e che culminerà con un colloquio fatto dallo stesso sindaco che così avrà il potere di decidere a chi assegnare questa opportunità lavorativa come dipendente comunale part-time.
«Il silenzio assordante del sindaco Bonanno fa male, perché ha il sapore di una beffa nei confronti di quei tanti cittadini che vivono un periodo difficile e precario dal punto di vista lavorativo. Pensiamo a quei giovani che avrebbero potuto avere una possibilità di lavoro al Comune. Invece, su questo bando c’è uno scandaloso silenzio: non c’è traccia di un comunicato del Portavoce del Sindaco, pagato dai cittadini, non c’è una comunicazione sui profili social del Comune, dove di solito viene pubblicato di tutto, né un manifesto o un passaggio sui giornali e le tv locali».
«Il sindaco Bonanno –proseguono i consiglieri– è ancora in tempo per rimediare, non è necessario che risponda a noi. Ciò che conta è che domani mattina prenda carta e penna e faccia una proroga dei termini di partecipazione e informi i suoi concittadini che non meritano di essere sacrificati con un silenzio politico che rischio di generare tra la gente un’ombra pesante sulle selezioni pubbliche che, al contrario, meritano una ampia trasparenza».
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Politica
Referendum giustizia, a Biancavilla il 61% di “no” alla riforma Meloni-Nordio
La Costituzione non si tocca: esito netto sulla consultazione, che ha però mosso solo il 43% degli elettori
Per il referendum si è espresso soltanto il 43% degli aventi diritti al voto (dato al di sotto della media regionale e nazionale). Ma il responso è stato netto: Biancavilla ha detto a gran voce “no” alla riforma della giustizia avanzata dal governo Meloni.
Il 60,8% dei votanti ha respinto la proposta di modifica della Costituzione che mirava a un nuovo ordinamento della giustizia (dalla separazione delle carriere dei magistrati allo sdoppiamento del Csm con sorteggio dei componenti).
Sui 7809 biancavillesi che si sono recati ai seggi nelle giornate del 22 e 23 marzo, 4703 hanno votato “no” (60,8%), contro i 3032 che hanno segnato un segno sul riquadro del “sì” (39,2%).
Un esito da attribuire alla libera volontà popolare e a quanti si sono recati alle urne. Un esito su cui la politica locale non ha inciso per nulla, visto il totale disimpegno, a parte due appuntamenti di aree contrapposte (uno a Villa delle Favare, l’altro in una saletta di un bar). Insomma, su questo referendum hanno scelto i biancavillesi, respingendo la riforma Meloni-Nordio, nonostante la latitanza dei partiti locali.
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Politica
Referendum, il risveglio della politica locale: due distinti incontri “Sì-No”
Riforma della giustizia, appuntamenti nel fine settimana promossi da schieramenti opposti
La politica locale alza il dito per mostrare la propria presenza nel dibattito in vista del referendum sulla riforma della giustizia del 22 e 23 marzo. Lo fa, arrivando in notevole ritardo rispetto ad altre iniziative pubbliche di confronto, come quella promossa dal Circolo Castriota o quella organizzata dall’Azione Cattolica nella parrocchia dell’Annunziata.
Ad ogni modo, forze della destra e della sinistra di Biancavilla hanno in programma due distinti incontri a sostegno, rispettivamente, delle ragioni del “Sì” delle ragioni del “No” alla riforma del governo Meloni. Le prime danno appuntamento a Villa delle Favare, le altre in una saletta di un bar.
I sostenitori del “Sì”
Il primo incontro, a sostegno del del “Sì”, si terrà sabato 14 marzo alle ore 17.30 alla Villa delle Favare. “Le ragioni del Sì per una giustizia giusta”, è il titolo dell’iniziativa. Sarà il sindaco Antonio Bonanno a dare i saluti istituzionali e l’ex sindaco Mario Cantarella e l’ex deputato all’Ars, Nino D’Asero, ad introdurre i lavori. Interventi il senatore Salvo Pogliese e i deputati Giuseppe Castiglione e Luca Sbardella. Parleranno della riforma, l’avv. Vincenzo Vitale e il magistrato Roberto Passalacqua. Il dibattito sarà moderato dal giornalista Luigi Pulvirenti.
I sostenitori del “No”
Il giorno successivo, domenica 15 marzo alle ore 10, è invece l’incontro dal titolo “Le ragioni del No – Verso il referendum costituzionale”. L’appuntamento si svolgerà nella saletta del bar “L’Artigiana”. Interverranno Giuseppe Glorioso, segretario generale Flai Cgil di Catania ed ex sindaco di Biancavilla, l’avv. Andrea Ingiulla e l’avv.o Giuseppe Berretta. Le conclusioni saranno affidate ad Alfio Mannino, segretario generale della Cgil Sicilia. A moderare il confronto sarà Nino Benina.
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