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Ufficio staff, l’opposizione: «Silenzio assordante del sindaco, proroghi i termini»

Due consiglieri di minoranza si rivolgono al primo cittadino perché il bando venga adeguatamente pubblicizzato

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© Foto Biancavilla Oggi

«Domani scade la selezione dei diplomati per lo Staff del Sindaco e, ad oggi, il sindaco Antonio Bonanno tace, non informa i cittadini di questa opportunità di lavoro. A questo punto ci chiediamo: perché? Perché il Sindaco degli slogan e dei selfie, sempre a favore di telecamere, questa volta non ha detto una sola parola ai suoi concittadini?».

Sono gli interrogativi dei consiglieri comunali Vincenzo Chisari e Carmelo Mignemi che, nei giorni scorsi, hanno inviato una lettera urgente al sindaco Bonanno per dare ampio risalto alla selezione pubblica per diplomati in corso al Comune e che culminerà con un colloquio fatto dallo stesso sindaco che così avrà il potere di decidere a chi assegnare questa opportunità lavorativa come dipendente comunale part-time.

«Il silenzio assordante del sindaco Bonanno fa male, perché ha il sapore di una beffa nei confronti di quei tanti cittadini che vivono un periodo difficile e precario dal punto di vista lavorativo. Pensiamo a quei giovani che avrebbero potuto avere una possibilità di lavoro al Comune. Invece, su questo bando c’è uno scandaloso silenzio: non c’è traccia di un comunicato del Portavoce del Sindaco, pagato dai cittadini, non c’è una comunicazione sui profili social del Comune, dove di solito viene pubblicato di tutto, né un manifesto o un passaggio sui giornali e le tv locali».

«Il sindaco Bonanno –proseguono i consiglieri– è ancora in tempo per rimediare, non è necessario che risponda a noi. Ciò che conta è che domani mattina prenda carta e penna e faccia una proroga dei termini di partecipazione e informi i suoi concittadini che non meritano di essere sacrificati con un silenzio politico che rischio di generare tra la gente un’ombra pesante sulle selezioni pubbliche che, al contrario, meritano una ampia trasparenza».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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Politica

Addio alla plastica, in tre scuole di Biancavilla erogatori d’acqua ecologici

Agli alunni consegnati pure borracce per eliminare quintali di bottiglie altamente inquinanti

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Nell’ambito del progetto denominato “L’acqua che fa a scuola”, finalizzato a ridurre il consumo di bottiglie di plastica, in tre scuole di Biancavilla sono stati inaugurati oggi altrettanti distributori di acqua. L’iniziativa è della società S.T.E.I. – Soluzioni e Tecnologie per l’Ecocompatibilità ed Inclusione – in collaborazione con l’amministrazione comunale.

I tre erogatori sono stati installati nell’Istituto comprensivo “Antonio Bruno”, nel plesso “San Giovanni Bosco” e nella scuola “Giovanni Verga”. Ai ragazzi è stata consegnata una borraccia che, d’ora in poi, prenderà il posto delle inquinanti bottigliette di plastica.

All’inaugurazione hanno partecipato il sindaco Antonio Bonanno, l’assessore alla Pubblica Istruzione, Luigi D’Asero, il presidente del Consiglio Comunale, Martina Salvà, il presidente della S.T.E.I., Pier Casolari, e il responsabile del progetto S.T.E.I., Giuseppe Lazzaro.

Erogatori e borracce sono stati finanziati grazie al contributo di aziende locali che hanno accolto con entusiasmo l’iniziativa nel segno dell’ecologia. I rappresentanti delle aziende sponsor, presenti all’inaugurazione, hanno ricevuto i ringraziamenti dai promotori dell’iniziativa.

«Una classe – osserva l’assessore D’Asero – può consumare in un anno circa 700 kg di plastica soltanto per dissetarsi e ricorrere alle classiche bottigliette. Educare i giovani studenti ad un utilizzo ecosostenibile delle nostre risorse è il primo passo verso un approccio ecologico della nostra vita, a partire dalle cose più semplici come bere un po’ d’acqua».  

«L’acqua a portata di mano – spiega il sindaco Bonanno – è una soluzione non solo sul piano economico ma, soprattutto, su quello ambientale. In un anno ogni bambino consuma centinaia di bottiglie in Pet. Con la propria borraccia riutilizzabile e grazie al distributore di acqua microfiltrata si riduce sensibilmente il consumo di plastica. E bere torna ad essere un gesto naturale non più inquinante».

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