Fuori città
Tennis, Rapisarda e Di Fazio vincono il quinto torneo “Ciuri di Mungibeddu”
Evento sportivo con 50 giocatori partecipanti nel ricordo del “poeta contadino” Giuseppe Tomasello
Quando ha chiuso l’ultimo punto, Rachele Rapisarda ha alzato lo sguardo verso il cielo prima di andare ad abbracciare il compagno di squadra Marco Di Fazio. Sul campo del torneo di tennis «Ciuri di Mungibeddu» non c’era solo la vittoria della finalissima. C’era il ricordo del nonno scomparso lo scorso anno: Giuseppe Tomasello, il “poeta contadino” di Biancavilla, che ha promosso l’evento sportivo.
Rachele, portacolori del Tennis Club Adrano e reduce da un’esperienza tennistica negli Stati Uniti, e Marco Di Fazio hanno battuto in finale Matteo Cuozzo e Stefania Cusumano con il punteggio di 6-3, 6-1, conquistando la quinta edizione del torneo, da quest’anno “Memorial Giuseppe Tomasello”.
«L’anno scorso ho detto a nonno Giuseppe, che stava sempre seduto a guardare le mie partite, che un giorno avrei portato a casa questo titolo. Oggi ci sono riuscita – racconta Rachele Rapisarda a fine partita –. Nonno per me è stato un esempio: ha fondato questo torneo con la stessa passione con cui scriveva le sue poesie e le sue commedie. Mi incoraggiava sempre. Vincere qui, davanti alla mia famiglia e nel suo ricordo, ha un valore speciale che va oltre il tennis e la vittoria sportiva».
Il trofeo è stato consegnato dal sindaco di Biancavilla, Antonio Bonanno. Il torneo ha visto la partecipazione di circa cinquanta giocatori: tennisti amatoriali e atleti tesserati di terza categoria federale. L’organizzazione è stata curata dalla famiglia Rapisarda con il supporto tecnico dei maestri Lidia Bondor e Piero Di Fazio.
A sottolineare il legame tra sport e cultura è stato anche Vincenzo Rapisarda, genero di Giuseppe Tomasello, organizzatore e proprietario del campo di zona Vigne che ha ospitato il torneo.
«Il nome “Ciuri di Mungibeddu” – ha spiegato Vincenzo Rapisarda – nasce proprio dalla rassegna di poesie che per anni mio suocero, Giuseppe Tomasello, organizzava. Abbiamo voluto conservare questo legame per dare continuità alla sua memoria. Per noi non è solo un torneo di tennis, ma un modo per tenere vivo il suo spirito e la sua opera. Il mio ringraziamento va alla mia famiglia, a chi mi ha aiutato ad organizzare il torneo e a ricordare mio suocero».
«Uno scrigno della memoria»
Nel segno del ricordo di Giuseppe Tomasello, la serata ha visto anche la distribuzione del libro “Biancavilla in palcoscenico”, pubblicato da Nero su Bianco Edizioni.
«Giuseppe Tomasello è stato l’ultimo poeta contadino, ma – ha sottolineato Vittorio Fiorenza, a capo della casa editrice di Biancavilla – si è distinto nella scrittura di commedie dialettali. Nel volume abbiamo raccolto tutti i testi. Uno “scrigno della memoria” su usi e costumi, la parlata dialettale, la terra, la famiglia, le tensioni tra notabili e popolo, le lotte di emancipazione e riscatto sociale. Un lascito preziosissimo per la cultura popolare siciliana. E non è un caso che alcune delle commedie abbiano avuto un successo enorme, grazie anche al contributo di Turi Ventura, attore straordinario della compagnia “Quattro soldi”, scomparso vent’anni fa, che ha dato anima e corpo ai personaggi tratteggiati da Tomasello. Due figure a cui dobbiamo essere grati».
In questo senso, il sindaco Bonanno ha anticipato un’iniziativa simbolica per celebrare la memoria di figure che si sono distinte. «Abbiamo ristrutturato i locali dell’ex macello e – ha annunciato il primo cittadino – assegneremo le stanze a gruppi giovanili ed associazioni locali. Abbiamo pensato che ognuna di queste stanze sia dedicata a personalità che si sono distinte per la loro arte e creatività. Due delle stanze saranno intitolate proprio a Giuseppe Tomasello e Salvatore Ventura, in segno di riconoscimento e gratitudine per il loro impegno culturale».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Fuori città
Gli alunni di Castelvetro incantati dal coraggio morale di Gerardo Sangiorgio
La vicenda del biancavillese sopravvissuto ai lager raccontata dal figlio Placido in una scuola modenese
Un incontro intenso e profondamente formativo per gli alunni della classe quinta del plesso “Don Gatti” dell’Istituto comprensivo di Castelvetro di Modena. Protagonista il prof. Placido Antonio Sangiorgio, figlio di Gerardo Sangiorgio, il soldato biancavillese che deportato dai tedeschi e rinchiuso nei lager nazisti. Da quell’inferno uscì profondamente segnato per la sola “colpa” del suo coraggioso rifiuto ad aderire alla Repubblica di Salò.
Organizzata da Giuseppe Gugliuzzo, nostro collaboratore e insegnante biancavillese in quella scuola, l’iniziativa ha visto la partecipazione degli insegnanti Elisabetta Scardozzi, Roberta Casalini, Maria Luisa D’Anna, Marco Uguzzoni e altri docenti, sotto la guida della dirigente scolastica Maria Ghiddi.
La testimonianza del prof. Sangiorgio ha catturato l’attenzione dei bambini fin dalle sue prime parole. Attraverso il racconto diretto della storia del padre – un uomo che scelse la libertà e la coerenza morale anche a costo della prigionia e della stessa vita – i piccoli alunni hanno potuto toccare con mano uno dei capitoli più drammatici della nostra storia recente.
«L’incontro con il professor Sangiorgio ha rappresentato un’importante occasione di educazione alla memoria e alla cittadinanza attiva», sottolineano le insegnanti. «Attraverso il racconto diretto di una storia familiare, i bambini hanno potuto avvicinarsi a un periodo storico complesso in modo autentico ed emotivamente coinvolgente».
La didattica delle emozioni
Gli alunni hanno partecipato con grande vivacità, ponendo domande significative e dimostrando una sensibilità sorprendente verso i valori di libertà, coraggio e dignità umana. L’ascolto è stato attento e partecipe, trasformando la lezione di Storia in un’esperienza viva e condivisa.
I bambini hanno trasformato le emozioni in concrete attività didattiche: ciascuno ha realizzato una biografia di Gerardo Sangiorgio accompagnata da un disegno personale. I lavori, ricchi di colori e di dettagli toccanti, provano quanto la testimonianza sia stata interiorizzata e rielaborata con creatività e profondità.
«Esperienze come questa contribuiscono a costruire una memoria consapevole – affermano le insegnanti – aiutando gli alunni a comprendere l’importanza di difendere i valori democratici, della pace e del rispetto dei diritti umani, affinché tragedie come quelle vissute durante la deportazione non abbiano mai più a ripetersi».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Fuori città
Applausi per la corale dell’Idria alla rassegna siciliana di Casalvecchio
Diretto da Filadelfio Grasso, il gruppo ha proposto pure un brano popolare in dialetto biancavillese
Applausi e apprezzamenti per la corale della parrocchia “Santa Maria dell’Idria” di Biancavilla. Il gruppo, diretto da Filadelfio Grasso, ha partecipato alla rassegna dei Cori Parrocchiali di Sicilia, giunta alla sua quinta edizione. L’evento, a Casalvecchio Siculo (in provincia di Messina) si è svolto in concomitanza con la 32ª edizione della Festa della Musica, dedicata al tema “La voce dei luoghi” per mettere al centro le corali e l’identità del territorio.
La corale biancavillese ha partecipato con entusiasmo, presentando alcuni brani in polifonia. Tra questi il canto tratto da una preghiera popolare in dialetto diancavillese: “Iú vi salutu”, orazione che le nostre nonne recitavano alla Madonna nei momenti di necessità… Tutti i brani proposti, accompagnati alla tastiera da Salvatore Barbagallo, sono stati apprezzati ed applauditi a lungo dal numeroso pubblico.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
-
Chiesa2 settimane agoVerzì se ne va, arriva Coco: dopo 25 anni un nuovo parroco a “San Salvatore”
-
Cronaca1 settimana agoDi ritorno dal concerto di Geolier muore giovane di Biancavilla, ferita la figlia
-
Cultura4 settimane agoTommaso Lavenia salva 74 pupi siciliani: patrimonio Unesco ceduto a Biancavilla
-
Cronaca3 settimane agoOmicido Andolfi, si va in Appello: revocati i domiciliari per Santangelo




