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Bonanno al prefetto: «Una tenenza dei carabinieri da istituire a Biancavilla»

Messo a disposizione l’immobile di via Fratelli Cervi per potenziare la presenza di forze dell’ordine

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© Foto Biancavilla Oggi

L’incontro del sindaco di Biancavilla con il Prefetto di Catania, al Palazzo comunale, prima della cerimonia del “Giorno del Ricordo“, ha di fatto avviato il percorso per l’incremento delle forze dell’ordine nel territorio. Come richiesto da Antonio Bonanno, l’obiettivo è favorire l’evoluzione in Tenenza dell’attuale Stazione dei Carabinieri.

Al rappresentante dell’Ufficio territoriale del Governo il primo cittadino ha chiesto di avviare l’iter con una riunione del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica.

«Al Prefetto Maria Carmela Librizzi – osserva il sindaco Bonanno – ho ribadito la ferma volontà già espressa in precedenti comunicazioni. Mettiamo a disposizione dell’Arma dei Carabinieri i locali comunali di Via Fratelli Cervi e offriamo un contributo per la ristrutturazione dell’attuale Stazione. Tutto ciò per favorire l’aumento dell’organico e, se fosse possibile, anche la “trasformazione” da Stazione in Tenenza. Nel prefetto di Catania ho trovato, come al solito, una interlocutrice attenta e sempre disponibile».

La richiesta avanzata dal capo dell’amministrazione comunale tiene conto di un processo graduale di crescita di tutta la città divenuta polo d’attrazione per le strutture insediative e anche di svago.

«In questi anni – continua il sindaco Bonanno – l’espansione del territorio è stata inarrestabile. È necessario, quindi, che anche sul piano della sicurezza si garantita a Biancavilla la dotazione di uomini e mezzi che tenga conto di una realtà mutata in senso espansivo. La messa disposizione di locali comunali è quanto di meglio, da parte nostra, si possa fare».

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Politica

«Il sindaco ci dica se ci sono le condizioni per stare in maggioranza»

Dopo lo “strappo” in aula, intervento del gruppo “Noi per Biancavilla”: toni amari ma conciliatori

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«Amarezza per quanto accaduto e pieno consenso sulla scelta politica adottata dal consigliere Fabrizio Portale».

Si esprime in questi termini, Nino Finocchiaro, responsabile del gruppo “Noi per Biancavilla”, rappresentato in Consiglio Comunale da Portale. Il riferimento è allo “strappo” verificatosi in aula, quando il consigliere non ha partecipato al voto per la scelta dei componenti biancavillesi per l’assemblea dell’Unione dei Comuni della Val Simeto (Biancavilla, Adrano, Santa Maria di Licodia e Centuripe). Un voto che, di fatto, ha escluso Portale, preferendo altri tre componenti di maggioranza (Rosanna Bonanno, Giorgia Pennisi e Marco Cantarella), oltre all’unico componente di minoranza, Melissa Pappalardo, eletta di diritto.  

«Tale scelta operata con il consenso del sindaco Antonio Bonanno ha di fatto tradito gli impegni assunti nei riguardi della nostra lista, già esclusa da ogni rappresentanza istituzionale sia in Giunta che in Consiglio Comunale», attacca Finocchiaro, facendo eco alle dichiarazioni già espresse a caldo da Fabrizio Portale a Biancavilla Oggi. Quest’ultimo aveva “avvisato” il primo cittadino di valutare l’uscita dalla coalizione di maggioranza.

La richiesta al sindaco Bonanno

«Chiediamo al sindaco, quale garante degli impegni assunti con la nostra lista e con oltre mille cittadini che l’hanno votata, di conoscere – ribadisce ora Finocchiaro – se sussistono ancora le condizioni politiche che hanno dato luogo all’accordo in sede di campagna elettorale e se ritiene ancora necessaria ed indispensabile la nostra presenza all’interno della maggioranza».

I toni di Finocchiaro sono comunque conciliatori: «Il nostro consigliere, nell’interesse della Città, nonostante il trattamento subito è disponibile a sostenere come ha sempre fatto, tutti gli atti amministrativi che il sindaco e la Giunta Municipale fino ad oggi hanno adottato e adotteranno, previo coinvolgimento sulle scelte importanti per la nostra città. Non si può pretendere che una forza politica possa sostenere l’attività dell’amministrazione comunale, se dovesse persistere un atteggiamento di chiusura e di esclusione sulle scelte che l’amministrazione e la maggioranza che la sostiene compiono nell’adozione degli atti amministrativi».

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