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Le denunce del sindaco Antonio Bonanno, l’indignazione dei parenti delle vittime. Al Tg1, un servizio di Vittorio Romano racconta lo scandalo dei presunti report truccati all’assessorato regionale alla Salute sui morti Covid.

Una delle intercettazioni riguarda il caso che riguarda l’ospedale “Maria Santissima Addolorata”. Era inizio novembre, quando le ambulanze facevano la fila per lasciare in reparto i pazienti Covid.

«I deceduti glieli devo lasciare o glieli spalmo?», chiede la dirigente dell’assessorato, Letizia Di Liberti. «Ma sono veri?», chiede Razza. «Sì, solo che sono di 3 giorni fa», risponde. E Razza dà l’ok: «Spalmiamoli un poco».

Uno dei tanti dialoghi intercettati e che farebbero emergere un disegno per falsare i report, in modo da non fare piombare la Sicilia in misure restrittive più drastiche. Che gli aggiornamenti quotidiani sui contagi presentassero discrepanze con la realtà, all’epoca, è stato fatto notare con un nostro editoriale e lo aveva evidenziato il sindaco Antonio Bonanno.

Nessuno poteva immaginare che dietro, stando alle accuse mosse contro i vertici della sanità siciliana, ci fosse una scelta precisa per falsificare i report.

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Cronaca

Mafia a Biancavilla, sei nuove misure di sorveglianza speciale per “volti noti”

Provvedimenti eseguiti dalla Questura di Catania ed emessi dal Tribunale su richiesta della Procura

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Volti noti alle forze dell’ordine, in maniera particolare in riferimento al blitz “Onda d’urto”, eseguito a Biancavilla nel dicembre 2016. Adesso, sei di loro, sono sottoposti alle misure della sorveglianza speciale. Tutti indiziati di associazione a delinquere di stampo mafioso.

Si tratta di Giuseppe Amoroso, detto Pippo l’avvucatu, 49 anni, Fabio Amoroso (28 anni), Tino Caruso (43), Gregorio Gangi (32), Angelo Girasole (45) e Vincenzo Monforte (35).

I provvedimenti sono stati applicati nell’ultimo periodo dalla Questura ed emessi dal Tribunale di Catania – Sezione Misure di Prevenzione, su richiesta della Procura. I soggetti coinvolti sono ritenuti «socialmente pericolosi per la sicurezza pubblica».

Ai “nuovi” sorvegliati speciali, come previsto dal Codice Antimafia, invalidati i titoli per l’espatrio (carta d’identità, passaporto) e per la guida. Imposti anche diversi obbligh. Tra questi: darsi alla ricerca di stabile lavoro, non frequentare abitualmente persone già condannate, non rincasare oltre le ore 21.00 e non uscire prima delle ore 6.00. E ancora: non trattenersi abitualmente nei pubblici esercizi e non partecipare a pubbliche riunione, non detenere e non portare armi.

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