14112018GOODNEWS:

Uccise il marito Alfio a casa, Ingrassia fa ricorso in Cassazione

di Vittorio Fiorenza

Ricorre in Cassazione, Enza Ingrassia, già condannata in primo e secondo grado per l’uccisione del marito, Alfio Longo, colpito con un legno in testa, al culmine dell’ennesima lite nella villetta familiare di zona Vigne, a Biancavilla. La donna si rivolge agli Ermellini contro la sentenza emessa lo scorso giugno dalla Corte d’Assise d’Appello di Catania, che l’ha condannata a 12 anni di reclusione per omicidio volontario.

Effetto di un concordato tra la Procura generale, rappresentata da Angelo Busacca, ed il legale dell’imputata, l’avv. Pilar Castiglia. Due anni in meno, rispetto al verdetto con rito abbreviato del Giudice dell’udienza preliminare, Rosa Alba Recupido.

Il ricorso alla Suprema Corte, ora, è stato firmato dalla stessa Ingrassia e consegnato ai carabinieri di Mascalucia, centro in cui si trova la comunità “Major”, nella quale la donna è ai “domiciliari”.

«Si ritiene che il Giudice –viene riportato nel ricorso– abbia affermato la penale responsabilità della Ingrassia, non offrendo valide, logiche e congrue argomentazioni. Si ritiene, pertanto, che il Giudice non abbia, sufficientemente e congruamente argomentato la sentenza in oggetto essendosi limitato, solamente e semplicemente, a indicare come motivi i fatti giudiziari pregressi, non considerando che, il giudice nel desumere la personalità a delinquere del colpevole, non deve perdere di vista, non solo il fatto-reato, ma anche e soprattutto la personalità».

Personalità e inclinazioni soggettive dell’imputata che «vanno valutate con riferimento alla capacità a delinquere, intesa come attitudine del soggetto a commettere nuovi reati, quindi con una valutazione prognostica e non ante acta».

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