Istituzioni
L’associazione “Ad Maiora” chiede correttivi sui tributi da “rottamare”
Appello al Consiglio Comunale sulla misura per agevolare i cittadini in debito con Imu, Tasi e Tari
L’associazione “Ad Maiora” di Biancavilla rivolge un appello al presidente del Consiglio Comunale, a tutti i consiglieri e all’Amministrazione Comunale per correggere alcune criticità sulla cosiddetta “rottamazione quinquies”.
Si tratta dell’opportunità, cui ha aderito il Comune, attraverso la quale i cittadini che non hanno pagato Imu, Tasi e Tari degli anni passati, possono regolare i propri debiti in modo agevolato, pagando il solo capitale e le spese, senza sanzioni né interessi di mora. Le domande sono da presentare entro il 9 maggio. La somma debitoria si può pagare entro il 30 giugno in un’unica soluzione oppure fino ad un massimo di 48 rate.
L’associazione “Ad Maiora”, però, rileva alcuni aspetti da ritoccare ed avanza delle proposte. «Abbiamo raccolto diverse segnalazioni – dice il presidente Simone Tomaselli – da parte di cittadini e operatori economici che evidenziano una criticità rilevante: la previsione di una prima rata pari al 20% dell’importo complessivo dovuto.
Per molti, questa soglia rappresenta un ostacolo concreto all’accesso alla misura, rischiando di limitarne fortemente l’efficacia e di escludere proprio quei soggetti che la definizione agevolata dovrebbe aiutare».
Per questo motivo rivolgiamo, vengono avanzate delle precise proposte: innanzitutto ridurre la percentuale della prima rata. Poi, valutare di aumentare ulteriormente la possibilità di dilazione, rendendo i pagamenti più sostenibili.
«Siamo convinti – conclude Tomaselli – che piccoli correttivi possano rendere questa misura davvero accessibile a tutti, ampliando la platea dei beneficiari e garantendo al tempo stesso un maggiore recupero delle risorse per il Comune. L’obiettivo è semplice: trasformare una buona misura in una misura davvero efficace».
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Istituzioni
Carabinieri, in congedo dopo 35 anni di servizio il magg. Roberto Rapisarda
Tra gli incarichi ricoperti nella sua lunga carriera, quello di comandante della stazione di Biancavilla
Fu alla guida della stazione dei carabinieri di Biancavilla per quattro anni, durante i quali si è distinto per il rapporto instaurato con i cittadini e le diverse realtà sociali. Al suo periodo di servizio si legano diverse attività (dalle operazioni “Onda d’urto”, “Reset”, “Città blindata” ai fatti e alle violenze della “fiera del bestiame”). «Io, un carabiniere tra la gente», il titolo dell’intervista rilasciata nel febbraio 2019 a Biancavilla Oggi, in occasione del suo trasferimento ad altro incario.
Adesso, compiuti 60 anni di età, il Maggiore Roberto Rapisarda ha concluso il proprio servizio attivo nell’Arma dei Carabinieri, ponendo termine a un percorso professionale lungo oltre trentacinque anni, contraddistinto da dedizione, elevata professionalità e profondo senso delle istituzioni. Il suo ultimo incarico è stato quello di Comandante del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Acireale, assunto nel marzo 2025, a coronamento di una carriera articolata e ricca di esperienze operative e di comando.
L’arruolamento nel 1990
Arruolatosi nell’Arma nel settembre del 1990, dopo la formazione presso le scuole allievi di Velletri e Firenze, il Maggiore Rapisarda ha mosso i primi passi da sottufficiale in Lombardia, prestando servizio dapprima alla Stazione Carabinieri di Casargo e successivamente a quella di Olginate, in provincia di Lecco, dove ha consolidato le basi della propria esperienza territoriale. Negli anni successivi, la sua carriera ha assunto una significativa connotazione operativa in ambito navale. Dopo aver frequentato il corso per comandante di motovedetta d’altura, ha prestato servizio ad Alghero come vicecomandante di motovedetta, svolgendo anche incarichi a Oristano e Tortolì, per poi assumere il comando della Motovedetta d’Altura di Lampedusa, esperienza particolarmente intensa e formativa in un contesto delicato come quello del controllo delle frontiere marittime e dei flussi migratori.
Sempre in qualità di Maresciallo, ha poi guidato la Stazione Carabinieri di Lampedusa, successivamente quelle di Fiumefreddo di Sicilia, Palagonia e Biancavilla, distinguendosi in territori complessi e delicati sul piano del contrasto alla criminalità e della tutela della sicurezza pubblica. Nel 2006 ha inoltre preso parte a una missione internazionale in Iraq, ulteriore testimonianza della sua disponibilità al servizio anche in scenari operativi internazionali.
Nel 2021 il passaggio al ruolo Ufficiali ha segnato una nuova fase della sua carriera, con la nomina a Sottotenente e le successive promozioni fino al grado di Maggiore. Da Ufficiale ha comandato il Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Randazzo e, infine, quello di Acireale, mettendo a disposizione dell’Istituzione il patrimonio di esperienza maturato in decenni di servizio operativo.
Roberto Rapisarda, non soltanto un carabiniere
Ma Roberto Rapisarda non è stato soltanto un Ufficiale dell’Arma. Parallelamente alla carriera militare, ha coltivato una profonda sensibilità umana e culturale che lo ha portato a distinguersi anche come scrittore e volontario impegnato in missioni umanitarie. La sua esperienza diretta con il fenomeno migratorio vissuta durante il servizio a Lampedusa, ha trovato espressione nel romanzo “Vite Annegate”, opera intensa e profondamente attuale dedicata al tema dell’immigrazione e della dignità umana. Il libro ha ottenuto significativi riconoscimenti, tra cui il Premio Letterario Nazionale “Circe”, assegnato per la capacità di offrire una riflessione autentica e disarmante su un fenomeno che continua a interrogare le coscienze.
Accanto alla scrittura, Rapisarda ha dedicato parte del proprio tempo anche all’impegno umanitario in Africa, partecipando come volontario a missioni nei Paesi più poveri del continente. Tra queste, particolarmente significativa l’esperienza vissuta a Mbweni, poverissimo villaggio della Tanzania, dove ha prestato il proprio aiuto in favore di oltre 100 bambini orfani ospitati nel “Villaggio della Gioia”. Un’esperienza che ha ulteriormente consolidato quella visione profondamente umana e solidale che ha accompagnato tutta la sua vita personale e professionale, fondata sulla convinzione che dietro ogni emergenza, ogni conflitto e ogni fenomeno migratorio vi siano anzitutto persone, storie e dignità da riconoscere e tutelare.
Un ufficiale di grande esperienza
Nel corso della sua lunga carriera, il Maggiore Rapisarda ha ricevuto numerosi riconoscimenti e attestazioni di merito per l’attività investigativa e di comando svolta, distinguendosi per professionalità, equilibrio e spiccato senso del dovere.
Con il suo congedo, l’Arma dei Carabinieri saluta non soltanto un Ufficiale di grande esperienza, ma un uomo che ha interpretato la divisa come autentico servizio alla collettività, dentro e fuori l’uniforme, lasciando un esempio di umanità, dedizione e valori che continuerà a rappresentare un punto di riferimento per i colleghi e per le nuove generazioni di Carabinieri.
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Istituzioni
«Cimitero tra erbacce e incuria, così non viene garantito il decoro minimo»
Lo denunciano i “Democratici per Biancavilla”, sollecitando il Comune ad intervenire immediatamente
«Nel giorno della Festa della Mamma, centinaia di cittadini si sono recati al cimitero per portare un fiore, una preghiera, un momento di raccoglimento. Ad accoglierli, però, non è stato il rispetto dovuto a un luogo sacro, ma erbacce, incuria e abbandono».
Lo scrivono i Democratici per Biancavilla, in una nota inoltrata alla stampa da Alfio Distefano. Una denuncia pubblica sullo stato in cui si trova il cimitero.
«È vergognoso che l’amministrazione comunale – viene sottolineato – non riesca nemmeno a garantire il decoro minimo dell’area cimiteriale, nonostante pulizia e scerbamento siano previsti dal capitolato d’appalto e pagati dai cittadini attraverso la Tari».
«Non si tratta soltanto di estetica. Si tratta – prosegue la nota – di dignità, rispetto e senso delle istituzioni. Lasciare il cimitero in queste condizioni significa mancare di rispetto ai defunti e alle famiglie biancavillesi».
Da qui, la richiesta di specifici e immediati interventi immediati: «La cura del cimitero non può essere un favore occasionale né un intervento dell’ultimo minuto. Deve essere una priorità costante per qualsiasi amministrazione che abbia rispetto della propria comunità».
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