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Istituzioni

L’associazione “Ad Maiora” chiede correttivi sui tributi da “rottamare”

Appello al Consiglio Comunale sulla misura per agevolare i cittadini in debito con Imu, Tasi e Tari

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© Foto Biancavilla Oggi

L’associazione “Ad Maiora” di Biancavilla rivolge un appello al presidente del Consiglio Comunale, a tutti i consiglieri e all’Amministrazione Comunale per correggere alcune criticità sulla cosiddetta “rottamazione quinquies”.

Si tratta dell’opportunità, cui ha aderito il Comune, attraverso la quale i cittadini che non hanno pagato Imu, Tasi e Tari degli anni passati, possono regolare i propri debiti in modo agevolato, pagando il solo capitale e le spese, senza sanzioni né interessi di mora. Le domande sono da presentare entro il 9 maggio. La somma debitoria si può pagare entro il 30 giugno in un’unica soluzione oppure fino ad un massimo di 48 rate.

L’associazione “Ad Maiora”, però, rileva alcuni aspetti da ritoccare ed avanza delle proposte. «Abbiamo raccolto diverse segnalazioni – dice il presidente Simone Tomaselli – da parte di cittadini e operatori economici che evidenziano una criticità rilevante: la previsione di una prima rata pari al 20% dell’importo complessivo dovuto.
Per molti, questa soglia rappresenta un ostacolo concreto all’accesso alla misura, rischiando di limitarne fortemente l’efficacia e di escludere proprio quei soggetti che la definizione agevolata dovrebbe aiutare».

Per questo motivo rivolgiamo, vengono avanzate delle precise proposte: innanzitutto ridurre la percentuale della prima rata. Poi, valutare di aumentare ulteriormente la possibilità di dilazione, rendendo i pagamenti più sostenibili.

«Siamo convinti – conclude Tomaselli – che piccoli correttivi possano rendere questa misura davvero accessibile a tutti, ampliando la platea dei beneficiari e garantendo al tempo stesso un maggiore recupero delle risorse per il Comune. L’obiettivo è semplice: trasformare una buona misura in una misura davvero efficace».

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All’Istituto comprensivo “Bruno” inaugurata la prima mensa scolastica

La struttura, destinata ai bambini delle sezioni dell’infanzia, operativa dal prossimo anno scolastico

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Per la prima volta, una scuola di Biancavilla ha una mensa. I primi ad usufruirne sono i bambini delle azione dell’infanzia dell’Istituto comprensivo “Antonio Bruno”. La mensa sarà in funzione dal prossimo anno scolastico, ma è già stata allestita. L’inaugurazione è avvenuta con il sindaco Antonio Bonanno.

«Ogni investimento fatto sui bambini è un investimento sul futuro della nostra comunità – dice Antonio Bonanno –. Con determinazione abbiamo scelto di rimettere la scuola al centro: nuovi asili nido, edifici più sicuri, servizi migliori. Oggi aggiungiamo un tassello fondamentale. Quando mi sono insediato non avrei mai pensato di poter arrivare a 4 mense scolastiche comunali: partire da zero e raggiungere questo obiettivo sa di prodigioso».

La nuova mensa non sarà soltanto un servizio di refezione, ma un vero e proprio luogo di educazione alimentare. A tavola, i bambini impareranno a mangiare correttamente, a scoprire i sapori autentici del territorio e a condividere. In occasione dell’inaugurazione, i piccoli hanno già avuto il piacere di gustare succhi di ficodindia e succhi d’arancia di due aziende locali.

La mensa, una volta che entrerà in funzione con le nuove iscrizioni, consentirà l’attivazione del tempo pieno. Un’innovazione che porterà anche nuovi posti di lavoro, grazie a un organico maggiore nelle scuole.

«Oggi è una giornata di festa – prosegue il primo cittadino – perché con l’apertura di questa mensa centriamo un grande obiettivo: permettere il tempo prolungato ai nostri bambini e consentire loro di vivere in una bella struttura. Biancavilla sta cambiando, sta nascendo una città a misura di bambino e misura di famiglia».

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Istituzioni

Prg, il Comune vince in Appello: respinto risarcimento di 164mila euro

Il caso riguarda i “vincoli espopriativi”: quattro ricorrenti avanzavano la pretesa di un indennizzo

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Il Comune di Biancavilla ha ottenuto una piena vittoria davanti alla Corte d’Appello di Catania. I giudici hanno respinto la richiesta di quattro ricorrenti – rappresentati dall’avv. Andrea Ingiulla – che chiedevano all’Ente un risarcimento di oltre 164.000 euro, sostenendo che il Piano Regolatore Generale del 2020 avesse imposto un vincolo espropriativo sulle loro proprietà.

Si tratta di quattro comproprietari di un terreno e di un fabbricato nel territorio comunale, che lamentavano che la destinazione delle loro proprietà a «Zona F – Attrezzature scolastiche di progetto» nel PRG 2020 avesse reiterato un vincolo espropriativo già presente nel piano regolatore del 1993, e chiedevano quindi il pagamento di un’indennità.

La decisione della Corte

La Corte d’Appello — Prima Sezione Civile — ha dato ragione al Comune su tutti i punti di merito, accogliendo la tesi difensiva degli avv. Andrea Scuderi e Giorgia Letizia Motta.

I giudici hanno chiarito un principio fondamentale: destinare un’area a strutture scolastiche non significa espropriare i privati. Si tratta di una scelta urbanistica di carattere generale — cosiddetto vincolo “conformativo” — che riguarda interi ambiti del territorio, non singoli immobili. Le stesse Norme Tecniche del PRG 2020 prevedono espressamente che tali interventi possano essere realizzati anche da privati, senza necessità di esproprio. I ricorrenti sono stati condannati a pagare le spese legali a favore del Comune.

Altri ricorsi pendenti

La sentenza assume un rilievo che va oltre il singolo caso. Risultano, infatti, pendenti altri ricorsi, relativi ad aree con destinazioni urbanistiche diverse da quella scolastica, in attesa di essere esaminati dall’autorità giudiziaria.

«L’amministrazione comunale – si legge in una nota del Comune – auspica che i giudici chiamati a pronunciarsi su tali controversie adottino un criterio interpretativo altrettanto attento ed equilibrato riconoscendo la natura conformativa — e non espropriativa – e la correttezza delle scelte di pianificazione del territorio contenute nel PRG 2020».

Dal suo canto, il sindaco Antonio Bonanno «esprime soddisfazione per l’esito del giudizio, che conferma la piena legittimità delle scelte urbanistiche effettuate nell’interesse dell’Ente e della collettività. La destinazione delle aree viene perseguita nel rispetto della legge e dei diritti di tutti i cittadini».

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