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Cronaca

Anziani in fila all’ufficio postale, scatta la vigilanza dei carabinieri

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Con l’erogazione delle pensioni e delle tredicesime, al via un servizio di prevenzione di rapine e furti da parte dei militari. La loro presenza sarà garantita quotidianamente a lungo periodo. Analoga attività al mercato e in zone rurali ha determinato un calo drastico di reati. 

 

di Vittorio Fiorenza

Carabinieri in divisa ma anche in borghese, dentro e fuori, dall’ufficio postale di Biancavilla. Un servizio di controllo che è scattato in coincidenza del periodo di erogazione delle pensioni e delle tredicesime e che comunque proseguirà in maniera costante.

Si tratta di un’attività dei militari della stazione biancavillese per prevenire scippi e rapine, soprattutto ai danni di persone anziane, le più vulnerabili e per questo prese di mira dai malviventi.

La presenza dei carabinieri è stata particolarmente apprezzata dal personale di Poste Italiane, così come dagli utenti: funge da deterrente per i malintenzionati e trasmette sicurezza.

Analoghi servizi da parte dei militari dell’Arma, nelle ultime settimane, sono stati estesi sia al mercato settimanale di via Turati e dintorni (teatro di scippi nei confronti di donne e anziani) sia nelle zone di campagna e nelle contrade delle “Vigne” (teatro di furti e saccheggi ai danni di case rurali e coltivazioni).

Tutti interventi di vigilanza che si inquadrano in una più ampia ed articolata attività di prevenzione. Attività che, in maniera concreta, hanno fatto registrare un drastico calo a Biancavilla di reati di furto, rapina e scippi. Motivo per cui i controlli dei militari e la presenza su strada e nei “punti sensibili” (come l’ufficio postale o il mercato settimanale, appunto) saranno garantiti in maniera quotidiana.

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Cronaca

Fuochi d’artificio e rombi di motori per l’ultimo saluto ad Antonio Andolfi

Funerali nella chiesa del “Santissimo Salvatore” per il giovane ucciso nelle campagne di Centuripe

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Fuochi d’artificio fuori dall’abitazione di Spartiviale, all’ingresso della chiesa del “Santissimo Salvatore” e al cimitero. Un corteo con moto e scooter lungo le strade del centro storico. Clacson e rombo di motori. Striscioni e palloncini. Applausi e lacrime.

Così è avvenuto l’ultimo saluto ad Antonio Andolfi, il giovane biancavillese di 20 anni ucciso con un colpo di pistola, durante un inseguimento, nelle campagne di Centuripe.

I funerali li ha celebrati il parroco don Salvatore Verzì. All’interno della chiesa di viale Europa, silenzio e raccoglimento, attorno alla bara bianca.

«Bisogna alzare lo sguardo a Cristo – ha detto padre Verzì – perché guardando Cristo l’uomo, chiunque esso sia, può ritrovare la vera immagine di sé e così non fare del suo cuore un luogo di barbarie». Il sacerdote si è rivolto in modo particolare ai giovani presenti: «La vita è sacra, altrimenti è davvero la barbarie. Solo Cristo ha il potere di liberarci della morte qualsiasi forma essa assuma».

Per ragioni di prevenzione di ordine pubblico, a seguire e monitorare lo svolgimento, come accade in casi del genere, c’erano carabinieri in divisa e in borghese.

Indagini ancora in corso

Sul fronte delle indagini, nonostante sia stato sottoposto a fermo il 46enne Salvatore Santangelo per gravi indizi di colpevolezza, il lavoro dei militari non è ancora concluso. Proseguono approfondimenti e acquisizioni di informazioni. Il fascicolo dell’inchiesta è ora sul tavolo della Procura di Enna, competente per territorio.

Il movente è stato indicato in una serie di dissidi tra il presunto omicida e la vittima per questioni legate a terreni e pascoli di ovini. Al vaglio degli inquirenti, episodi che si riferiscono agli ultimi due anni. L’ultima discussione è degenerata in lite. Ne è nato un inseguimento nelle strade di campagna. Santangelo, con la sua jeep, si è ritrovato affiancato al furgoncino in cui viaggiava Andolfi, e ha cominciato a sparare. Almeno tre colpi di pistola. Uno ha centrato il giovane al torace, come accertato pure dall’esame autoptico.

Il conducente del furgone – anche lui allevatore – ha proseguito la corsa fino all’ospedale di Biancavilla, ma il 20enne era già spirato durante il tragitto. Ai carabinieri della compagnia di Paternò e della stazione di Biancavilla è bastato poco per rintracciare Santangelo, che non era ancora rientrato a casa e che subito ha assunto un atteggiamento collaborativo.

Assistito dall’avv. Giuseppe Milazzo, si attende per lui una nuova convalida del fermo da parte del gip del Tribunale di Enna, dopo quello disposto in un primo momento a Catania. Resta chiuso in una cella del carcere catanese di piazza Lanza. Gli vengono contestati l’omicidio di Andolfi, il tentato omicidio del conducente del furgoncino e il porto illegale d’arma da fuoco.

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