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Indagini sul tentato omicidio: si scruta su facebook e whatsapp

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La caserma dei carabinieri di piazza Verga, a Catania, e Marcello La Delfa

Dalla triangolazione amorosa al tentato omicidio. Prosegue il lavoro dei magistrati sul ferimento di Antonio Erba. Acquisito il contenuto dei cellulari della vittima, del suo feritore, Marcello La Delfa, e della moglie di quest’ultimo.

 

di Vittorio Fiorenza

Trame e intrecci di una relazione sentimentale da svelare attraverso sms, facebook e whatsapp. Le indagini sul tentato omicidio di Antonio Erba, operaio di 27 anni, avvenuto a Biancavilla per mano del 35enne Marcello La Delfa, si arricchiscono di un corposo pacchetto di comunicazioni.

Uno scambio di messaggi fondamentale per chiarire una vicenda dal classico schematismo del “lui, lei e l’altro”. Nella caserma dei carabinieri di piazza Verga, a Catania, sono stati esaminati gli smartphone del giovane ferito (ancora ricoverato al “Cannizzaro”), del suo feritore (rinchiuso nel carcere di piazza Lanza, in attesa che si pronunci il Tribunale del riesame) e della moglie di quest’ultimo.

Gli esperti dell’Arma dei carabinieri, alla presenza dei legali delle parti, gli avv. Maria Carmela Di Mattea e Giuseppe Milazzo, hanno estrapolato tutto il contenuto dai cellulari, sequestrati subito dopo la sparatoria.

Sarà compito del pubblico ministero Michela Maresca individuare il materiale utile ai fini probatori, verificando il tenore dei messaggi e soprattutto la loro sequenza temporale.

La Delfa ha dichiarato che Erba continuava ad avere attenzioni nei confronti della moglie, motivo che gli avrebbe fatto impugnare una pistola e sparare tre colpi contro il presunto rivale.

Il 27enne, invece, ha sottolineato che il legame sentimentale era durato qualche mese, tra maggio e giugno, e tutto era finito, bloccando ogni comunicazione, appena scoperto che la donna (conosciuta su facebook) avesse una relazione coniugale complicata.

Eppure, in un’occasione, La Delfa gli avrebbe tagliato la strada in macchina con il “consiglio” di andarsene da Biancavilla. C’era stato pure un incontro a tre, ma non è servito a chiarire. Erba –lo ha detto ai magistrati– si sentiva braccato e in costante minaccia. Timori materializzatisi quel 5 agosto, in via San Zenone, mentre a piedi tornava a casa dal lavoro.

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Cronaca

Violenta lite tra due uomini all’Idria, carabinieri aggrediti e minacciati

Calci e pugni ai militari intervenuti sul posto: «Ve la faccio finire male, vi ammazzo a tutti quanti»

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Un uomo di 38 anni è stato arrestato dai Carabinieri della Stazione di Biancavilla per di minaccia, resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale. Un 37enne è stato denunciato per lesioni personali. Entrambi protagonisti di una lite, in piazza Cavour, ai piedi della chiesa dell’Idria, nel centro storico di Biancavilla.

Su disposizione della centrale operativa della Compagnia dei Carabinieri di Paternò, che aveva ricevuto tramite 112 una segnalazione, i militari di pattuglia si sono recati immediatamente sul posto.

Nemmeno il tempo di scendere dall’auto di servizio, che i militari si son visti parare davanti il 38enne. Senza mascherina e il volto insanguinato, nonché in evidente stato di alterazione psicofisica dovuta all’assunzione di alcool, li ha aggrediti con calci e pugni. E poi urla contro di loro: «Non servite a nulla! Io faccio parte di un clan mafioso di Adrano! Ora ve la faccio finire male! Ora vi mando tutti in ospedale! Appena mi liberate vi ammazzo a tutti quanti».        

Dopo una violenta colluttazione, i carabinieri sono comunque riusciti a bloccarlo e ammanettarlo. I militari hanno accertato che poco prima, al termine di un’animata lite, il 38enne era stato colpito al volto dal 37enne, quest’ultimo risultato l’ex marito dell’attuale compagna dell’altro. L’arrestato è stato accompagnato all’Ospedale “San Marco” di Catania, dove i medici del pronto soccorso gli hanno diagnosticato un “trauma facciale con ematomi al viso”, giudicato guaribile in 30 giorni.

La solidarietà del sindaco ai carabinieri

«Ritengo doveroso esprimere tutta la mia vicinanza ai carabinieri che ieri sera sono stati minacciati e vessati da due persone», ha detto il sindaco Antonio Bonanno per manifestare solidarietà alla stazione di via Benedetto Croce.

«Il lavoro dei militari della nostra Stazione è impagabile. Sempre in prima linea a fronteggiare anche l’emergenza sanitaria in corso. La loro efficienza e sensibilità -ha concluso il primo cittadino- si stanno rivelando fondamentale. A loro, va tutto il nostro sostegno».

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