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Fu sorpreso con un mini arsenale: condanna definitiva per Amoroso

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La Polizia di Stato ha dato esecuzione ad un ordine di carcerazione emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Catania, nei confronti di Vito Amoroso, classe 1967, pregiudicato, condannato in via definitiva alla pena di 4 anni e 4 mesi di reclusione per il reato di detenzione illegale di armi clandestine, munizionamento e ricettazione.

Il provvedimento si riferisce all’arresto effettuato dalla Squadra Mobile il 4 agosto 2013 allorquando, a seguito di perquisizione eseguita presso l’abitazione catanese di Amoroso, furono rinvenute e sequestrate 5 pistole con matricola abrasa, complete di caricatori e cartucce, 2 caricatori completi di cartucce ed un numeroso munizionamento di vario calibro.

Noto per essere stato coinvolto in varie operazioni antimafia degli anni ’90, lo scorso dicembre, Amoroso, ritenuto esponente di rango apicale del clan biancavillese, è stato tratto in arresto nell’ambito del blitz “Adernò” eseguito dalla Squadra Mobile e dal Commissariato di Adrano poiché ritenuto responsabile di reati in materia di sostanze stupefacenti. Per tale motivo, quest’ultimo provvedimento gli è stato notificato in carcere.

►VIDEO Operazione “Adernò”: l’arresto di Vito Amoroso

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Cronaca

Mega rissa familiare in pieno centro: denunciati in 16 (fra cui tre minorenni)

La lite accesa dalla scoperta di un episodio di dieci anni fa sulle morbose “attenzioni” di uno zio

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Ci sono anche tre minorenni tra le 16 persone denunciate dai carabinieri della stazione di Biancavilla. Sono tutti biancavillesi, nessuno straniero: dettaglio che specifichiamo per evitare facili strumentalizzazioni. I reati contestati sono rissa aggravata, lesioni personali, minacce gravi e danneggiamento.

Tutto è scattato alle ore 23, quando gli addetti alla vigilanza del pronto soccorso dell’ospedale “Maria Santissima Addolorata” di Biancavilla avevano disperatamente richiesto l’assistenza dei carabinieri a seguito di una maxi rissa. Una rissa tra circa 25 persone, quasi tutti facenti parte dello stesso nucleo familiare, alcuni dei quali feriti e sanguinanti.

I militari sono subito intervenuti ma tra i “contendenti” c’era ritrosia nel fornire informazioni sulle cause che avevano scatenato la mega lite. Ad ogni modo, i carabinieri hanno appreso che la discussione sarebbe degenerata per la confidenza fatta da una ragazza, oggi 22enne, al proprio compagno. Questi avrebbe così appreso delle presunte morbose attenzioni ricevute da lei circa dieci anni prima da parte dello zio, allora 44enne.

Immediata la reazione del giovane che, raggiunta l’abitazione dello zio nei pressi dell’ospedale di Biancavilla, si è scagliato contro di lui prendendolo a pugni, salvo poi allontanarsi come rilevato da una telecamera della zona.

La reazione dello zio non si è fatta attendere. Assieme ai propri nipoti, ai quali si era rivolto chiedendo il loro aiuto, avrebbe dato inizio alle “ostilità” recandosi nelle vicinanze di Villa delle Favare, presso l’abitazione della “controparte”. E qui, tra minacce e richieste di chiarimento, le due fazioni si sono lasciate andare ad una vera e propria disputa senza esclusione di colpi. Usati pure mazze da baseball e manici di scopa. Danneggiando anche le autovetture parcheggiate.

I tre minori coinvolti (il più piccolo tra l’altro di soli nove anni) si sono attivamente impegnati nello scontro e, come tutti, immortalati dagli impianti di videosorveglianza della zona che hanno documentato la loro foga.

Nei giorni successivi i militari hanno registrato la visita in caserma di molti dei partecipanti alla rissa. Vicendevolmente hanno sporto formale querela nei confronti degli “avversari”. Ma nulla hanno potuto opporre alla denuncia per rissa aggravata formulata a loro carico dai carabinieri.

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