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«Al Parco “Diritti dell’infanzia” da 20 giorni ramaglie lasciate in strada»

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L’amministrazione comunale -è cosa evidente- non brilla affatto per la cura degli spazi pubblici (le foto, i video e l’osservazione di ogni cittadino travolgono qualsiasi becera ed anacronistica propaganda televisiva). Il resto lo compie certamente la diffusa inciviltà dei cittadini, peraltro lasciata sempre impunita: sta qui la doppia responsabilità del Comune.

Ma persino quando l’amministrazione interviene, non sembra capace di portare il lavoro a compimento. È indicativo il caso segnalatoci da un nostro lettore: quello del Parco “Diritti dell’infanzia”.

«Sono un semplice cittadino che paga le tasse comunali come tutti, almeno spero… Avete visto –ci chiede il lettore– in che stato hanno lasciato il Parco “Diritti dell’infanzia”, dopo la potatura degli alberi? Passate, troverete un bell’articolo da fare… Io mi sono arreso con le denunce e le segnalazioni. Spero che voi non sarete una delusione come gli altri».

Ed eccoci qui ad evidenziare l’ennesima inefficienza pubblica. Nella segnalazione si fa presente che la potatura è stata effettuata una ventina di giorni fa, ma la ramaglia è rimasta lì, in diversi cumuli.

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Diverse settimane fa, altri lettori ci avevano segnalato lo stato pietoso dello spazio, che, a dispetto del nome che porta, non aveva un bella accoglienza per i bambini.

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Si chiama Parco “Diritti dell’infanzia”, ma qui i bambini giocano tra i rifiuti

Poi si è decisa una pulizia e la potatura degli alberi. Ma evidentemente, come mostrano le foto, il lavoro è stato fatto a metà, se da venti giorni –stando a quanto lamentato dal nostro lettore– nessuno ha provveduto alla pulizia.

Il Comune ha provveduto alla potatura anche in altre aree del paese. Ma i rami tagliati rimangono in strada. Emblematico lo scenario di via Giacomo Matteotti, come mostra questo video.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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Da Biancavilla in direzione Catania: l’assurda calca sul vagone della Fce

Un’immagine eloquente inviataci da una nostra lettrice su come si viaggia sulla Circumetnea

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© Foto Biancavilla Oggi

Niente assembramenti, restrizioni sugli orari nei locali, regole su distanziamento, mascherine da indossare. D’accordo, serve a ridurre le occasioni di contatto e diffusione del coronavirus. Ma resta un aspetto critico ed irrisolto: quello dei trasporti pubblici. Un ‘esempio? La calca sulla Fce da Biancavilla verso Catania.

La foto che pubblichiamo è eloquente. Una nostra lettrice di Biancavilla l’ha inviata alla nostra redazione. «Mando delle foto di stamattina scattate in littorina. Ore 7, un solo vagone per Catania».

È venerdì mattina del 16 ottobre, ma è così tutti i giorni. Studenti e lavoratori pendolari si recano alle fermate della Ferrovia Circumetnea in attesa del treno diretto a Catania, passando per i vari paesi. Ognuno è diretto a scuola o in ufficio. C’è chi prende la littorina per andare in strutture pubbliche.

Questo è lo scenario: calca sul vagone. Viaggiatori ammassati occupano tutti i posti e gli spazi del corridoio. Nonostante portino tutti la mascherina, il contatto è troppo stretto. Comprensibile la preoccupazione. Eppure, c’è chi non può fare a meno del trasporto pubblico. In primis, gli studenti ma non soltanto loro. E quella foto della calca sulla littorina Fce, che da Biancavilla porta a Catania, fa una certa impressione. Soprattutto in un contesto -come quello delle ultime ore- in cui i contagi sono in aumento anche nel nostro comprensorio.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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