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Il macigno dell’Imu sugli agricoltori: «Si faccia ricorso per sopprimerla»

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Il macigno dell’«Imu agricola» è definitivamente legge. Agricoltori e piccoli proprietari di terreni in apprensione anche a Biancavilla.

«Chiediamo al sindaco del Comune di Biancavilla di attivarsi –si legge in una nota delle forze del Centrodestra– con tutti gli strumenti a sua disposizione, compresi i meccanismi giuridici, per ricorrere alla soppressione della legge, così come peraltro hanno già fatto altri comuni».

L’opposizione, in sostanza, chiede un intervento più incisivo, rispetto al già annunciato ricorso al Tar Lazio dell’amministrazione Glorioso in materia di esenzione dell’imposta.

«L’imposta –sottolineano i consiglieri di minoranza– colpirà soprattutto il sud della nostra Nazione e specialmente la Sicilia e la nostra zona etnea che vedono una parte importante della propria economia concentrata nell’agricoltura. L’Imu sui terreni agricoli porterà sicuramente ad un tracollo economico in questo determinato settore, con il rischio di una contrazione degli investimenti ed una ricaduta negativa sui consumi, sull’economia e sull’occupazione».

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«Il sindaco ci dica se ci sono le condizioni per stare in maggioranza»

Dopo lo “strappo” in aula, intervento del gruppo “Noi per Biancavilla”: toni amari ma conciliatori

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«Amarezza per quanto accaduto e pieno consenso sulla scelta politica adottata dal consigliere Fabrizio Portale».

Si esprime in questi termini, Nino Finocchiaro, responsabile del gruppo “Noi per Biancavilla”, rappresentato in Consiglio Comunale da Portale. Il riferimento è allo “strappo” verificatosi in aula, quando il consigliere non ha partecipato al voto per la scelta dei componenti biancavillesi per l’assemblea dell’Unione dei Comuni della Val Simeto (Biancavilla, Adrano, Santa Maria di Licodia e Centuripe). Un voto che, di fatto, ha escluso Portale, preferendo altri tre componenti di maggioranza (Rosanna Bonanno, Giorgia Pennisi e Marco Cantarella), oltre all’unico componente di minoranza, Melissa Pappalardo, eletta di diritto.  

«Tale scelta operata con il consenso del sindaco Antonio Bonanno ha di fatto tradito gli impegni assunti nei riguardi della nostra lista, già esclusa da ogni rappresentanza istituzionale sia in Giunta che in Consiglio Comunale», attacca Finocchiaro, facendo eco alle dichiarazioni già espresse a caldo da Fabrizio Portale a Biancavilla Oggi. Quest’ultimo aveva “avvisato” il primo cittadino di valutare l’uscita dalla coalizione di maggioranza.

La richiesta al sindaco Bonanno

«Chiediamo al sindaco, quale garante degli impegni assunti con la nostra lista e con oltre mille cittadini che l’hanno votata, di conoscere – ribadisce ora Finocchiaro – se sussistono ancora le condizioni politiche che hanno dato luogo all’accordo in sede di campagna elettorale e se ritiene ancora necessaria ed indispensabile la nostra presenza all’interno della maggioranza».

I toni di Finocchiaro sono comunque conciliatori: «Il nostro consigliere, nell’interesse della Città, nonostante il trattamento subito è disponibile a sostenere come ha sempre fatto, tutti gli atti amministrativi che il sindaco e la Giunta Municipale fino ad oggi hanno adottato e adotteranno, previo coinvolgimento sulle scelte importanti per la nostra città. Non si può pretendere che una forza politica possa sostenere l’attività dell’amministrazione comunale, se dovesse persistere un atteggiamento di chiusura e di esclusione sulle scelte che l’amministrazione e la maggioranza che la sostiene compiono nell’adozione degli atti amministrativi».

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