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«Acqua melmosa del depuratore usata per irrigare i campi, pratica diffusa»

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di Vittorio Fiorenza

«Certo che succede: in tanti irrigano i loro fondi agricoli con quell’acqua putrida che fuoriesce dal depuratore del Comune. Da oltre dieci anni mi occupo delle mie campagne e l’ho visto fare a tanti».

Accetta di parlare, a condizione che il suo nome e la sua identità non siano svelati. È un agricoltore che cura le sue proprietà e che ben conosce il percorso dell’acqua che fuoriesce dall’impianto di depurazione.

Che percorso è?
È un percorso lasciato libero, non controllato, non monitorato mai da nessuno. È acqua buttata a “vadduni”, come diciamo noi.

E cosa succede?
Succede che da questo percorso viene intercettata l’acqua e poi viene incanalata e utilizzata per irrigare i campi.

È una prassi diffusa?
Più che diffusa, direi diffusissima.

Mai nessuno ha controllato?
Mai, non ho visto mai nessuno. Eppure, chi sta a Biancavilla e ha a che fare con le campagne e l’agricoltura, non può non conoscere questa realtà.

Pur sapendo che non si deve fare ed è illegale.
La cosa assurda è che, per esempio anziani contadini, non hanno la consapevolezza piena che questa prassi sia illegale. Lo hanno sempre fatto. Quindi paradossalmente non hanno la reale percezione della gravità di questa abitudine.

Non vedono i loro alberi meno rigogliosi, i loro frutti meno genuini?
Guardi, capita l’esatto contrario. Sarà che quell’acqua torbida è ricca di materiale organico, sta di fatto che gli alberi e i frutti presentano un ottimo aspetto. Esternamente non si vede nessun effetto, anzi. Poi, se avranno conseguenze o meno sulla salute, non saprei dirlo.

Però, dopo gli interventi al depuratore dell’ultimo anno, si vede che l’acqua è meno torbida?
A me sembra uguale, fa sempre puzza. Ma è solo un’impressione a vista d’occhio.

Lei l’ha utilizzata?
No, mai. E mi girano i coglioni a sapere e vedere che altri la utilizzano.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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Impennata Covid, a Biancavilla il 30% di casi in più negli ultimi 15 giorni

Sono 183 i biancavillesi con positività al virus: +32 “nuovi ingressi” registrati in due settimane

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Non se ne parla, i “bollettini” hanno interrotto la loro periodicità. Ma il Covid non arretra. Anzi, secondo gli ultimi dati verificati da Biancavilla Oggi, nella nostra città c’è –in linea con il trend nazionale– un aumento dei nuovi casi.

Se confrontiamo le statistiche delle ultime due settimane, l’incremento dell’incidenza della positività al coronavirus è balzata di circa il 30%. Se 15 giorni fa, le persone positive a Biancavilla erano un centinaio, adesso quelle registrate sono 183. Nello specifico, i “nuovi ingressi” sono 32, quindi circa il 30% in più rispetto a due settimane fa.

Un salto non indifferente. Ma il dato –riferito al quadro offerto dall’Asp di Catania e dalla struttura commissariale Covid– è da ritenere sottostimato. C’è una realtà sommersa. A causa dei test che si fanno a casa, tanti casi di positività non vengono comunicati ufficialmente o arrivano alle autorità sanitarie con ritardo.

Da qui, la necessità della prevenzione e delle accortezze da seguire quando si frequentano luoghi pubblici. E per chi rientra nel target di età o di “fragili” condizioni di salute, l’opportunità della quarta dose del vaccino.

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