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Quando il Consiglio è… inascoltato: «Si scredita il lavoro dell’Aula»

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Una delle mozioni discusse ed approvate all’unanimità dal Consiglio Comunale ma mai presa in considerazione dalla giunta Glorioso è quella che riguarda l’istituzione dello sportello Antiracket: lettera morta. L’ha evidenziata l’esponente di Fratelli d’Italia, Marco Cantarella. Ma non è la sola. Anzi, il gruppo di Forza Italia denuncia la serie di atti di indirizzo trattati in Aula che impegnavano l’amministrazione comunale ad agire di conseguenza, ma che invece non hanno avuto alcun seguito. Come dire: la Giunta non ascolta il Consiglio.

«Dopo un anno di attività consiliare, che in controtendenza con la precedente legislatura vede un attivismo soprattutto dell’opposizione, con la presentazione e l’approvazione di numerosi atti di indirizzo, quali le mozioni, nessun impegno assunto dall’amministrazione è stato realizzato», attaccano i consiglieri forzisti Daniele Sapia, Fabrizio Portale, Mauro Mursia e Veronica Rapisarda.

Non solo lo sportello Antiracket, che è l’atto disatteso più clamoroso. Dall’istituzione del pedibus per gli alunni delle scuole dell’obbligo alla previsione delle colonnine per auto elettriche, dal registro sulle unioni civili all’ospitalità nel cimitero biancavillese delle salme dei migranti vittime di naufragi: sono alcune delle altre decisioni prese dall’assemblea cittadina su cui l’organo esecutivo avrebbe dovuto istruire la fase operativa. Invece le relative delibere del Consiglio Comunale sono rimaste chiuse nel cassetto (nonostante il numero di sedute, prima di commissioni e poi consiliari, ed i relativi gettoni di presenza maturati).

«In tal modo –sottolineano ancora– sindaco e Giunta continuano a screditare l’attività del Consiglio Comunale di Biancavilla, calpestando e mortificando l’organo per eccellenza che rappresenta la città. Noi consiglieri, oggi, siamo chiamati solo ad esprimere pareri in merito alle proposte dell’amministrazione di aumentare le tasse e approvare a fine anno un bilancio di previsione per il quale il Consiglio può incidere ben poco».

Da qui, la presa di posizione dei quattro esponenti della minoranza: «Condanniamo l’operato dell’amministrazione ed invitiamo i consiglieri di maggioranza ed il presidente del Consiglio a far rispettare il principale organo collegiale di Biancavilla».

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Politica

Referendum giustizia, a Biancavilla il 61% di “no” alla riforma Meloni-Nordio

La Costituzione non si tocca: esito netto sulla consultazione, che ha però mosso solo il 43% degli elettori

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© Foto Biancavilla Oggi

Per il referendum si è espresso soltanto il 43% degli aventi diritti al voto (dato al di sotto della media regionale e nazionale). Ma il responso è stato netto: Biancavilla ha detto a gran voce “no” alla riforma della giustizia avanzata dal governo Meloni.

Il 60,8% dei votanti ha respinto la proposta di modifica della Costituzione che mirava a un nuovo ordinamento della giustizia (dalla separazione delle carriere dei magistrati allo sdoppiamento del Csm con sorteggio dei componenti).

Sui 7809 biancavillesi che si sono recati ai seggi nelle giornate del 22 e 23 marzo, 4703 hanno votato “no” (60,8%), contro i 3032 che hanno segnato un segno sul riquadro del “sì” (39,2%).

Un esito da attribuire alla libera volontà popolare e a quanti si sono recati alle urne. Un esito su cui la politica locale non ha inciso per nulla, visto il totale disimpegno, a parte due appuntamenti di aree contrapposte (uno a Villa delle Favare, l’altro in una saletta di un bar). Insomma, su questo referendum hanno scelto i biancavillesi, respingendo la riforma Meloni-Nordio, nonostante la latitanza dei partiti locali.

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Politica

Referendum, il risveglio della politica locale: due distinti incontri “Sì-No”

Riforma della giustizia, appuntamenti nel fine settimana promossi da schieramenti opposti

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La politica locale alza il dito per mostrare la propria presenza nel dibattito in vista del referendum sulla riforma della giustizia del 22 e 23 marzo. Lo fa, arrivando in notevole ritardo rispetto ad altre iniziative pubbliche di confronto, come quella promossa dal Circolo Castriota o quella organizzata dall’Azione Cattolica nella parrocchia dell’Annunziata.

Ad ogni modo, forze della destra e della sinistra di Biancavilla hanno in programma due distinti incontri a sostegno, rispettivamente, delle ragioni del “Sì” delle ragioni del “No” alla riforma del governo Meloni. Le prime danno appuntamento a Villa delle Favare, le altre in una saletta di un bar.

I sostenitori del “Sì”

Il primo incontro, a sostegno del del “Sì”, si terrà sabato 14 marzo alle ore 17.30 alla Villa delle Favare. “Le ragioni del Sì per una giustizia giusta”, è il titolo dell’iniziativa. Sarà il sindaco Antonio Bonanno a dare i saluti istituzionali e l’ex sindaco Mario Cantarella e l’ex deputato all’Ars, Nino D’Asero, ad introdurre i lavori. Interventi il senatore Salvo Pogliese e i deputati Giuseppe Castiglione e Luca Sbardella. Parleranno della riforma, l’avv. Vincenzo Vitale e il magistrato Roberto Passalacqua. Il dibattito sarà moderato dal giornalista Luigi Pulvirenti.

I sostenitori del “No”

Il giorno successivo, domenica 15 marzo alle ore 10, è invece l’incontro dal titolo “Le ragioni del No – Verso il referendum costituzionale”. L’appuntamento si svolgerà nella saletta del bar “L’Artigiana”. Interverranno Giuseppe Glorioso, segretario generale Flai Cgil di Catania ed ex sindaco di Biancavilla, l’avv. Andrea Ingiulla e l’avv.o Giuseppe Berretta. Le conclusioni saranno affidate ad Alfio Mannino, segretario generale della Cgil Sicilia. A moderare il confronto sarà Nino Benina.

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