Politica
Movida a Biancavilla, nuova ordinanza: nei week end locali aperti fino alle 2
Bonanno: «I gestori sono una categoria da tutelare, così come va garantita la vivibilità urbana»
Il sindaco Antonio Bonanno ha dato seguito all’ordinanza legata all’attività della “movida”, scaduta nella notte di domenica scorsa. La nuova ordinanza sindacale non muta le cose, se non nella chiusura dei locali che, nelle serate di venerdì, sabato e domenica, viene posticipata alle ore 2, mentre dal lunedì al giovedì resta confermata alle ore 1. L’ordinanza resterà in vigore sino a tutto il prossimo mese di agosto.
«Non si torna indietro – spiega il primo cittadino Bonanno -: in nome del buonsenso si è deciso di posticipare l’orario di chiusura alle 2, nei fine settimana. Ringrazio il Corpo di Polizia municipale ed i carabinieri per l’azione incisiva di queste settimane. Sono stati sanzionati sia i locali che non si erano attenuti all’ordinanza sia coloro i quali sfrecciavano con l’auto con il volume dell’autoradio a livelli indecenti».
«Ma, tengo a precisare, che i gestori dei locali –specifica Bonanno– non sono l’obiettivo esclusivo dell’ordinanza: sono, anzi, proprio loro una risorsa da tutelare e valorizzare per la nostra città. Sono il fulcro di un modello biancavillese che merita di essere supportato in tutto e per tutto, difatti abbiamo azzerato la tassa sull’occupazione del suolo pubblico. Era necessario riorganizzare la movida per lavorare tutti al meglio».
«Abbiamo, inoltre, tutti l’obiettivo di salvaguardare la quiete, la incolumità pubblica e principalmente la vivibilità urbana. Ma tutto questo –evidenzia il sindaco– non può avvenire solo con la repressione. Occorre un patto sociale tra frequentatori della Movida, i titolari delle attività di ristoro, le Forze dell’Ordine e le istituzioni».
Poi un appello alla responsabilità: «Occorre la volontà di tutti noi per rendere Biancavilla ancora migliore. Confido nella collaborazione di tutti per una ripresa economica che passa anche dalle serate biancavillesi all’aperto».
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Politica
Referendum giustizia, a Biancavilla il 61% di “no” alla riforma Meloni-Nordio
La Costituzione non si tocca: esito netto sulla consultazione, che ha però mosso solo il 43% degli elettori
Per il referendum si è espresso soltanto il 43% degli aventi diritti al voto (dato al di sotto della media regionale e nazionale). Ma il responso è stato netto: Biancavilla ha detto a gran voce “no” alla riforma della giustizia avanzata dal governo Meloni.
Il 60,8% dei votanti ha respinto la proposta di modifica della Costituzione che mirava a un nuovo ordinamento della giustizia (dalla separazione delle carriere dei magistrati allo sdoppiamento del Csm con sorteggio dei componenti).
Sui 7809 biancavillesi che si sono recati ai seggi nelle giornate del 22 e 23 marzo, 4703 hanno votato “no” (60,8%), contro i 3032 che hanno segnato un segno sul riquadro del “sì” (39,2%).
Un esito da attribuire alla libera volontà popolare e a quanti si sono recati alle urne. Un esito su cui la politica locale non ha inciso per nulla, visto il totale disimpegno, a parte due appuntamenti di aree contrapposte (uno a Villa delle Favare, l’altro in una saletta di un bar). Insomma, su questo referendum hanno scelto i biancavillesi, respingendo la riforma Meloni-Nordio, nonostante la latitanza dei partiti locali.
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Politica
Referendum, il risveglio della politica locale: due distinti incontri “Sì-No”
Riforma della giustizia, appuntamenti nel fine settimana promossi da schieramenti opposti
La politica locale alza il dito per mostrare la propria presenza nel dibattito in vista del referendum sulla riforma della giustizia del 22 e 23 marzo. Lo fa, arrivando in notevole ritardo rispetto ad altre iniziative pubbliche di confronto, come quella promossa dal Circolo Castriota o quella organizzata dall’Azione Cattolica nella parrocchia dell’Annunziata.
Ad ogni modo, forze della destra e della sinistra di Biancavilla hanno in programma due distinti incontri a sostegno, rispettivamente, delle ragioni del “Sì” delle ragioni del “No” alla riforma del governo Meloni. Le prime danno appuntamento a Villa delle Favare, le altre in una saletta di un bar.
I sostenitori del “Sì”
Il primo incontro, a sostegno del del “Sì”, si terrà sabato 14 marzo alle ore 17.30 alla Villa delle Favare. “Le ragioni del Sì per una giustizia giusta”, è il titolo dell’iniziativa. Sarà il sindaco Antonio Bonanno a dare i saluti istituzionali e l’ex sindaco Mario Cantarella e l’ex deputato all’Ars, Nino D’Asero, ad introdurre i lavori. Interventi il senatore Salvo Pogliese e i deputati Giuseppe Castiglione e Luca Sbardella. Parleranno della riforma, l’avv. Vincenzo Vitale e il magistrato Roberto Passalacqua. Il dibattito sarà moderato dal giornalista Luigi Pulvirenti.
I sostenitori del “No”
Il giorno successivo, domenica 15 marzo alle ore 10, è invece l’incontro dal titolo “Le ragioni del No – Verso il referendum costituzionale”. L’appuntamento si svolgerà nella saletta del bar “L’Artigiana”. Interverranno Giuseppe Glorioso, segretario generale Flai Cgil di Catania ed ex sindaco di Biancavilla, l’avv. Andrea Ingiulla e l’avv.o Giuseppe Berretta. Le conclusioni saranno affidate ad Alfio Mannino, segretario generale della Cgil Sicilia. A moderare il confronto sarà Nino Benina.
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Beppe
17 Giugno 2020 at 13:53
Basterebbe fare un’isola pedonale dalle 23 e fare sì che il Prefetto invii più pattuglie delle Forze dell’ordine per risolvere la questione.
Beppe
17 Giugno 2020 at 13:51
Le regole e le leggi ci sono già.
Gli schiamazzi notturni e le risse sono già contemplati come reati.
Dopo 3 mesi di chiusura bisognerebbe dare più spazio ai commercianti.
In estate fa caldo ed è bello poter stare fuori fino a tardi.
Certo bisogna farlo in sicurezza ma le leggi esistono già, invece di fare questo tipo di ordinanze, secondo me sarebbe stato più opportuno bussare alla porta del signor Prefetto, così invece si colpiscono i gestori dei locali e chi civilmente e nel rispetto delle regole vorrà godersi lo svago.