Politica
Il presidente Cantarella ad Asero: «Rispettato il nostro regolamento»

«Da presidente garante di tutto il Consiglio Comunale e da persona seria, ho proceduto a convocare la seduta del Consiglio Comunale rispettando tutte le regole e gli obblighi indicati nel nostro regolamento».
Risposta a stretto giro del presidente dell’assemblea cittadina di Biancavilla, Marco Cantarella, all’esponente del Movimento 5 Stelle, Dino Asero, che ha contestato modalità e tempistica della convocazione della seduta consiliare per discutere di Tari ed Imposta unica comunale. Contestazione dettata dal fatto che i consiglieri, secondo Asero, non sarebbero nelle condizioni di leggere e studiare tutti gli atti legati ai punti posti all’ordine del giorno. Motivo per cui si dovrebbe rinviare la riunione. «I lavori del Consiglio vengono organizzati sotto il manto della bugia, peraltro scaricando la colpa e mettendo in cattiva luce i funzionari del comune», ha attaccato Asero, riferendosi ad un presunto scaricabarile tra Cantarella e funzionari comunali alle osservazioni mosse.
«Lasciando al giudizio dei lettori il comportamento etico di pubblicare estratti di conversazioni avvenute per telefono o in ufficio, “colorate” nei contenuti oltre che smentibili in più parti dai soggetti citati all’interno del comunicato, rispondo semplicemente –evidenzia il presidente Cantarella– col conforto dei documenti cartacei consultabili da ogni Consigliere Comunale presso l’ufficio di Presidenza del Consiglio Comunale.
«Riguardo la singolare richiesta per mezzo stampa di rinvio del Consiglio Comunale, sempre all’interno del già citato regolamento –specifica ancora Cantarella– è scritto in termini chiari e semplici, anche per i soggetti che hanno difficoltà di comprensione, che la possibilità di rinviare la trattazione di argomenti posti all’ordine del giorno spetta ai Consiglio Comunale, a maggioranza dei presenti».
«Ci si aspetterebbe, soprattutto da parte di operatori del diritto, una maggiore attenzione per lo studio di regolamenti e di atti, ma a volte le aspettative sono troppo alte. Non esiste male peggiore dell’ignoranza e della superficialità», conclude Cantarella.
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Politica
Referendum giustizia, a Biancavilla il 61% di “no” alla riforma Meloni-Nordio
La Costituzione non si tocca: esito netto sulla consultazione, che ha però mosso solo il 43% degli elettori
Per il referendum si è espresso soltanto il 43% degli aventi diritti al voto (dato al di sotto della media regionale e nazionale). Ma il responso è stato netto: Biancavilla ha detto a gran voce “no” alla riforma della giustizia avanzata dal governo Meloni.
Il 60,8% dei votanti ha respinto la proposta di modifica della Costituzione che mirava a un nuovo ordinamento della giustizia (dalla separazione delle carriere dei magistrati allo sdoppiamento del Csm con sorteggio dei componenti).
Sui 7809 biancavillesi che si sono recati ai seggi nelle giornate del 22 e 23 marzo, 4703 hanno votato “no” (60,8%), contro i 3032 che hanno segnato un segno sul riquadro del “sì” (39,2%).
Un esito da attribuire alla libera volontà popolare e a quanti si sono recati alle urne. Un esito su cui la politica locale non ha inciso per nulla, visto il totale disimpegno, a parte due appuntamenti di aree contrapposte (uno a Villa delle Favare, l’altro in una saletta di un bar). Insomma, su questo referendum hanno scelto i biancavillesi, respingendo la riforma Meloni-Nordio, nonostante la latitanza dei partiti locali.
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Politica
Referendum, il risveglio della politica locale: due distinti incontri “Sì-No”
Riforma della giustizia, appuntamenti nel fine settimana promossi da schieramenti opposti
La politica locale alza il dito per mostrare la propria presenza nel dibattito in vista del referendum sulla riforma della giustizia del 22 e 23 marzo. Lo fa, arrivando in notevole ritardo rispetto ad altre iniziative pubbliche di confronto, come quella promossa dal Circolo Castriota o quella organizzata dall’Azione Cattolica nella parrocchia dell’Annunziata.
Ad ogni modo, forze della destra e della sinistra di Biancavilla hanno in programma due distinti incontri a sostegno, rispettivamente, delle ragioni del “Sì” delle ragioni del “No” alla riforma del governo Meloni. Le prime danno appuntamento a Villa delle Favare, le altre in una saletta di un bar.
I sostenitori del “Sì”
Il primo incontro, a sostegno del del “Sì”, si terrà sabato 14 marzo alle ore 17.30 alla Villa delle Favare. “Le ragioni del Sì per una giustizia giusta”, è il titolo dell’iniziativa. Sarà il sindaco Antonio Bonanno a dare i saluti istituzionali e l’ex sindaco Mario Cantarella e l’ex deputato all’Ars, Nino D’Asero, ad introdurre i lavori. Interventi il senatore Salvo Pogliese e i deputati Giuseppe Castiglione e Luca Sbardella. Parleranno della riforma, l’avv. Vincenzo Vitale e il magistrato Roberto Passalacqua. Il dibattito sarà moderato dal giornalista Luigi Pulvirenti.
I sostenitori del “No”
Il giorno successivo, domenica 15 marzo alle ore 10, è invece l’incontro dal titolo “Le ragioni del No – Verso il referendum costituzionale”. L’appuntamento si svolgerà nella saletta del bar “L’Artigiana”. Interverranno Giuseppe Glorioso, segretario generale Flai Cgil di Catania ed ex sindaco di Biancavilla, l’avv. Andrea Ingiulla e l’avv.o Giuseppe Berretta. Le conclusioni saranno affidate ad Alfio Mannino, segretario generale della Cgil Sicilia. A moderare il confronto sarà Nino Benina.
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