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Cronaca

Accusato di omicidio stradale, chiesti dal pm 6 anni di reclusione

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Sei anni di carcere per il giovane biancavillese che ha causato l’incidente sulla A18 Messina-Catania, a seguito del quale perse la vita Ornella Condorelli, 24enne di Tremestieri Etneo. È la richiesta di pena che il pubblico ministero ha avanzato, nel corso dell’udienza davanti al Giudice per l’udienza preliminare, Giovanni Cariolo, del Tribunale di Catania nel processo per omicidio stradale.

Per l’accusa, il giovane guidatore, quella notte di luglio del 2016, era alla guida in uno stato di ebrezza, quando urtò l’auto che procedeva sulla stessa corsia e nella quale viaggiava Ornella, fino a farla sbandare. Istanti terribili durante i quali, la ragazza di Tremestieri, che si trovava sul sedile posteriore, venne sbalzata fuori dall’abitacolo. Morì dopo alcuni giorni di agonia all’ospedale per le gravi ferite riportate.

La richiesta di sei anni di reclusione tiene conto dell’aggravante dello stato di ebbrezza dell’imputato e dello sconto di pena di un terzo, previsto dal rito abbreviato. Secondo il pm, la circostanza che Ornella fosse senza cintura di sicurezza non ha influito sull’esito tragico degli eventi.

Dettaglio, invece, che la difesa ritiene rilevante: un elemento che avrebbe salvato la vita della ragazza, secondo i legali dell’imputato, che discuteranno nell’udienza rinviata al prossimo mese.

Hanno già discusso anche i legali delle parti civili, a cominciare da quelli che rappresentano Barbara (sorella gemella di Ornella che era a fianco a lei quella maledetta notte) e due associazioni (“Familiari vittime della strada” e “Vicky Aureliano”) impegnate nella promozione della sicurezza stradale.

Tra qualche mese, dunque, si avrà la sentenza su questo caso, il primo relativo al reato di omicidio stradale che si discute nelle aule giudiziarie a Catania, dopo l’entrata in vigore della nuova legge.

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Cronaca

Giovani in piazza Martiri d’Ungheria con dosi di droga e un tirapugni di ferro

Controllo effettuato dai carabinieri di Biancavilla culminato con la denuncia di un 19enne

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Un normale passaggio dei carabinieri da piazza Martiri d’Ungheria, luogo di ritrovo giovanile di Biancavilla. I militari hanno notato dei ragazzi seduti su un muretto, che alla loro vista hanno cercato di disfarsi di qualcosa. È scattato così il controllo e un’ispezione dei luoghi.

Nell’aiuola della piazza sono state recuperate due dosi di marijuana, perfettamente asciutte e non bagnate come il terriccio del verde pubblico, che sono state sequestrate a carico di ignoti.

Messo alle strette, un ragazzo di 19 anni ha preso da una delle sue tasche una dose di hashish e da un’altra un tirapugni di ferro, per il quale non ha saputo giustificare il porto abusivo, raccontando che ce l’aveva per difendersi da eventuali aggressioni.  

I Carabinieri della stazione di Biancavilla hanno denunciato il ragazzo per porto di oggetti atti ad offendere. È scattata per lui anche ala segnalazione amministrativa alla Prefettura di Catania in quanto assuntore di sostanze stupefacente.

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Cronaca

Un 54enne di Biancavilla colpito ripetutamente alla testa con una pinza

Lite tra automobilisti ad Adrano degenera in un’aggressione violenta: i fatti ricostruiti dai carabinieri

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Una discussione per motivi di viabilità tra due automobilisti che degenera in violenza. Protagonisti un giovane di 20 anni di Adrano e un 54enne residente a Biancavilla. Il primo è stato denunciato dai carabinieri della stazione di Adrano per aggressione ai danni dell’altro.

Il 54enne, secondo quanto riferito ai militari, sarebbe stato colpito ripetutamente alla testa con un arnese metallico. Per lui è stato necessario l’intervento degli operatori del 118. Trasportato al pronto soccorso dell’ospedale “Maria Santissima Addolorata”, è stato dimesso con una prognosi di 20 giorni.

Immediata la risposta dei carabinieri che, acquisita la denuncia, sono risaliti all’identità del presunto aggressore. Dopo averlo individuato, i militari hanno organizzato una perquisizione nella sua abitazione, dove hanno rinvenuto una pinza a pappagallo, ritenuta compatibile con l’oggetto utilizzato per colpire il 54enne, nonché i vestiti indossati il giorno dell’aggressione, esattamente corrispondenti alla descrizione fornita dalla vittima. Il giovane dovrà rispondere di lesioni personali.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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