Politica
Pappalardo: «Pratiche edilizie senza “nulla osta” del Parco dell’Etna»

Una vista dell’Etna (foto Antonio D’Emanuele)
di Vittorio Fiorenza
Niente “nulla osta” del Parco dell’Etna, da ora in poi, per le pratiche edilizie del territorio di Biancavilla. Non è un provvedimento, ma potrebbe essere presto una prassi burocratica-amministrativa per snellire e velocizzare le procedure.
La proposta, attraverso una mozione, è del consigliere comunale Giuseppe Pappalardo, che fa riferimento alla recente sentenza della Corte Costituzionale che dichiara illegittima la legge 98 del 1981 in materia di istituzioni di parchi e riserve.
Un dettaglio che, secondo Pappalardo, «non permette all’amministrazione comunale di essere vicina ai territori per incarnare, attraverso i propri atti amministrativi, l’interesse delle comunità locali».
Da qui, l’ipotesi di potere evitare quei passaggi e quelle lungaggini di chi presenta una pratica edilizia.
La mozione presentata da Pappalardo, se approvata dall’assemblea cittadina, impegnerà l’amministrazione comunale a «dare incarico ad un esperto in materia affinché si possa avere un parere legale ed interpellare la Regione Siciliana per chiarire il palese “buco” normativo creatosi». Nell’attesa che l’Ars si esprima, Pappalardo propone di attivare l’Ufficio Tecnico Comunale «per verificare la possibilità, vista l’illegittimità del Parco dell’Etna, di non acquisire i “nulla osta” finora richiesti per le pratiche edilizie ricadenti all’interno del territorio dell’ente».
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Politica
Referendum giustizia, a Biancavilla il 61% di “no” alla riforma Meloni-Nordio
La Costituzione non si tocca: esito netto sulla consultazione, che ha però mosso solo il 43% degli elettori
Per il referendum si è espresso soltanto il 43% degli aventi diritti al voto (dato al di sotto della media regionale e nazionale). Ma il responso è stato netto: Biancavilla ha detto a gran voce “no” alla riforma della giustizia avanzata dal governo Meloni.
Il 60,8% dei votanti ha respinto la proposta di modifica della Costituzione che mirava a un nuovo ordinamento della giustizia (dalla separazione delle carriere dei magistrati allo sdoppiamento del Csm con sorteggio dei componenti).
Sui 7809 biancavillesi che si sono recati ai seggi nelle giornate del 22 e 23 marzo, 4703 hanno votato “no” (60,8%), contro i 3032 che hanno segnato un segno sul riquadro del “sì” (39,2%).
Un esito da attribuire alla libera volontà popolare e a quanti si sono recati alle urne. Un esito su cui la politica locale non ha inciso per nulla, visto il totale disimpegno, a parte due appuntamenti di aree contrapposte (uno a Villa delle Favare, l’altro in una saletta di un bar). Insomma, su questo referendum hanno scelto i biancavillesi, respingendo la riforma Meloni-Nordio, nonostante la latitanza dei partiti locali.
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Politica
Referendum, il risveglio della politica locale: due distinti incontri “Sì-No”
Riforma della giustizia, appuntamenti nel fine settimana promossi da schieramenti opposti
La politica locale alza il dito per mostrare la propria presenza nel dibattito in vista del referendum sulla riforma della giustizia del 22 e 23 marzo. Lo fa, arrivando in notevole ritardo rispetto ad altre iniziative pubbliche di confronto, come quella promossa dal Circolo Castriota o quella organizzata dall’Azione Cattolica nella parrocchia dell’Annunziata.
Ad ogni modo, forze della destra e della sinistra di Biancavilla hanno in programma due distinti incontri a sostegno, rispettivamente, delle ragioni del “Sì” delle ragioni del “No” alla riforma del governo Meloni. Le prime danno appuntamento a Villa delle Favare, le altre in una saletta di un bar.
I sostenitori del “Sì”
Il primo incontro, a sostegno del del “Sì”, si terrà sabato 14 marzo alle ore 17.30 alla Villa delle Favare. “Le ragioni del Sì per una giustizia giusta”, è il titolo dell’iniziativa. Sarà il sindaco Antonio Bonanno a dare i saluti istituzionali e l’ex sindaco Mario Cantarella e l’ex deputato all’Ars, Nino D’Asero, ad introdurre i lavori. Interventi il senatore Salvo Pogliese e i deputati Giuseppe Castiglione e Luca Sbardella. Parleranno della riforma, l’avv. Vincenzo Vitale e il magistrato Roberto Passalacqua. Il dibattito sarà moderato dal giornalista Luigi Pulvirenti.
I sostenitori del “No”
Il giorno successivo, domenica 15 marzo alle ore 10, è invece l’incontro dal titolo “Le ragioni del No – Verso il referendum costituzionale”. L’appuntamento si svolgerà nella saletta del bar “L’Artigiana”. Interverranno Giuseppe Glorioso, segretario generale Flai Cgil di Catania ed ex sindaco di Biancavilla, l’avv. Andrea Ingiulla e l’avv.o Giuseppe Berretta. Le conclusioni saranno affidate ad Alfio Mannino, segretario generale della Cgil Sicilia. A moderare il confronto sarà Nino Benina.
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Giuseppe Pappalardo
12 Marzo 2015 at 18:43
Gli Interessi sono di Tutta la Comunità Biancavillese: Di chi costruisce Case, di chi Vende Terreni , Idraulici, Pittori, Elettricisti, Agricoltori che coltivano i terreni ricadenti all’interno del Parco, ecc …. Sicuramente non di persone nulla facenti, buone solo a criticare e screditare l’operato altrui….Io so solo una cosa!! Molti Cittadini sono già dalla mia parte, e questo mi basta….Demoliamo gli Enti che ostacolano la crescita dei Territori!!
Grazie per il “Non Si sente Mai”, la maggior parte delle persone che mi conosce mi critica per il mio troppo attivismo….NIcolino Fa Mondo A Se!! Ma sappiamo tutti perchè !!!
Nicolino UnAmico Incomune
12 Marzo 2015 at 16:14
Quando c’e’ questo ci sono sempre esperti da nominare e soldi da uscire. Ma c’e’ questa espansione edilizia alle vigne mentre c’e’ gente che muore di fame, che l’amministrazione deve “incarnare” questo interesse locale. Interesse di chi esattamente? Non si sente mai se non per spendere sempre soldi questo…