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Cronaca

Droga in tasca e violazioni al Codice della strada: carabinieri in azione

Servizio di controllo tra Biancavilla e Paternò: 83 persone identificate, 19mila euro di multe

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Un servizio di controllo congiunto tra carabinieri delle stazioni di Paternò e di Biancavilla con i colleghi del Nucleo Radiomobile della Compagnia. Una presenza effettuata nei luoghi della movida, finalizzata anche al rispetto del Codice della strada e alle misure anti-Covid.

Nel corso del servizio, denunciato un 30enne di Biancavilla per detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio. La droga è stata trovata dopo la perquisizione del suo veicolo: alcuni grammi di cocaina già suddivisa in dosi.

Dislocati vari posti di controllo nei principali snodi viari. Otto giovani trovati in possesso di sostanze stupefacenti per “uso personale”: tutti segnalati alla Prefettura quali “assuntori”.

Nel complesso, identificate 83 persone e verificati 61 veicoli. Le sanzioni aamministrative per violazione al Codice della strada ammontano a 19 mila euro.

Altro intervento dei militari ha riguardato un incidente stradale avvenuto in contrada “Tre Fontane”: deferito un romeno di 37 anni. Coinvolto nell’incidente ed in evidente stato di ubriachezza, l’uomo non si è sottoposto all’alcol-test.

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Cronaca

Condannato pure il secondo barelliere: 30 anni di carcere ad Agatino Scalisi

Il caso dell’ambulanza della morte: sentenza con rito abbreviato, dopo quella di Davide Garofalo

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Agatino Scalisi condannato a 30 anni di carcere, al pagamento delle spese processuali e al risarcimento danni nei confronti delle parti civili. È la sentenza di primo grado emessa dal giudice delle udienze preliminari Carla Aurora Valenti del Tribunale di Catania nei confronti di uno degli imputati del caso della “Ambulanza della morte”. La pena a 30 anni, con rito abbreviato, è la stessa avanzata dal pubblico ministero Andrea Bonomo.

Scalisi riconosciuto colpevole, dunque, dell’omicido che gli veniva attribuito dalla Procura, quello della ottantenne Maria Giardina, avvenuto nell’aprile del 2014. Accolte dal gup anche le richieste delle parti civili: Orazio Arena e i figli Giuseppe e Luca (titolari dell’omonima agenzia funebre), l’associazione antiracket e antiusura “Libera Impresa”, il Comune di Biancavilla, il Codacons, l’associazione Art. 32-97-Aima e l’Asp di Catania.

La sentenza dichiara Scalisi interdetto in perpetuo dai pubblici uffici ed applica nei suoi confronti la misura di sicurezza della libertà vigilata per tre anni.

«Ricorreremo in appello – commenta l’avv. Antonino Tomaselli, legale di Scalisi – perché nel corso della discussione sono emerse molte contraddizioni. Aspettiamo intanto di conoscere le motivazioni di questa sentenza per capire il perimetro nel quale si è mosso il giudice».

Con rito ordinario già giudicato dalla Corte d’assise di Catania l’altro imputato, Davide Garofalo. Ritenuto coinvolto in tre omicidi (quelli di Salvatore Gagliano, Agatina Triscari e Salvatore Cadile), Garofalo risulta condannato all’ergastolo. Il legale ha presentato ricorso in appello.

Un orrore scoperto dalle Iene

Il caso della “Ambulanza della morte”, come ormai noto, si deve al programma Mediaset “Le Iene”. Diverse testimonianze hanno raccontato il “modus operandi” –coperto dai clan mafiosi di Adrano e Biancavilla– dei due imputati.

Scalisi e Garofalo, a bordo di un’ambulanza privata, avrebbero fatto morire con un’iniezione d’aria in vena, pazienti terminali, dimessi dall’ospedale, nel tragitto verso le loro abitazioni. In questo modo, si sarebbero accaparrati il sevizio funebre con il riconoscimento di 200-300 dall’agenzia.

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