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Cronaca

Scooter rubato e bastone nascosto in auto: due denunce dei carabinieri

Fatti emersi nel viale dei Fiori e in via Vittorio Emanuele grazie all’attività di controllo dei militari

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Controlli dei carabinieri della stazione di Biancavilla. Due gli episodi emersi durante l’attività dei militari.

Nel viale Dei Fiori, un 51enne è stato notato mentre, in sella ad uno scooter, teneva una condotta di guida pericolosa. I carabinieri lo hanno immediatamente bloccato nonostante, accelerando, avesse cercato di allontanarsi per sfuggire al controllo. Dagli accertamenti, lo scooter è risultato rubato, oltre che mancante della copertura assicurativa. Per tali ragioni, l’uomo è stato denunciato per ricettazione.

Altro episodio in via Vittorio Emanuele. Qui, nel corso di un posto di controllo della circolazione stradale, i militari hanno imposto l’alt ad una “vecchia conoscenza”. Si trattava di un 26enne biancavillese, sottoposto a perquisizione della sua Lancia Y. Il controllo ha permesso di trovato un robusto bastone di 74 centimetri nascosto sotto il sedile del passeggero. Immediata è scattata la denuncia per porto di armi od oggetti atti a offendere.

Nell’ambito della stessa attività di controlli del territorio, i carabinieri hanno effettuato verifiche e identificazioni che hanno portato a salate contestazioni per violazioni al Codice della strada.

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Cronaca

Omicidio Parisi, condanna definitiva: carcere a vita per Salvatore Fallica

Un iter giudiziario particolarmente complesso per il delitto commesso nel 2003 in contrada Rinazze

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Sono stati i Carabinieri della Compagnia di Paternò ad eseguire l’arresto. Hanno eseguito così un ordine per la  carcerazione emesso dall’Ufficio Esecuzioni Penali della Procura Generale di Catania.

Destinatario del provvedimento è Salvatore Fallica, 47 anni, personaggio noto alle cronache, er ora rintracciato a Volterra, in provincia di Pisa.

Nei suoi confronti è arrivata la sentenza definitiva all’ergastolo per omicidio premeditato in concorso di Gaetano Parisi, guardia campestre 53enne di Paternò. Riconosciuto colpevole anche per deteenzione e porto illegale di armi comuni da sparo.

L’omicidio di Parisi avvenne il 14 aprile 2003 in contrada Rinazze, a sud di Biancavilla. La vittima era alla guida della sua autovettura, una Fiat 500, dopo essere stata speronata.

Un delitto di sangue maturato per conflittualità interne al clan mafioso locale. Il movente?Secondo gli inquirenti è legato alla mediazione, all’epoca dei fatti, tra Parisi e il clan di Biancavilla ed i piccoli imprenditori agricoli sottoposti alle estorsioni.

Fallica era inserito nel clan Toscano-Tomasello-Mazzaglia, articolazione della famiglia di Cosa nostra etnea Santapaola-Ercolano. Particolermanete complesso l’iter giudiziario del caso, che aveva coinvolto anche un secondo soggetto di Biancavilla, poi morto a causa di una lunga malattia. Alla loro identificazione, gli inquirenti sarebbero giunti grazie alla comparazione del Dna trovato, dai carabinieri del Ris di Messina, su pezzi di guanti in lattice dimenticati dentro un’auto, risultata rubata. La stessa utilizzata dai sicari nell’agguato, e su un guanto in prossimità della stessa auto.

La sentenza di primo grado di condanna era stata annullata dalla Corte d’Assise d’appello di Catania nei confronti dei due. Poi, la prosecuzione del procedimento. Fino al verdetto definitivo di oggi nei confronti di Fallica.

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